Pino Veneziano nei manifesti di destra. Le nipoti del cantautore: “Nostro nonno si starà rivoltando nella tomba!”

18 gennaio 2012 di Egidio Morici

Cosa accadrebbe se un giorno Berlusconi facesse un manifesto elettorale con la sua faccia e la scritta: “Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva…(Francesco Guccini)”?
Difficile dirlo, soprattutto in questo strano periodo elettorale di inciuci, sperimentazioni e ideologie sostituite dalle “idealità”. Di certo, il famoso cantautore di Pavana non vedrebbe affatto la cosa di buon occhio.
Ma a Castelvetrano un manifesto simile, almeno nell’impostazione, è comparso per qualche giorno nei pressi dell’area dei centri commerciali.
Si tratta del movimento “Le ali per Castelvetrano” che, a fianco del proprio simbolo, ha inserito la frase “Di questa terra facciamone un giardino (Pino Veneziano)”.
Che l’accostamento sia stridente è dir poco.

Infatti, il gruppo in questione sostiene Giovanni Lo Sciuto, candidato a sindaco di Castelvetrano, appoggiato da “Alleanza per la Sicilia”, movimento federato col Pdl nazionale e sostenuto da personaggi come Antonio D’alì (uomo di Berlusconi sin dai tempi della fondazione di Forza Italia),  Nicola Cristaldi e Domenico Nania (missini passati al Pdl).
Pino Veneziano è stato invece un cantautore selinuntino che, oltre alla bellezza della natura, cantava anche l’incandescenza dell’Italia degli anni settanta, con brani come “Lu patruni è suvecchiu”, “La festa di li porci”, “Piazza di La Loggia”, “Nivuri su li bummi”.
Insomma, un accostamento che, come direbbe Di Pietro, non c’azzecca nulla.

E le proteste non sono tardate ad arrivare. 
Letizia e Cora Veneziano, nipoti del cantautore, hanno manifestato il loro disappunto per questa scelta, lamentandosi con i responsabili e pretendendo la rimozione del manifesto.
Nostro nonno non ha mai avuto nulla a che spartire con la destra. Si starà rivoltando nella tomba”.
Certo, Cristaldi che fa il saluto fascista al fianco di Giovanni Lo Sciuto, in una foto diffusa su facebook, non può che far riflettere. Ad ogni modo, pare che alla fine il manifesto sia stato rimosso. Una questione di decenza che va al di là dei soliti cavilli legati al diritto di poter scrivere dei pensieri altrui citandone la fonte. 
Tanto più che, a voler essere altrettanto cavillosi, la citazione è pure errata. Pino Veneziano infatti, nella sua canzone “Il siciliano”, recita: “Chista è ‘na terra ca nni duna aranci, chista è ‘na terra ca nni duna vinu, si nni po’ fari un beddu jardinu, ma cca cu havi li guai si li chianci”.
La frase “Di questa terra facciamone un giardino” è invece il titolo di un libro tributo a Pino Veneziano, curato dall’artista Umberto Leone e da Rocco Pollina, edito da Salvatore Coppola.
In tempi di mescolanze politiche di ogni sorta, capisco che tutto faccia brodo – ha commentato Leone – ma associare Pino Veneziano alle destre è come mangiare i carciofi col caffelatte. Non so, forse chi si è occupato della creazione di questo manifesto non era molto informato e si è fermato solo al significato della frase”.
Si dirà: contrapposizioni ormai superate. Può darsi, anche se Nania va ancora fiero della sua condanna a 7 mesi per lesioni volontarie personali. Quando aveva 18 anni, il suo dissenso contro i giovani di sinistra al grido di “il comunismo non passerà”, in effetti, era così sentito da trascendere il mero piano intellettuale.

Egidio Morici
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