Ghetto di Campobello. L’ex candidato a sindaco: “Una telenovela”

10 novembre 2013 di Egidio Morici

Gianvito Greco – Foto comuni-italiani.it

A qualcuno l’interesse mediatico per il ghetto di Campobello di Mazara non è piaciuto. È bastato fare riferimento allo sfruttamento degli immigrati e al caporalato per accendere gli animi di molti agricoltori.
C’è chi ha pensato di interpretare i servizi televisivi, i video e gli articoli su quest’argomento, come un’offesa alla dignità e alla storia di tutti gli agricoltori campobellesi.
Un signore che si chiama Gianvito Greco ha promosso pure una manifestazione in loro favore e rivolgendosi a “Striscia la Notizia”, ha scritto sul suo profilo Facebook: “Avete ascoltato gli amici senegalesi, ora sarebbe giusto ascoltare chi con tanto sacrificio, sudore ed estreme difficoltà, porta avanti l’economia di questa Campobello”.
Testate locali on-line, siti aggregatori e blog hanno pubblicato una sua curiosa nota in cui si legge che “la colpa più infamantedella telenovela immigrati” ricadrebbe sugli onesti cittadini e sugli agricoltori.
A parte il termine “telenovela” sul quale c’è poco da commentare, ci sarebbe la “colpa infamante”. E il Greco non si riferisce certo alla morte del senegalese, bruciato dalle fiamme di un fornello da campo che perdeva gas, ma al fatto che i campobellesi siano stati considerati degli “sfruttatori di immigrati”.
Agricoltori di Campobello, preparatevi. Sarò al vostro fianco” urla dalla sua pagina Facebook.
E nella sua nota tiene a precisare: “L’arrivo dei circa 500 immigrati, sicuramente non era stato previsto da nessuno. Nel giro di pochi giorni, prima che ci si rendesse conto di quanto stesse accadendo, dal nulla è nato il villaggio in contrada Erbe Bianche.
Insomma, un blitz inaspettato, un’occupazione che nessuno mai avrebbe potuto prevedere.
Ma chi è Gianvito Greco?
E’ uno con la passione delle feste di paese. A Campobello ne ha organizzate tante e molti gli sono riconoscenti.
Ma ha anche la passione della politica. Ha tentato più volte di diventare sindaco: nel 2000, quando è stato trombato a capo di una lista civica, e nel 2011 quando è stato trombato dopo essersi presentato con tre liste (due liste civiche e Sel).
Comuni-italiani.it lo aveva intervistato in vista del voto delle amministrative del 2011. Gli era stata posta una domanda proprio sull’immigrazione:
Guardando alla grave situazione di Lampedusa e ai conflitti in nord Africa, come vive il territorio il fenomeno dell’immigrazione e che tipo di interventi in tal senso prevede il suo programma?
Questa la sua risposta: “Campobello di Mazara, come molti centri agricoli siciliani, nel periodo della raccolta dell’uva e delle olive è invasa da giovani extracomunitari in cerca di lavoro oltre a quelli che già lavorano stabilmente sul nostro comune. La nostra proposta è quella di trovare insieme a questa gente dei contatti per una completa integrazione e per quanto riguarda il flusso che arriva periodicamente occorrerà preparare dei luoghi di permanenza sul nostro territorio, tali da non mortificare l’uomo che sta dentro quel giovane o quella donna e che sta cercando di costruirsi un domani migliore. Centri di accoglienza per ridare dignitàa questi uomini e a queste donne che ancora oggi non sanno dove dormire o lavarsi.
Che strano: quello che accadeva con regolarità fino al 2010, diventa improvvisamente imprevedibile nel 2013. Un bel giorno, dal nulla, ecco il ghetto di Erbe Bianche.
Egidio Morici
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