Caso Despar, fine della Gruppo 6 e attese. L’Agenzia dei beni confiscati suggerisce il presidio

11 luglio 2014 di Egidio Morici

 
Gruppo 6 Game over
 
Di Egidio Morici – La Gruppo 6 Gdo non esiste più. Ai dipendenti sono arrivate le lettere di licenziamento. Si tratta di 150 persone. Erano in 197, prima che la mobilità volontaria e la cessazione dei contratti a tempo determinato non ne riducesse il numero di un terzo.

 

Ma il presidio presso la sede di via Partanna continua.

A suggerirlo è la dottoressa Manzo dell’Agenzia dei beni confiscati. Un presidio anche notturno, con turni di sei ore settimanali, per almeno un mese, in modo da poter tutelare la struttura difendendola dai furti o dall’azione dei vandali. Un periodo di transizione accettato dalla quasi totalità degli ormai ex dipendenti, prima che l’Agenzia possa trovare soluzioni di vigilanza più sensate, in virtù di possibili formazioni di cooperative per la gestione del centro di distribuzione o per l’eventuale accordo tra la Grigoli Distribuzioni e la Esse Emme, per attuare comunque  quell’accordo (tra la Gruppo 6 e la Esse Emme) contenuto nel concordato bocciato dal Tribunale fallimentare.

 

Per questo accordo, che prevede la ricollocazione di 350 persone, tra lavoratori di Logicom e Stegicom (le aziende dei punti vendita), e l’assorbimento negli stessi punti vendita di una trentina di dipendenti del centro di distribuzione del gruppo, occorrerà aspettare che questi ultimi si iscrivano nelle liste di mobilità.

Inoltre, per dare il via all’accordo, pare sia necessario che anche i dipendenti di Logicom e Stegicom debbano essere licenziati al più presto. E se per la prima le lettere sono già pronte, i sindacati hanno già consigliato ai lavoratori della Logicom di licenziarsi spontaneamente, in modo da accorciare i tempi.
 

12/07/2014 – Riportiamo di seguito una nota inviataci da Gaspare Giaramita della Cgil di Castelvetrano: “Alla luce dei fatti accaduti, i sindacati ritengono che la situazione vada sbloccata. Pertanto, qualora non si trovi una soluzione immediata, verrà chiesto ai lavoratori di rassegnare le “dimissioni per giusta causa” che consentiranno agli stessi di percepire gli ammortizzatori sociali spettanti”.
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