Cucciolo ferito. Il Comune non interviene, turista si accolla le spese del veterinario

15 agosto 2014 di Egidio Morici

 

1 Darko

 

Di Egidio Morici – Stavolta è toccato ad una turista americana avere a che fare con le profonde inefficienze dell’amministrazione comunale in tema di soccorso ad animali randagi.

Alla signora Jill M. di New York, in vacanza presso una bella villa nella campagne tra Castelvetrano e Selinunte, sabato scorso, è capitato di trovare un cucciolo zoppicante che guaiva disperato, proprio vicino al giardino della villa.

Subito ha fatto presente la cosa alla responsabile dell’accoglienza e titolare dell’agenzia  di servizi turistici Valentina Caronna, che si è attaccata al cellulare chiamando i numeri indicati dal Comune qualche mese fa per il soccorso.

Gli unici a rispondere sono stati i Vigili Urbani che, dopo aver fatto loro un altro giro di telefonate, si sono arresi: “Non possiamo fare nulla”.

La signora Caronna ha chiamato allora un’animalista del gruppo “Animalsicilia” che si occupa anche lei di servizi turistici, Gabriella Becchina, che ha contattato il responsabile del Nopa (Nucleo Operativo Polizia Ambientale). Le ha risposto che il responsabile del canile è in ferie, che a lui non viene pagata la reperibilità e che il comando dei vigili è in servizio fino alle 21,00.

Niente da fare, dunque.

 

Ho dovuto recuperare io l’animale ferito – afferma Gabriella Becchina – era spaventatissimo e mi sono beccata pure un morso ad un braccio. Insieme a lui c’era un altro cucciolo identico (forse suo fratello). Saranno stati abbandonati entrambi. Ho chiamato un veterinario privato, dal momento che pare che quelli dell’Asp possano intervenire soltanto dopo che il cane è stato prelevato e portato in canile. Avendo descritto con precisione lo stato dell’animale e rincuorata sul fatto che non fosse in pericolo di vita, il veterinario mi ha consigliato una terapia antinfiammatoria, fissando per il lunedì successivo un esame radiologico. Li ho quindi portati a casa mia entrambi, con tutte le difficoltà che si possono immaginare avendone già altri: notte insonne tra il cucciolo che guaisce a seconda di come si muove e gli altri cani che abbaiano a causa degli intrusi.

Il lunedì mattina, nella clinica veterinaria, gli hanno riscontrato una brutta frattura (è stato forse investito da un’auto) e sono intervenuti chirurgicamente  con chiodi e perni”.

 

Chi ha pagato le spese veterinarie?

Non il Comune, secondo il quale chi preleva un randagio dalla strada senza aspettare il servizio di soccorso del canile, ne diventa proprietario e deve pagare lui. Insomma, oltre al danno, la beffa.

A quel punto la turista americana ha deciso di pagare lei le spese dell’intervento (costato circa 600 euro), donando anche all’animalista qualcosa per le cure postoperatorie e antiparassitarie.

 

Che fine ha fatto il famoso protocollo d’emergenza, chiesto per iscritto al sindaco Errante quasi un anno fa, da parte di tutte le associazioni animaliste e tutti gli studi veterinari della città?

In quel documento si chiedeva “un’efficace tutela nei confronti degli animali da un lato e una risposta appropriata alle segnalazioni dei cittadini dall’altro”.

Lettera morta.

 

Sembra ormai evidente che chi si impegna nella lotta al randagismo (animalisti, veterinari dell’Asp, impiegati del Comune e vigili urbani) siano costretti a farlo con le armi spuntate, senza risorse e senza una guida.

– Darko e il fratellino Donnie cercano qualcuno che possa adottarli. Chi fosse interessato può rivolgersi a Gabriella Becchina di Animalsicilia, e-mail: animalsicilia@gmail.com o via Facebook –

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