Castelvetrano. Caso Despar. Dopo il fallimento, ecco il piano B

19 giugno 2014 di Egidio Morici

 

Foto-camion-Despar

 

 

Di Egidio Morici – Dopo il fallimento della Gruppo 6 Gdo, l’Agenzia dei beni confiscati mette in atto il piano B: fare comunque l’accordo con la Esse Emme Srl, nonostante la bocciatura del concordato da parte del Tribunale di Marsala

Ovviamente con qualche cambiamento.

Il più importante riguarda l’azienda che stipulerebbe il contratto con la Esse Emme: non più la Gruppo 6 Gdo, che è appunto fallita, ma la Grigoli Distribuzione, che è ancora in piedi. Però non ha le licenze che aveva la Gruppo 6.

Ecco perché l’Agenzia ha chiesto al sindaco di Castelvetrano Felice Errante di contattare tutti i sindaci delle città dove ricadono i punti vendita, in modo da dotarla delle licenze necessarie.

 

E’ quello che emerge da un incontro tra lavoratori e sindacati, alla presenza del sindaco Errante, avvenuto ieri sera nella sede della Gruppo 6 di via Partanna, a Castelvetrano.

Intanto, a giorni arriveranno le lettere di licenziamento per i dipendenti. E paradossalmente, in questo caso, i sindacati sperano che arrivino il prima possibile: per essere riassunti dalla Esse Emme, i lavoratori infatti dovranno essere prima licenziati.

I lavoratori della Gruppo 6 che erano in cassa integrazione, passeranno in mobilità, mentre quelli di Logicom e Stegicom (relativi ai punti vendita, ndr) passeranno in disoccupazione” afferma Gaspare Giaramita della Cgil di Castelvetrano.

Anche se la disoccupazione per quest’ultimi, assicurano i sindacati, sarebbe soltanto un veloce momento transitorio prima di ripartire con la Esse Emme.

L’Agenzia dei beni confiscati,  prevede entro il 31 luglio l’inizio dell’apertura dei punti vendita, per come era previsto dall’accordo del concordato, con i primi 12 punti. Altri entro settembre, fino alla completa apertura di tutti i supermercati, prima della fine dell’anno.

 

 

La nuova azienda assumerebbe comunque i dipendenti, con vantaggiosi sgravi contributivi e assistenziali, oltre al 50% della mobilità di ciascun lavoratore.

Date le agevolazioni previste, i sindacati tenteranno di far entrare più persone possibili, visto che per la Esse Emme sarebbe come assumere degli apprendisti.

Sgravi che durerebbero per tre anni. Ma non si potrebbe certo costringere l’azienda a garantire gli iniziali livelli occupazionali anche per i periodi successivi. A decidere potrà essere soltanto il tempo, in base a come si evolverà il fatturato.

Se il numero dei lavoratori per punto vendita dovesse alla fine rivelarsi sovradimensionato rispetto alla struttura, una volta finito il periodo degli sgravi, i supermercati farebbero fatica a rimanere aperti. Il risultato sarebbe l’ennesima procedura sindacale.

 

Ad ogni modo, l’accordo rimane in sostanza quello che era contenuto nel concordato. Cambia qualcosa sul versante delle mensilità arretrate: se il concordato fosse stato accettato, i dipendenti avrebbero potuto percepire tutte le mensilità arretrate. Con l’accordo “fuori concordato” potranno invece percepire solo le ultime tre mensilità da parte dell’Inps.

 

Ma il numero dei lavoratori da allocare pare si vada riducendo, a favore di un possibile interesse da parte di una grande azienda, che però al momento non è ancora apparsa all’orizzonte.

Qualcuno sta cominciando ad uscire dal bacino della Gruppo 6 – afferma il Sindaco Errante –  Mi risulta che 16 persone sono già state assunte dal Conad di via Selinunte”.

 

Molto attivo anche il versante della cooperativa, anzi delle cooperative, perché pare se ne starebbero costituendo più di una. In ogni caso per avere certezze sull’accordo con la Esse Emme occorrerà aspettare ancora dei giorni.

L’impressione è quella di una nave già colata a picco, con i passeggeri stipati in scialuppe forse troppo piccole.

 

 

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