Messina Denaro. Processo Eden, ecco i nomi dei condannati, assolti e prescritti

30 maggio 2014 di Egidio Morici

 

 

 

Condanne Eden

 

 

Di Egidio Morici – Ecco le prime sei condanne per i fiancheggiatori di Matteo Messina denaro, riguardanti l’operazione Eden, che vide 30 arresti nel dicembre scorso. Si tratta degli imputati che avevano scelto il rito abbreviato.

 

Lorenzo Cimarosa: 5 anni e 4 mesi.

Il “dichiarante”, cugino di Matteo Messina Denaro, non ha avuto concessa la speciale attenuante prevista per i pentiti che contribuiscono in modo rilevante alle indagini, ma soltanto quelle generiche. Tra le altre cose Cimarosa aveva anche dichiarato: “Non sono un pentito, non mi sento mafioso”.

 

Lea Cataldo: 3 anni e 6 mesi – Francesco Luppino: 3 anni

Arrestati per intestazione fittizia di beni. Avrebbero riacquisito l’esercizio della Fontane d’oro s.a.s. (società olearia, sequestrata nel giugno del 2009 e da allora in amministrazione giudiziaria) mediante la stipula di due contratti di affitto di rami d’azienda con titolari apparenti.

 

Mario Messina Denaro: 4 anni e 2 mesi

Altro cugino del latitante Matteo Messina Denaro, accusato di aver tentato un’estorsione nei confronti di Elena Ferraro, presidente della Hermes srl di Castelvetrano.

 

Giuseppe Marino: 2 anni

Funzionario tecnico del Ministero della Giustizia, in servizio presso il Provveditorato regionale Dipartimento Amministrazione di Palermo. Figlio del giudice Vito Ivan Marino, presidente vicario della corte d’appello di Palermo. Accusato di corruzione.

 

Nicolò Polizzi: 8 anni e 2 mesi

Arrestato per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara e per aver contribuito a realizzare riunioni tra il capomafia campobellese Francesco Luppino ed altri mafiosi palermitani. Avrebbe anche consentire alla mafia campobellese il controllo su attività economiche già sottoposte ad amministrazione giudiziaria, mantenendo rapporti con Matteo Messina Denaro assicurandogli il supporto per la latitanza. Sarebbe inoltre intervenuto per procurare voti nelle consultazioni elettorali.

 

E’ stato invece assolto Giovanni Faraone, il meccanico di Campobello di Mazara che bonificava le macchine dalle cimici installate dagli investigatori. Cosa, evidentemente non ritenuta di rilevanza penale.

Infine prescritto Rosario Pinto, imputato di favoreggiamento. Aveva aiutato Ferdinando Gallina, che nel 2007 era reggente della famiglia mafiosa di Carini, a causa della latitanza di Gaspare Polizzi. Gli aveva prestato la sua Fiat Panda in modo da permettergli di potersi recare, senza essere individuato ed intercettato, ad un incontro con Francesco Luppino e i latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Avrebbe poi fatto pure una falsa denuncia per furto. Reati avvenuti tra il 5 e il 10 novembre 2007 e perciò prescritti.

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