Movimento contesta, il Comune minaccia querele

10 novembre 2011 di Egidio Morici

Filippo Sciacca, “Castelvetrano Indignata”


Un sistema mafioso, o meglio da gestapo-mafia, sarebbe stato attuato dall’amministrazione comunale della città, nei suoi fallimentari 10 anni di malgoverno. A dirlo è Filippo Sciacca di “Castelvetrano Indignata”, uno dei tanti movimenti ospitati da “Agorà Selinunte” per le prossime amministrative del 2012, che in un comunicato invita i cittadini ad indignarsi contro un’amministrazione dedita a rivolgersi sempre alle stesse persone nella gestione della città: “Tutti gli incarichi possibili allo stesso architetto, tutte le statue allo stesso artista, tutte le attività teatrali affidate allo stesso regista, la gestione del Carnevale affidata sempre alla stessa associazione”.
Filippo Sciacca non parla certo per eufemismi, e aggiunge al suo elenco anche l’organizzazione di eventi, la radio e la tv.  
Pur comprendendo “le mire del Sindaco Pompeo, che tra qualche mese da disoccupato avrà necessità di percorsi nuovi che lo dovranno sostenere nelle prossime campagne elettorali – sottolinea il portavoce del movimento – non crediamo di potere ancora rimanere in silenzio”.
E a non passare sotto silenzio è un monumento alto almeno 12 metri, da collocare in piazza Efebo a Marinella di Selinunte.
“L’Amministrazione Comunale intende sottolineare e affermare i valori della solidarietà ai tanti emigranti del sud – si legge nella relativa delibera di Giunta – a suo tempo costretti a trovare rifugio e dignità lavorativa in diversi paesi del mondo”.
Perché poi proprio in piazza Efebo? Semplice: perché si trova a picco sul mare. E il Mare viene definito dalla stessa delibera, a tratti amenamente letteraria, “simbolo di quell’elemento che idealmente congiunge e divide il mondo”.
In questo caso però sembrerebbe proprio dividerlo, soprattutto leggendo nella nota del neonato movimento che “anche la magistratura possa fare in maniera adeguata il suo corso” e che certi figuri possano ritornare nell’oblio, permettendo la realizzazione di una città dalla parte della legalità, “mettendo al bando atteggiamenti e comportamenti che di mafiosità sanno”.
Il sindaco non replica, mentre il suo addetto stampa minaccia querele.
Ma Filippo Sciacca non è il solo ad aver criticato questi atteggiamenti. Qualche mese fa anche Lucia Titone, di Rifondazione Comunista, auspicando la creazione di un ente autonomo per la gestione del teatro Selinus, aveva considerato “una prassi di tipo mafioso” affidare le chiavi del teatro ad un collaboratore scelto dal sindaco.
E anche in quel caso l’ipotesi della querela contribuì non poco a spegnere il dissenso.
Certo, oggi più che mai, un monumento all’emigrante, più che rappresentare la scelta obbligata di un tempo passato, ci ricorderebbe la fuga in massa dei giovani ai giorni nostri, alla ricerca di un lavoro che nel territorio si fa davvero fatica a trovare.
Una cosa è sicura: “Castelvetrano Indignata” sembra aver capito che forse il bisbiglio sommesso non ha mai prodotto risultati. Però potrebbe tornare a più miti consigli per paura delle querele. Oppure semplicemente per l’invito ad abbassare i toni da parte di chi, dentro “Agorà Selinunte”, magari non è abituato allo scontro frontale.

Tutto però è in costante evoluzione. E già da “I Love Selinunte”, altra costola di “Agorà”, qualcuno “tifa” per la candidatura a sindaco di Marco Campagna (Pd).  


Egidio Morici
per L’isola del 5/11/11
e.morici@alice.it

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