Amministrative 2012, l’enigma Firenze

5 maggio 2012 di Egidio Morici

Tutti pronti, si va al voto.
Tre sindaci e dodici liste. Cinque per Felice Errante (Pd, Fli, Api, Udc, Città Nuova), sei per Giovanni Lo Sciuto (Castelvetrano Avvenire, Cantiere Popolare/Le Ali per Castelvetrano, Alleanza per la Sicilia, Pdl, Grande Sud, Mpa) ed una per Ferdinando Firenze (Firenze Sindaco).
Distinguere in modo netto la destra dalla sinistra non è cosa facile, ammesso che ci sia ancora qualcuno che questa differenza, ormai divenuta “troppo ideologica” continua a farla.
“Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?” diceva una vecchia canzone di Giorgio Gaber. Ancora oggi è difficile rispondere, perché l’impressione è che lo scontro finale possa riguardare due coalizioni che di centrosinistra puro abbiano ben poco.

Ma chi ha amministrato la città, in questa “primavera” che dura da vent’anni, iniziata con Giuseppe Bongiorno e proseguita con Gianni Pompeo? Non c’è dubbio: il centrodestra.
Oggi, la lista di Ferdinando Firenze ha al suo interno varie anime: il movimento Agorà, l’Idv, il Psi, il Prc e Sel. E’ il nuovo centrosinistra? Chissà.
Eppure qualcuno le valutazioni ideologiche le ha già fatte, in uno dei tanti incontri elettorali che si sono svolti in città: 
La città di Castelvetrano, ormai da tempo, viene amministrata da una coalizione politica di centrodestra.  Cinque anni fa si è avuto qualche scontro elettorale sempre fra concorrenti di centrodestra, e anche quest’anno, dopo un quinquennio la stessa solita storia, che chiaramente non ha niente a che dividere con il tratto politico, ma una sfida prettamente personale fra due candidati al centrodestra.  Credo che sia la volta buona per cambiare le sorti di questa città.

Difficile dargli torto, anche se il pensiero sembra intriso di una certa nostalgia da falce e martello, in questa inedita riunione del centrosinistra sotto l’ala del candidato Firenze.
Un ringraziamento vada anche ad Alberto Firenze (fratello di Ferdinando, ndr)  che siamo stati compagni di cordata – ha aggiunto – essendo stati eletti tutti e due in un partito che ora non esiste più”.
Il “partito che non ora non esiste più” non è il Pci. È  Forza Italia
E chi parla, (prima dell’intervento di Claudio Fava, in un incontro con la cittadinanza a sostegno di Ferdinando Firenze) è Donato Venezia che, alle amministrative del 2001, col partito di Berlusconi aveva preso 192 voti, due in meno di Alberto Firenze.
Forse le vecchie ideologie si sono perse, ma in compenso sono nati dei nuovi nostalgici.
Egidio Morici
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