Castelvetrano. Caso ex Despar, l’incognita CEDI

6 dicembre 2014 di Egidio Morici

 

Foto-camion-Despar

 

Di Egidio Morici – Ma quanti sono coloro che hanno perso il posto di lavoro, dopo la confisca della Gruppo 6 Gdo di Giuseppe Grigoli, ex re del Despar condannato definitivamente per mafia? E cosa vuol dire Gdo?

Gdo sta per Grande Distribuzione Organizzata. Al Gruppo 6 lavoravano circa 200 persone, la maggior parte delle quali al Centro di Distribuzione (CEDI), tra magazzinieri, autotrasportatori e uffici amministrativi.

Una struttura enorme che riforniva tanti supermercati Despar, tra la provincia di Trapani, Palermo e Agrigento.

Aggiungiamo anche i vari supermercati il cui personale era composto, oltre che da dipendenti della  Gruppo 6, anche da altre aziende collegate o di persone che l’avevano ottenuto in gestione (e loro dipendenti) ed il numero oscilla tra le 400 e le 500 unità.

500 famiglie. Un peso economico che ricorda (con le debite proporzioni) la Fiat per Torino.

 

Il timore che passasse il messaggio che “la mafia dà lavoro e lo Stato lo toglie” è purtroppo diventato realtà. Una realtà certificata dal fallimento della Gruppo 6, che nessuno è riuscito ad evitare, nonostante l’interesse più o meno propagandistico di politici, sindaci, ministri e sigle sindacali.

Un fallimento che può anche essere comodo attribuire ai rubinetti chiusi delle banche nei confronti degli amministratori giudiziari, un gruppo di commercialisti senza alcuna competenza di tipo manageriale adatta a gestire una realtà economica di dimensioni così grandi.

 

CEDI e punti vendita dovevano essere rilevati da una grossa azienda.

Ma la Esse Emme di Marsala, dopo il fallimento ha rilevato (nel trapanese) soltanto i punti vendita, avendo già un proprio centro di distribuzione. Così il CEDI è rimasto fuori dall’accordo.

Certo, la stessa azienda avrebbe garantito l’assorbimento presso i punti vendita anche di 35 ex dipendenti CEDI, oggi in mobilità.

Peccato però che ne siano rimasti fuori una settantina, che difficilmente potranno mai essere assunti dalla Esse Emme.

Per loro si sono avanzate varie ipotesti, come per esempio la formazione di più cooperative, sull’esempio della cooperativa Terramia formata da 7 ex dipendenti per il ramo “Olioliva”.

 

In teoria, nel giugno del 2015 l’azienda dovrebbe aver completato l’assunzione di 135 persone, per l’apertura di 32 punti vendita in tutto.

Le prime assunzioni, per l’apertura di 6 supermercati (alcuni de quali in realtà mai chiusi)

tra Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Salemi e Castelvetrano, saranno 27.

E del CEDI? Nessuno. Anzi, forse uno, a Mazara del Vallo (un amministrativo).

La procedura di reinserimento sarà supportata da una graduatoria che, come hanno spiegato Gaspare Giaramita ed Anselmo Gandolfo della Cgil, terrà conto di vari parametri: dall’anzianità di servizio alla mansione, dai familiari a carico alla disponibilità al trasferimento.

 

Al momento però è bene sottolineare che nessun lavoratore del CEDI è ancora stato assunto.

Difficoltà ampiamente previste sin da quando l’Agenzia nazionale dei beni confiscati, inizialmente inflessibile sul cedere l’intero pacchetto (CEDI e punti vendita), ha dovuto fare un grosso passo indietro per salvare il salvabile.

E allora, tra i 35 che dovrebbero essere assorbiti nei vari punti vendita (attraverso dei corsi di riqualificazione), e le possibili cooperative, si cercherà di ridurre sempre di più il numero di coloro che rimarranno disoccupati.

 

Intanto l’enorme struttura del centro di distribuzione di Castelvetrano, con tutti i suoi camion, gli uffici e gli ampi parcheggi, rischia di rimanere abbandonata.

In sostanza, non si è potuto evitare il fallimento della Gruppo 6, non si sono trovate le somme ministeriali per tenerla in piedi e riorganizzarsi, non si è trovata la grossa azienda che avrebbe potuto rilevare il centro di distribuzione ed i punti vendita, si è permesso a quattro commercialisti di far seccare l’ultima foglia di un albero ormai malato e, adesso che si è iniziato a cercare di limitare i danni del disastro, “lo stato ha vinto”.

Si, ha vinto. Così dice Angelino Alfano. E tutti zitti.

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