Rifondazione apre al Pd, Fli punta al diaologo

1 dicembre 2011 di Egidio Morici

E’ tempo di congressi, di accordi, di gruppi e di saluti.
Ma come funzionano i saluti?
In pratica il partito che organizza l’incontro con la cittadinanza, invita i rappresentanti degli altri partiti a “dare un saluto”, che pressoché  equivale a dire “volendo, potremmo anche collaborare, metterci insieme…”.
Ecco che allora Ninni Vaccara di Fli interviene, il 12 novembre scorso all’ex chiesa Sant’Agostino, “per un saluto” al congresso di Rifondazione Comunista e punta sul dialogo: “Non c’è indifferenza nei vostri confronti”, augurandosi che da quel congresso possa “venir fuori una forza giovane che porti avanti un lavoro comune”. 
Mentre Lucia Titone di Prc fa altrettanto il giorno dopo, dal palco di Fli del cinema Marconi: “Non bisogna stigmatizzarsi su divisioni o barriere, ma bisogna pensare alle persone che possono essere legate ad un progetto nuovo che veda il risveglio morale della nuova classe politica”.
Un intervento sofferto, quello della Titone, soprattutto perché il giorno precedente, ai compagni di Rifondazione aveva detto: “Non è difficile essere comunisti. Lo è in Sicilia, a Castelvetrano, nella provincia di Trapani, zoccolo duro dalla mafia”.
Inutile girarci attorno: il Prc non può certo contare sui numeri. E paradossalmente, se vuole difendere i più deboli dalle ingiustizie, comprese quelle dei grandi partiti, è proprio con loro che deve dialogare.
È su questo tema che il giorno prima, gli attivisti avevano votato la mozione congressuale per il rinnovamento del partito.
Quasi all’unanimità è stata scelta la cosiddetta “mozione 1, che sostanzialmente apre al dialogo con altre forze politiche e fa pensare ad una sorta di fusione di fatto col Pd che, se da un lato  rappresenterebbe una perdita di autonomia politica, dall’altro potrebbe essere vista come un passepartout per la tanto agognata rappresentanza in consiglio comunale.
Contraria alla “mozione 1” si è invece dichiarata Maria Antonietta Garofalo, segretaria del partito, che ha votato la “mozione 2”, per un ritorno alla vocazione del comunismo, lontano da alleanze col Pd o altri partiti e aperta a possibili collaborazioni coi movimenti collegati alle lotte, come la Fiom o gli indignati del 15 ottobre.
Ma è difficile rappresentare un partito del quale non si condivide la scelta delle modalità del suo rinnovamento. Ecco perché la Garofalo non ha accettato la nomina di nuova segretaria, nonostante le pressanti insistenze degli attivisti che sembrano avere le idee chiare sulla sua guida e il congresso si è chiuso quindi con la sola approvazione della mozione 1. L’elezione del nuovo segretario è stata così rimandata.
Anche se non ci sono motivi per credere in un segretario diverso dalla Garofalo, alla quale non rimarrà che accettare l’investitura e guidare il partito verso il Pd. Il problema verrà quando, al secondo turno delle prossime amministrative, bisognerà scegliere se apparentarsi o rinunciare alla possibilità di rappresentanza dentro il consiglio comunale. E’ difficile che la Garofalo possa stringere accordi con l’Mpa, con l’Udc o con Fli.
Il Partito Democraticoinvece, nel caso il proprio candidato sindaco non dovesse farcela, al secondo turno avrebbe l’imbarazzo della scelta: vista l’apertura nei confronti delle forze “moderate ed autonomiste”, potrebbe infatti sostenere sia il Terzo Polo che l’Mpa. Basterà trovare la giusta comunità d’intenti per percorrere un cammino comune. Non dovrebbe essere poi così difficile per il Pd.  
Egidio Morici
Per L’isola del 20/11/2011
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