Despar al tracollo, dipendenti in piazza a Castelvetrano: “Vogliamo il lavoro!”

5 dicembre 2013 di Egidio Morici

Hanno protestato in tanti per le vie di Castelvetrano, chiedendo a gran voce “lavoro, diritti, occupazione“. Dalla via Partanna, sede del Gruppo 6 Gdo, sono arrivati nel cuore della città. Una delegazione del gruppo, insieme alle rappresentanze sindacali, è stata ricevuta dal vicesindaco Marco Campagna. Il sindaco Errante era a Roma, a sua volta ricevuto dal viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, in seguito all’incontro con Angelino Alfano.

Il primo cittadino è ritornato fiducioso sulla possibilità del buon esito della trattativa in corso con i gruppi interessati.

Nell’incontro al Comune, Vito Gancitano, segretario provinciale della Filcams Cgil, sull’azione politica locale ha però precisato : “L’amministrazione comunale di Castelvetrano si è mossa su nostra sollecitazione. Da anni diciamo che questi amministratori – ha aggiunto – per quanto ci riguardava, potevano anche essere sollevati dal loro incarico: non rispondevano in termini di capacità gestionale a quelle che erano le esigenze del gruppo. Ma la politica è stata completamente assente“.
La protesta in piazza sembra dunque essere l’ultimo colpo di coda di una realtà economica ormai ridotta all’osso, dopo sei anni di amministrazione giudiziaria. Anni in cui le “difficoltà” di gestione difficilmente potranno essere addebitate soltanto alla chiusura dei rubinetti delle banche.
E se l’incompetenza è ormai una percezione praticamente unanime, l’ipotesi di precise responsabilità degli amministratori nel tracollo dell’azienda si fa strada anche fuori dall’ambiente sindacale.
Piero D’angelo, commercialista e consigliere comunale non ha dubbi: “Se quest’interessamento da parte di sindaco e istituzioni, non dovesse dare risultati, sarebbe opportuno valutare anche una possibile azione di responsabilità nei loro confronti“.
Ma quali sono i termini della trattativa?
Il gruppo interessato, trattando con il Prefetto Falco, potrebbe prendere in carico l’azienda per un periodo di cinque anni, ereditando attivo e passivo (soprattutto passivo), senza alcun onere aggiuntivo.
Nel periodo successivo però, una volta risanata l’azienda, dovrebbe corrispondere una percentuale allo Stato. Sarebbe proprio questa percentuale uno dei perni principali della negoziazione.
Ovviamente, qualsiasi risanamento prevede una riorganizzazione aziendale, che potrebbe avere delle ulteriori conseguenze sulla conservazione dei posti di lavoro. Anche questo aspetto dovrebbe essere oggetto della trattativa in corso.
Una cosa è certa: il grande gruppo che vorrà gestire la Gruppo 6, avrà una potenza contrattuale di gran lunga superiore rispetto ad un’azienda che risulta essere ormai svuotata.
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Egidio Morici
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