Randagi, chi chiamare? Lo sfogo di un’animalista

29 novembre 2014 di Egidio Morici

Segnalazione cani

 

Pubblichiamo di seguito un’interessante nota di Gabriella Becchina (Animalsicilia), che è un insieme di suggerimenti da un lato e uno sfogo sulle difficoltà del volontariato animalista dall’altro.

 

 

Randagi in calore da sterilizzare, comportamenti “aggressivi” da branco, animali in difficoltà, possono essere segnalati compilando questo modulo (nella foto) in canile (in via Errante Vecchia a

Castelvetrano, entro le 12,00). Oppure puoi chiamare il 366 6757719 e gli addetti compileranno il modulo telefonicamente per te.

I tempi d’azione sono molto variabili e se sei particolarmente interessato alle sorti degli amici a quattro zampe, potrai capirne molto di più regalando un po’ del tuo tempo come volontario in canile (puoi parlare con Anna Calderone dell’Oipa o Elena Martorana dell’Enpa. Le trovi su Facebook).

 

Se si tratta di segnalare un’emergenza (animale ferito, molto malato, avvelenato…), sei invece nella pupù.

Anzi, lo sono quasi sempre gli animali, come spesso accade, specialmente i cani, se lasciati a se stessi. Infatti, insieme a tutte le associazioni animaliste abbiamo richiesto formalmente più volte al Comune, l’autorità competente in materia, di comunicare a noi e alla cittadinanza quale fosse il protocollo d’emergenza, ma non abbiamo MAI ottenuto una risposta.

E così, tra Enpa, Animalsicilia, Lida ed Oipa ci siamo personalmente riempiti di casi disperati: qualcuno curato, adottato, tanti altri ancora in attesa di aiuto, stalli o adozioni.

Inutile dire che non percepiamo nemmeno un minimo rimborso per questo nostro impegno (anzi, spesso si approfittano del nostro amore per i cani, scambiando l’attività di volontariato per una obbligatoria beneficienza in termini economici, che nessuno di noi può permettersi).

 

Ricordati che in Italia hai il dovere di soccorrere un animale ferito,

ovvero non te ne puoi fregare e passare oltre, se no commetti il reato di “omissione di soccorso”; ti devi invece fermare e chiamare le autorità; ti ci obbligano sia il codice della strada dal 2010, che altre leggi italiane. Se non ti risponderà nessuno o i tempi si allungheranno troppo, o ti diranno la gran balla che non hanno nessun obbligo e che non è di loro competenza, potresti anche denunciarli alla Procura della Repubblica (per quanto possa servire) per “omissione di atti d’ufficio”.

Ad ogni modo, non ti rimane che contattare il veterinario più vicino per le cure di primo soccorso.

Chi pagherà per l’intervento? Chi prenderà in stallo l’animale da seguire, curare, in post-operatorio? Se l’animale muore, chi smaltirà la carcassa?

 

In teoria il canile comunale, ossia il Comune,

potrebbe essere attrezzato o convenzionato con veterinari privati, ma non lo è.

Dunque se non si può fare altrimenti, solo nel caso in cui si sarà in grado di dimostrare che nonostante le chiamate non si è presentato nessuno magari dopo più di un’ora,  potrai portare il cane dal veterinario. Per legge però, devi pagare tu le spese e poi presentare la fattura al comune, per il rimborso.
Rimborso che, ovviamente potrebbe non arrivare mai, secondo la logica del “poi si vede”.
Si, purtroppo hai letto bene, “poi si vede”: perché il Comune, proprietario dei randagi e primo responsabile della situazione randagismo nel proprio territorio, tarderà fino allo sfinimento.

La stessa logica del “poi si vede” che ha sfiancato gli stessi veterinari privati, quando nel passato si fecero delle piccole convenzioni, che probabilmente aspettano ancora oggi le liquidazioni per interventi fatti già da anni… Ecco, appunto, “poi si vede”.

 

Allora, se ti capita un’emergenza, per favore smuovi il mondo in quest’ordine, chiamando:

NOPA (Nucleo Operativo Polizia Ambientale) 0924 45206 – 349 2509915

Vigili Urbani (passa al comando direttamente o tel. 0924 909500)

Carabinieri (0924 901510)

Responsabile del canile comunale, dott.. Giacomo Triolo (346 2386011)

 

Dopodiché puoi chiamare il tuo assessore, il tuo consigliere, il tuo sindaco,

ai quali ti pregheremmo però di scrivere dimostrando senso del dovere civico, del bene comune, del progresso della collettività, di vero interesse per le sorti degli animali e della città.

Purtroppo sappiamo bene che, tranne le solite rare eccezioni, possiamo contarci poco.

Quindi, come spesso accade, finirai per contattare uno di noi volontari animalisti dell’Enpa, Oipa o Animalsicilia perché si sa che non abbiamo niente di meglio da fare che sostituirci ai finti responsabili (veri irresponsabili) soprattutto dopo le 20,00 e prima delle 8,00, possibilmente di domenica.

 

Gabriella Becchina

Animalsicilia

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