Oltre Mare Nostrum, il 3 ottobre a Palermo

30 settembre 2014 di Egidio Morici

 

 

Palermo – venerdì 3 ottobre ore 17 – porticciolo della Cala

 

3  OTTOBRE 2013 – NAUFRAGIO DI LAMPEDUSA: 368 (donne, uomini, bambini/e) perdono la vita cercando di raggiungere l’Europa.

 

3  OTTOBRE 2014 – QUESTA NON E’ SOLO UNA COMMEMORAZIONE

Dopo il 3 ottobre ci sono stati l’11 ottobre (più di 250 persone annegate) e poi, nel 2014, il 19 febbraio, il 12 maggio, il 30 giugno, il 19 luglio, il 28 agosto, tutte date in cui si sono contati i morti in mare, fino agli 800 nelle acque libiche e maltesi nella sola seconda settimana di settembre. Il mondo trabocca di guerre. L’Iraq, la Siria, Gaza, la Libia e poi le dittature sanguinarie del Corno d’Africa, i regimi oppressivi dell’Africa occidentale: milioni di civili inermi, soprattutto bambini, colpiti da violenza di ogni tipo.

 

Chi cerca di salvarsi la vita compie viaggi difficilmente immaginabili per noi che siamo nati da questa parte del pianeta. Attraversa confini armati, carceri, torture, e poi chilometri di deserto a piedi. Anche durante questo percorso si muore, nel silenzio, da soli. Chi riesce ad arrivare in Libia deve fuggire ancora, mettere tutti i propri beni in mano ai trafficanti , imbarcarsi e scommettere – sulla propria pelle – su un futuro almeno di pace, anche se lontano dalla propria terra. Questi viaggi costano migliaia di euro ad ogni persona che li compie. Sono una scelta obbligata dalle politiche migratorie europee che non permettono a nessuno di entrare legalmente sul proprio territorio, nonostante Convenzioni europee, internazionali e Costituzioni nazionali riconoscano loro il diritto d’asilo. Abbiamo sempre rifiutato la distinzione tra migranti economici e profughi da guerre e dittature, perché entrambe queste “categorie” sono il frutto di una cultura del calcolo economico, che ha prodotto un orizzonte di devastazione e di guerra probabilmente senza precedenti per l’intensità e le modalità globali.

 

Un mondo dilaniato da conflitti antichi e altri inediti, di cui i Paesi occidentali non possono negare la corresponsabilità. Responsabilità storica che affonda le radici anche nelle occupazioni coloniali, un passato più recente di quanto non vogliamo ammettere . Responsabilità politica per l’appoggio dato – ieri e oggi – a regimi impresentabili in cambio di vantaggi economici. Responsabilità militare ed economica per il contributo dato alla miriade di conflitti del presente (“la Terza guerra mondiale a pezzi” di cui parla, inascoltato, Papa Francesco), tramite partecipazione diretta o con il floridissimo commercio delle armi. Mare Nostrum – la missione della Marina Militare Italiana nel Mediterraneo lanciata all’indomani del 3 ottobre 2013, quando i morti sono arrivati sulle nostre spiagge e non è stato più possibile ignorarli, ha salvato migliaia di vite e non ha certo incentivato le partenze come si vuole far credere. Ma è un’operazione che continua a presupporre che le persone rischino la propria vita prima di essere salvate, che rientra nella stessa logica di falsa emergenza, di commistione tra umanitario e militare che diventa finalmente esplicita in Frontex plus, l’annunciata missione europea: la difesa delle frontiere (da chi? da gommoni stracarichi e battelli in avaria?) ed in definitiva il controllo militare del Mediterraneo, ceduto in appalto agli USA, che hanno in Sicilia (Sigonella, Niscemi, Birgi…) un avamposto strategico.

 

La CARTA DI LAMPEDUSA, il documento sottoscritto nel febbraio del 2014 da centinaia di Associazioni e singoli/e, è ancora il nostro riferimento per affermare ancora una volta i diritti umani e “la libertà di costruzione e di realizzazione del proprio progetto di vita in caso di necessità di movimento”. Perché oggi i governi, italiano ed europei, non si permettano di piangere – ipocritamente – i morti del 3 ottobre, mentre continuano a far sì che altre migliaia di persone continuino a perdere la vita, chiediamo all’Italia e all’Unione Europea:

 

– L’abolizione immediata del sistema dei visti d’ingresso e l’istituzione di un diritto di asilo senza confini, che sopprima definitivamente la logica del Regolamento Dublino in tutte le sue versioni (che obbliga i/le migranti a chiedere asilo e rimanere nel primo paese di arrivo), garantendo la reale libertà di movimento di chi chiede protezione internazionale in Europa e il diritto di restare dove si sceglie;

 

– La costruzione immediata di percorsi di arrivo garantito che portino le persone in salvo direttamente dalle zone dei conflitti o immediatamente limitrofe ad esse fino all’Europa, escludendo ogni ipotesi di esternalizzazione dell’asilo politico nei cosiddetti “paesi di transito” extra UE, come la Libia o l’Egitto, oggi più che mai insicuri e incapaci di offrire i minimi standard di tutela dei diritti dei/delle migranti;

 

– La realizzazione di un sistema di accoglienza degna, che rispetti le vite e i desideri delle persone che arrivano in Europa e superi la logica dell’emergenza e della speculazione sull’emergenza;

 

– La lotta contro le campagne politiche e mediatiche di criminalizzazione dei migranti che ancora insistono a connotare come “clandestini” i profughi in fuga dai conflitti, a creare allarme nella popolazione paventando epidemie e infiltrazioni terroristiche attraverso le rotte dell’asilo, alimentando la cultura della diffidenza, dell’odio, l’islamofobia, lo “scontro di civiltà”;

 

Le risorse economiche si possono reperire dall’immediata chiusura in tutta Europa dei centri di detenzione amministrativa per migranti (in Italia i C.I.E.), nonché nella riconversione delle spese volte alla militarizzazione del Mediterraneo e degli altri confini europei. Oltre Mare Nostrum: Percorsi di arrivo garantito e Diritto di asilo senza confini Il nostro 3 ottobre è tutti i giorni. Coordinamento Antirazzista Palermo, Borderline Sicilia, Laici Comboniani, booq, Comitato Antirazzista Cobas, Associazione Di.a.Ri.A, ARCI Palermo, CISS/Cooperazione internazionale Sud Sud, Osservatorio contro le discriminazioni razziali Noureddine Adnane, Circolo Arci Malaussène, Coordinamento di solidarietà con la Palestina, L’Altro Diritto Sicilia, Centro Salesiano Santa Chiara, Coordinamento antitratta Favour e Loveth, Coordinamento antiviolenza 21 luglio, Siamo Tutti No Muos, MIR

 

Comunicato Stampa

 

volantino

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