Caso Despar, tutto da capo. Fine della trattativa con la Gicap

23 gennaio 2014 di Egidio Morici

La trattativa Gicap è saltata definitivamente. Lo conferma il segretario regionale della Cgil, Franco Cantafia, durante un incontro con i lavoratori avvenuto oggi pomeriggio con i lavoratori del gruppo e la Cgil. Purtroppo la pronta azione del sindaco di Castelvetrano che, appresa la notizia della mancata sottoscrizione dell’accordo del 14 gennaio scorso, si era attivato per sensibilizzare le parti ad arrivare comunque ad una conclusione, non ha avuto gli esiti sperati. 
Non e’ chiusa la trattativa con la Gicap Spa – aveva affermato Errante – Ci sono punti da chiarire, ma sono certo che una soluzione si troverà“. La situazione invece non si è trovata.
Oltre alle motivazioni già emerse qualche giorno fa, relative alla pretesa della Gicap di acquisire anche la struttura fisica (sede amministrativa e magazzini) che invece fa parte della Grigoli Distribuzione, ci sarebbero stati dei problemi nella garanzia di tutti i posti di lavoro, compresi quelli a tempo determinato.
Tutto da capo quindi. Anche se ci sarebbero altre due trattative: una con un’azienda siciliana ed un’altra con un gruppo oltre lo stretto. 
L’avvocato Gemma dell’Agenzia dei beni confiscati, come ha riportato Cantafia, ha dichiarato che rinuncerà ad ogni compenso relativo all’amministrazione, fino a quando non arriveranno tempi migliori.
Il conto alla rovescia però è iniziato. Se entro due mesi non verrà conclusa alcuna trattativa, il destino della Gruppo 6 sarà quello della liquidazione. A questo punto, l’unica ancora di salvezza potrebbe essere la difficile costituzione di una cooperativa composta dai dipendenti stessi. 
Il destino degli stipendi invece è ancora sospeso. Non ci sono soldi.
Non ci sono soldi per i primi cassaintegrati che aspettano dal mese di agosto e non ci sono soldi per gli stipendi arretrati degli altri. Senza parlare della cassa integrazione in prosecuzione dal 20 dicembre scorso, la cui erogazione potrebbe avvenire anche dopo la primavera. 
La strada da percorrere è difficile, perché da un lato i circa 200 lavoratori premono per attuare delle forme di agitazione forti, in modo da dare maggior rilievo alla loro situazione. Dall’altro però, visti i tempi stretti delle complicate trattative in corso, i sindacati sarebbero più propensi a mantenere quella razionalità e compostezza che hanno fatto apprezzare la protesta e il corteo dello scorso 3 dicembre. 
Intanto la tensione sale. Un salumiere di un punto vendita di Trapani non ha più nemmeno un prosciutto e le entrate di altri punti vendita bastano appena per pagare le bollette della luce. Questo perché ormai non hanno più l’autorizzazione ad acquistare merce altrove. La sopravvivenza di molte famiglie è in pericolo, soprattutto quelle il cui unico reddito era lo stipendio della Gruppo 6.
Certo, il buon esito del concordato sbloccherebbe le retribuzioni arretrate, ma c’è un presente da gestire che diventa sempre più gravoso. 
Come resistere nell’immediato?
Per permettere l’erogazione degli stipendi arretrati, il giudice dovrebbe nominare un commissario, ma il caso è nelle sue mani soltanto dallo scorso venerdì e di casi simili ce ne sarebbero tanti altri. 
Il sindaco Errante, anche lui presente all’incontro di oggi, ha manifestato il suo ottimismo, raccontando di aver già incontrato a Partanna, (per il 46° anniversario del terremoto del Belice, ndr) Renato Schifani. E di avergli chiesto (in presenza di D’Alì) un milione e mezzo di euro, che potrebbero tamponare questo difficile stallo o, in alternativa, di accelerare le pratiche della cassa integrazione
Il primo cittadino ha anche detto che chiederà ad Angelino Alfano e al viceministro Bubbico di venire a Castelvetrano per dire ai lavoratori le stesse cose che hanno detto a lui e cioè che “lo Stato non consentirà la perdita di posti di lavoro”.
Ma i posti di lavoro hanno un senso solo a fronte di una retribuzione certa. E questa certezza oggi è ancora lontana. 
Se, come è ormai evidente, il terreno della trattativa è molto lontano dall’influenza del sindaco, potrebbero almeno esserci ancora delle speranze sul versante della politica. Una risposta positiva da parte dei piani alti sul quel milione e mezzo di euro, sarebbe davvero un ossigeno prezioso per tutti. Anche per il sindaco, politicamente.
Egidio Morici

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