Le alghe di Selinunte e la congiura del silenzio

8 febbraio 2015 di Egidio Morici

 

Alghe porto

 

Di Egidio Morici – C’è un sistema abbastanza consolidato, che non smette mai di nascondere la verità sul problema alghe. I trucchetti usati da quest’amministrazione comunale che fa finta di non sapere l’enorme differenza tra le alghe spiaggiate e quelle tirate fuori dall’inquinatissimo porticciolo, sono ormai noti a tutti.

Ma nessuno parla. Consiglieri comunali, assessori, giornalisti e ambientalisti partecipano da tempo a questa congiura del silenzio, sulle spalle della salute dei bagnanti e della dignità dei pescatori.

 

I proclami si accavallano, tra progetti di valorizzazione delle alghe come compost e macchine da triturazione. Il tutto con soldi pubblici ovviamente. Per carità, non sarebbero male se servissero davvero a risolvere il problema degli intasamenti. Eppure non è così difficile rendersi conto che i grandiosi progetti con la Tunisia per trasformare la posidonia in compost riguardano soltanto le alghe spiaggiate.

Per esempio, i pescatori, che la sanno lunga, ne sono consapevoli da un bel po’. Ed è forse per questo che, al di là delle chiacchiere, pretendono che il porto venga liberato al più presto dall’intasamento ormai insostenibile.

 

Ma sui quotidiani cartacei nessuno ha avuto ancora il coraggio di parlarne con chiarezza. E a volte sembra che i giornalisti locali si trovino in difficoltà quando qualcuno che non si può ignorare, perché magari ha un ruolo politico che potrebbe diventare influente, invece ne parla con chiarezza.

E’ il caso di Francesco Bongiorno di Forza Italia, vice coordinatore del collegio di Mazara. Certamente un partito che non ha mai spiccato per la sua anima ambientalista, ma Bongiorno è l’unico che ha parlato con chiarezza, spiegando in tre punti la contrarietà all’utilizzo della macchina “trita posidonia”:

1) La netta distinzione tra Posidonia spiaggiata sull’arenile e Posidonia entrata nel porto e mischiatasi a idrocarburi e prodotti inquinanti,formando in definitiva rifiuto speciale, pone in essere la vera motivazione di tale inutile spesa;
2) Per legge regionale la Posidonia spiaggiata sull’arenile non può essere spostata, quindi non può neanche essere trasformata, generando il tanto agognato introito per il comune;
3) Per legge nazionale i fanghi di dragaggio, cioè la Posidonia entrata nel porto gli idrocarburi e altri prodotti inquinanti, definiti rifiuti speciali,che possono essere rimossi e conferiti in discariche speciali, non possono assolutamente essere trasformati in compost agricolo perché di matrice inquinante.
 
Però, la “sintesi” apparsa sul Giornale di Sicilia di ieri (che riportiamo in foto) fornisce la misura di quanto certa informazione sia asservita al potere.

Forza Italia e le alghe

 

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