Voti sporchi e mafia, la risposta del Vescovo “diluita” dai media

20 novembre 2011 di Egidio Morici

Castelvetrano, 18 novembre 2011 –  Aula magna della scuola elementare «Ruggero Settimo».
Incontro organizzato da Libera sui beni confiscati alla mafia.
Riportiamo la domanda di uno studente, Marco, e la risposta del Vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero.
Marco:
“Le nostre istituzioni, soprattutto siciliane, negli ultimi anni sono state colpite da indagini e sentenze. Ad esempio, Cuffaro è stato arrestato per collusioni con la mafia; il nostro presidente della Regione, Lombardo, è indagato; così come Saverio Romano, ex ministro dell’agricoltura. Perché le nostre istituzioni siciliane sono continuamente colpite dal fenomeno mafioso? Perché il palazzo del potere è sempre colluso con la mafia? Che cosa possiamo fare noi per risolvere il problema?”
Mons. Mogavero:
“Tutti siamo nelle condizioni di cedere o di resistere. Tutto dipende dalla forza morale che abbiamo e dall’obiettivo che intendiamo conseguire. Se io ho l’obbiettivo di avere il maggior numero di voti, non guardo se il voto è pulito o sporco, mi interesserà soltanto che mi porti da qualche parte. Ma se sono una persona moralmente corretta, se sono un cristiano fino in fondo, non posso accettare di andare a ricoprire un ruolo di responsabilità, sapendo che mi ci ha mandato qualcuno che poi mi chiederà il conto. Se ciascuno di noi ha quella correttezza e quella dirittura morale per la quale sa anche rinunciare ad un favore pur di non sporcarsi le mani, allora non percorrerà la via dell’illegalità. Se però comincia col compromesso, col chiudere un occhio, pian piano finirà per chiuderli tutti e due.”
Il giorno dopo, su un quotidiano e su alcuni siti web, c’era questa sintesi:
“E a Marco, studente del liceo scientifico “Michele Cipolla” che ha accennato alla connivenza tra la mafia e la politica, Mogavero ha risposto così: «Non ci sono persone inattaccabili, tutti siamo esposti. È la forza morale di ognuno di noi, poi, che ci consente di scegliere tra il bene e il male.
La legalità, certamente, fa vivere».
Egidio Morici
e.morici@alice.it
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