Rifiuti. Alfano: “Una gestione criminale, scientificamente studiata”

6 febbraio 2015 di Egidio Morici

 

Sonia Alfano Santa Ninfa

 

Di Egidio Morici – “Una gestione criminale, scientificamente studiata”. Lo ha detto Sonia Alfano, commissario straordinario della Belice Ambiente, nell’acceso confronto svoltosi ieri mattina con i rappresentanti degli 11 Comuni che fanno parte della società d’ambito, da tempo in liquidazione.

Ho inviato le mie relazioni alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica – ha aggiunto – saranno poi loro ad agire. Ho ricevuto diversi attacchi, perché già 10 giorni dopo il mio arrivo, ho cominciato a smantellare i blocchi di potere all’interno della società.

Le fa eco Nicola Catania, sindaco di Partanna: “C’era già pronto un colpaccio da 7 milioni di euro in danno ai cittadini”, riferendosi al ruolo dei privati nel caso dovesse chiudere la discarica.

 

Certamente il traghettamento dall’Ato Belice alle Srr (Società di Regolamentazione Rifiuti) non è un gioco da ragazzi, soprattutto se a qualcuno piacerebbe cancellare la Belice Ambiente prima del passaggio alle società consortili e far chiudere la discarica di Campobello di Mazara, in modo da consegnare ai privati il servizio di raccolta rifiuti.

In tutto questo ci sono però 320 dipendenti che rimarrebbero senza lavoro, ai quali non rimarrebbe altro da fare che affidarsi alle solite promesse dei politici locali, pronti da sempre a sfruttare il bisogno della gente per il proprio consenso elettorale. Oltre, ovviamente, al moltiplicarsi dei  costi a causa della chiusura della discarica di Campobello.

 

L’obiettivo di Sonia Alfano è quello di evitare la macelleria sociale che deriverebbe da un cattivo traghettamento alle Srr, tutelando i posti di lavoro e ampliando la discarica. Inoltre è prevista la riattivazione del Polo Tecnologico, la realizzazione di un impianto di biostabilizzazione e attività di sensibilizzazione per la raccolta differenziata e il riciclo.

Per fare queste cose però occorrono i bonifici, che i sindaci sarebbero tenuti a fare regolarmente e non come atto straordinario.

E’ semplice: senza soldi, niente ampliamento della discarica, niente stipendi agli operatori e niente progetti.

Il 14 gennaio mi è stato dato l’incarico di procedere per i mezzi e per la discarica – ha detto Sonia Alfano – Ho portato il risultato sul tavolo qui, oggi. Ieri siamo stati a Roma. Il presidente Eugenio Onori dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, è la massima autorità a livello nazionale, perché è anche un’autorità di controllo. Lui si è assunto quest’impegno. Gli ho detto: “Posso portare domani questa buona notizia ai dipendenti?. Mi ha risposto di si

 

I posti di lavoro si tutelano anche iscrivendo i mezzi per la raccolta all’albo dei gestori.

La Alfano su questo è molto diretta: “Era tutto pronto: mezzi non iscritti, la discarica che sta chiudendo. Tutti a casa. Stranamente quei consiglieri di Mazara che mi hanno criticato, sono stati zitti quando la discarica stava chiudendo e quando qualcuno aveva dimenticato di iscrivere i mezzi. Attenzione, è importante, perché la non iscrizione di 100 mezzi significa la chiusura della società

In molti concordano sul fatto che Sonia Alfano sia “poco gradita” a qualcuno.

E le “critiche” provengono da un unico fronte: Mazara del Vallo.

C’è l’assessore Bilardello, uomo di fiducia del sindaco Cristaldi, che ieri mattina aveva accusato la Alfano di essere rigida e poco collaborativa col comune di Mazara, “un comune capofila”. E questo perché verrebbero pretesi i pagamenti con cadenza regolare e non ogni tre mesi.

La risposta del commissario non si è fatta attendere:

Per me i comuni sono tutti uguali. E sarò molto più rigida, perché da domani in poi se i pagamenti non arriveranno entro cinque giorni lavorativi, i morosi saranno convocati dal Prefetto, con un segretario comunale che redige il verbale”.

 

E poi c’è anche Joselita D’Annibale, consigliere di maggioranza del comune di Mazara del Vallo, vicinissima al sindaco Nicola Cristaldi e moglie di un dipendente della Società che è stato anche il braccio destro del vertice aziendale degli ultimi anni, che parla ironicamente di commissariamento del commissario, senza però farsi domande sulla gestione liquidatoria di Nicola Lisma, sicuramente molto più gradito rispetto a Sonia Alfano che però replica punto per punto in una nota in cui si chiede se, rispetto alla TIA “il consigliere sia a conoscenza del fatto che vengono spese 5 euro (il costo della raccomandata) per bollette il cui importo risulta per esempio pari ad un euro”.Inoltre – ha continuato la Alfano – sulla base degli esposti di vari comitati cittadini, ha mai chiesto l’attivazione delle procedure atte a definire la legittimità delle bollette emesse, i metodi e i criteri con cui sono stati affrontati i ricorsi proposti dagli utenti in commissione tributaria? 

 

Ecco, nel caso ci fossero ancora dubbi, è stata un’occasione per chiarire ancora una volta ai cittadini  che il teatrino delle raccomandate sulle bollette 2007-2009 non ha niente a che vedere con la gestione commissariale, ma con quella liquidatoria, che non fa capo a Sonia Alfano ma al liquidatore (quello gradito).

Si tratta delle lettere inviate dal responsabile del servizio TIA, dr. Vito Di Giovanni, anche lui graditissimo ex consigliere comunale di Mazara del Vallo, dimessosi qualche anno fa dopo aver patteggiato una pena per peculato ma subito accolto a braccia aperte come dirigente della Belice Ambiente, con uno stipendio di 1800 euro netti, esclusi benefit e straordinari.

 

Insomma, secondo alcuni, il problema sembra di colpo essere diventato Sonia Alfano, che però durante un legittimo sfogo in assemblea con sindaci, sindacati e delegazione degli operatori, si lascia scappare una frase illuminante: “Non accetto che chi si è mangiata la società, oggi venga a darmi lezioni di moralità.”

 

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Commenti

  1. baldo siragusa scrive:

    Una ventata di aria fresca!!!!! Quello che ci voleva!!

  2. SALVATORE scrive:

    SONO SOLO DEI DELINQUENTI, ORA COSA VOGLIONO, DEBBONO ANDARE IN GALERA ED ESSERE DENUNZIATI ALLA CORTE DEI CONTI,

  3. francesco scrive:

    Castelvetrano siamo arrivati alla frutta e de una cosa vergognosa Non c’è più la voglia o di stare ho vivere in questo posto di merda si la lavora con mala voglia di andare a lavoro cercate di fare i seri soprattutto con questi padri di famiglia che lavorano la notte sotto il freddo e sotto la pioggia fate i seri e pagate ci tutto quello che meritano porci menefreghismo e ladri e corrotti della mafia

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