[VIDEO] Angelino Alfano inaugura un supermercato a Castelvetrano

26 settembre 2014 di Egidio Morici

 

 

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Di Egidio Morici – Ma cosa c’entra Angelino Alfano con l’inaugurazione dell’Iper Sisa al centro commerciale Belicittà di Castelvetrano?

Il punto è che non si tratta di un supermercato qualunque, ma il primo che riapre della rete ex Despar legata al Gruppo 6 Gdo, l’azienda di Giuseppe Grigoli, ex re dei supermercati condannato per mafia.

Si dirà: ma allora lo Stato ha vinto.

E invece no, perché in realtà il Gruppo 6, azienda leader della distribuzione ai punti Despar, è fallita già dal 10 giugno scorso. Colpa della mafia? Di amministratori giudiziari incompetenti, esperti in bilanci ma senza competenze manageriali? Della crisi? Difficile dirlo.

Certamente lo Stato non ha saputo dare le giuste garanzie per salvare i numerosi posti di lavoro: più di 400 persone, tra i dipendenti della grande distribuzione e i punti Despar collegati.

 

Il sindaco di Castelvetrano Felice Errante, nel dicembre del 2013 aveva incontrato a Roma Angelino Alfano, dopo avergli scritto del rischio fallimento e del pericolo della perdita di posti di lavoro.

Il risultato, a parte l’ingresso del primo cittadino (un paio di mesi dopo) nel Nuovo Centro Destra di Alfano, fu proprio il temuto fallimento. Che avvenne appunto nel giugno scorso, quando il Tribunale bocciò la proposta di concordato dell’Agenzia dei beni confiscati che prevedeva un unico accordo con la Esse Emme srl che, da subito, avrebbe rilevato tutti i punti vendita (compresi quelli del palermitano e dell’agrigentino) insieme a 30 unità del gruppo di distribuzione.

Evidentemente non c’erano soldi e Alfano non fu in grado di evitare il peggio.

Dopo il fallimento l’Agenzia propose alla Esse Emme di realizzare comunque quell’accordo che era stato proposto nel concordato. Alla fine però fu abbandonato anche quello, in favore di un altro accordo parziale riguardante un solo punto vendita: quello del centro commerciale Belicittà, inaugurato appunto il 25 settembre.

 

Ed è qui che ricompare Angelino Alfano a tagliare il nastro, brindando alla vittoria dello Stato. Al suo fianco c’è il sindaco Errante e il consigliere regionale Giovanni Lo Sciuto, acerrimi nemici alle ultime amministrative e oggi passati entrambi nell’Ncd, vicino a papà Alfano.

 

Intanto pare sia spuntato un altro accordo con la Esse Emme per l’assunzioni di altre 109 persone nei rimanenti punti vendita più piccoli (che sono forse una trentina). Un contratto che, secondo il prefetto Umberto Postiglione, sarebbe già stato firmato il giorno prima di questa inaugurazione.

Nessuno dei lavoratori coinvolti però l’ha ancora visto. Così come i sindacati che, avendo ormai perso buona parte del loro potere contrattuale, aspettano anche loro di avere notizie dall’Agenzia.

 

In tutto questo, il sindaco evita di dare risposte a chi potrebbe fare domande scomode e Angelino Alfano glissa come ha sempre fatto, mentre l’imponente schiera delle forze dell’ordine impedisce ad un gruppo di cittadini l’ingresso alla piazza del Comune per manifestare il proprio dissenso, buttandoli poi letteralmente fuori dai locali di Belicittà, dopo l’inizio dei cori “Buffone! Buffone!” nei confronti del ministro.

 

Oggi, sul ritorno al lavoro dei dipendenti, siamo al primo gradino.

La speranza è che a breve si possa superare l’intera rampa. Siamo però sicuri che anche in quel caso ci sarà sempre qualcuno che tenterà di mettere il cappello su risultati non suoi.

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