Caso Despar, a Marsala e Mazara spunta anche la Crai

30 settembre 2014 di Egidio Morici

 

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Di Egidio Morici – Gli ex supermercati Despar, collegati con la Gruppo 6 Gdo fallita nel giugno scorso, non diventeranno tutti “Iper Sisa”.

L’accordo con la Esse Emme, contenuto nel concordato preventivo bocciato dal Tribunale, quello che prevedeva l’affitto di tutti i 36 punti vendita, non ha mai visto la luce.

Dopo l’azzeramento della Gruppo 6, i supermercati hanno cominciato a riaprire sotto varie insegne: A Marsala e Mazara del Vallo, spunta il marchio “Crai”, mentre a Palermo l’accordo con la “Commerciale Gicap Spa” risale già ai primi dello scorso agosto.

 

Ma sin dall’inizio si era capito benissimo che all’appetibilità per i punti vendita non corrispondeva quella per il Ce.Di. (centro di distribuzione) della Gruppo 6 Gdo. Ecco perché l’obiettivo dell’Agenzia per i beni confiscati era quello di trovare un’azienda che prendesse tutto il pacchetto. Obiettivo che però, come si è visto, è miseramente fallito. Insomma, non aveva torto chi sosteneva che i gruppi potenzialmente in grado di rilevare tutto, avevano già i loro magazzini (e il loro personale) e al massimo sarebbero stati interessati soltanto ai punti vendita.

Il “si salvi chi può!” in seguito alla bocciatura del concordato, ha di fatto messo un’azienda smembrata sulla bancarella dell’usato, di cui il Ce.Di rimane però ancora invenduto. Ecco perché decine di lavoratori stanno cercando di formare una grande cooperativa per gestirlo.

 

Una cooperativa formata da un numero di soci tale da avere delle garanzie di accesso agli ammortizzatori sociali, nel caso le cose andassero male.

In tutto questo, certi carrieristi della politica confondono volutamente l’ottimismo per la riattivazione di più posti di lavoro possibili, con la vittoria dello Stato.

Uno Stato che ha chiuso gli occhi, mentre l’azienda si spegneva lentamente e gli amministratori giudiziari continuavano a dire che andava tutto bene.

Ma, nello stesso tempo, uno Stato che si presenta adesso con la faccia di Angelino Alfano a dire che ha vinto. E tutti zitti.

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