[VIDEO] I templi di Selinunte a “Piazza Pulita”: “Qui non funziona niente… è gradita l’omertà”

27 gennaio 2015 di Egidio Morici

 

Selinunte, piazza pulita

 

Che il parco archeologico di Selinunte abbia poche probabilità di essere inserito nel patrimonio mondiale dell’Unesco, per evidenti carenze di tutela e di cura, lo dimostra anche il servizio di Gaetano Pecoraro. L’inviato della trasmissione “Piazza Pulita” di La7, con una facilità disarmante è entrato nel parco senza pagare il biglietto, riuscendo anche lui a “rubare” un reperto archeologico, infilando comodamente la mano attraverso il cancello del deposito.

Nessuno dei 41 custodi era nei pressi per la sorveglianza, esattamente come accadde qualche settimana fa con un’inviata di Repubblica.

 

Non ci sono nemmeno i soldi per la guida cartacea. Il direttore del parco, Leto Barone, per la manutenzione ha 2000 euro: “Lei pensa che io ne possa destinare 1000 per fare le brochure?”.

Il direttore è un agronomo e tra i dirigenti non c’è un archeologo.

I soldi, chiede Pecoraro,  si trovano solo per pagare i dirigenti e chi ci lavora, ma non per i beni?”

La risposta del direttore è che “questo è un problema di carattere generale che riguarda l’organizzazione regionale”.

 

Inquietanti però le parole di un custode, rubate da una telecamera nascosta:

I custodi aspettano che arrivano i soldi ogni mese e basta, perché qui non funziona niente. L’amministrazione stessa ti va contro e tu devi stare zitto. Loro dicono: ‘Ad un certo punto a me chi mi ci porta a fare il mio dovere ed essere corretto?’. In teoria, col lavoro che faccio, se io omettessi una segnalazione, dovrebbe succedere bordello, ‘gli facciamo [dovrebbero farci, ndr] un culo tanto…’ giusto? Dovrebbe essere così. E invece succede il contrario: è gradita l’omertà”.

 

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