Togliere l’Imu ai lavoratori Despar, stravolto il senso della proposta

7 febbraio 2014 di Egidio Morici

Anche se tardive, mi sembra necessario fare alcune precisazioni su un articolo del Giornale di Sicilia della cronaca di Castelvetrano, relativo al 30 gennaio scorso dal titolo: “Non facciamo pagare l’Imu agli operai”.
Si tratta di un pezzo scritto da Filippo Siragusa, in seguito ad un post sul mio blog, “Caso Despar. E se il sindaco togliesse l’Imu ai lavoratori?” 
La riflessione che scaturiva dal mio post era però unicamente riferibile ad aumentare le possibilità di visibilità della difficile situazione dei dipendenti della Gruppo 6, che rischiano di rimanere senza lavoro. 
L’articolo di Siragusa ha invece veicolato dei messaggi forse un po’ lontani da quest’impostazione.
Ecco perché ci terrei a chiarire alcuni punti:
1) Non mi risulta che tra i cittadini ci sia stata una “gara di solidarietà” in seguito alla mia proposta. Né che alla stessa stiano “aderendo tanti castelvetranesi”.
2) Non mi risulta ci sia stato alcun “gruppo sorto sul web” che abbia sposato la mia richiesta (che richiesta per altro non era, ma soltanto una riflessione).
3) Il senso della mia riflessione non era affatto finalizzato ad “alleggerire il particolare peso attuale che tutti i lavoratori stanno vivendo”, come è stato scritto. L’ottica era invece quella di dare maggiore visibilità al problema.
4) Non mi risulta che la proposta “abbia fatto tanto discutere sul web” e nemmeno che si sia “scatenato” alcun dibattito.
5) Siragusa riporta l’opinione di un sindacalista (Maurizio Etiopia) che afferma che “fare figli e figliastri non aiuterebbe nessuno” viste le altre categorie di lavoratori in difficoltà. Credo sia un’affermazione molto sensata ed equilibrata, che però risponde al senso della mia proposta veicolato dal giornalista. Ma il punto non era, come già scritto, il mero aiuto economico, ma un’idea (condivisibile o meno) per aumentare la visibilità della difficile situazione. La differenza tra i lavoratori della Despar e tutti gli altri non riguarda certo il merito, ma l’immagine della città. Salvare i posti di lavoro della Gruppo 6, infatti, equivarrebbe ad allontanare la pericolosa equazione che la mafia dà lavoro e lo Stato lo toglie. Un’equazione che farebbe molto male non solo all’identità della città, ma alla sua intera economia.
Egidio Morici
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