[VIDEO] Sonia Alfano: “Incontrarsi subito, tutti insieme, alla Gruppo 6 di Castelvetrano”

21 febbraio 2014 di Egidio Morici

Colta da un malore durante una conferenza al liceo scientifico di Castelvetrano, alla fine del gennaio scorso, Sonia Alfano non aveva potuto dare udienza ad una delegazione di lavoratori della Gruppo 6 Gdo che volevano incontrarla per parlare della loro difficile situazione.
La presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Europea è quindi ritornata a Castelvetrano, dopo aver incontrato il presidente del tribunale della sezione fallimentare, l’amministratore ed altre persone che, a vario titolo, hanno un ruolo in questo delicato momento per l’azienda confiscata a Giuseppe Grigoli, condannato per mafia in via definitiva.
Si è fermata con i lavoratori per circa tre ore e mezza e, prima di cominciare, si è trovata a parlare con un dipendente che si era legato con una catena dopo aver tentato di darsi fuoco.
Sonia Alfano ha anche un motivo personale per non accettare il messaggio che la mafia dà lavoro e lo Stato lo toglie, dal momento che suo padre (il giornalista Beppe Alfano) è stato ucciso dalla mafia nel 1993 ed ancora oggi non è stata fatta piena giustizia.
Non ha promesso soluzioni di carattere individuale, con improbabili telefonate a chissà quale potente personaggio illusoriamente in grado di risolvere il problema, ma ha auspicato un incontro con tutti coloro che sono coinvolti, istituzionalmente e non solo, nel tentare di risolvere la spinosa vicenda. 
A breve, perché il 17 marzo è ormai vicino, oltre ad amministratori ed agenzia dei beni confiscati, potrebbero sedersi allo stesso tavolo anche i sindacati, sindaco e vicesindaco di Castelvetrano, insieme a coloro che hanno incontrato i lavoratori in varie occasioni (dal vescovo di Mazara a Beppe Lumia, Pamela Orrù ed Antonio Ingroia), in modo da condividere le proprie valutazioni e avanzare delle proposte, prendendosi ognuno le proprie eventuali responsabilità.
Un incontro da fare, non nelle segrete stanze dei ministeri romani o a Palermo, ma nella stessa sede della Gruppo 6, davanti a tutti i lavoratori. 
Egidio Morici


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