Messina Denaro. 13 anni alla sorella, 16 al nipote

1 aprile 2015 di Egidio Morici

 

Sorella e nipote di Matteo Messina Denaro

 

Di Egidio Morici – 13 anni alla sorella Patrizia e 16 al “nipote prediletto” Francesco Guttadauro.

Sono queste le condanne del tribunale di Marsala nei confronti dei parenti più stretti del boss latitante Matteo Messina Denaro.

Nel processo Eden, per Francesco Guttadauro sono state confermate sia l’associazione mafiosa che la tentata estorsione ma, secondo la sentenza, Patrizia Messina Denaro non farebbe parte di Cosa nostra, proprio come aveva dichiarato nel dicembre scorso, dal momento che l’accusa iniziale è stata riqualificata in concorso esterno in associazione mafiosa. Nessuna estorsione quindi nei confronti degli eredi della ricca signora, sua madrina di battesimo, con la conseguente assoluzione di Girolama La Cascia, accusata inizialmente di favoreggiamento per aver dato alla sorella del boss una parte dell’eredità ricevuta.

 

L’elemento fondamentale di questo concorso esterno, stando anche alle intercettazioni, sta però nella probabile interlocuzione diretta (senza pizzini, dunque) con il fratello Matteo per “verificare” se davvero Giuseppe Grigoli, ex re dei supermercati Despar, fosse stato autorizzato dal latitante a rendere alcune dichiarazioni contro altri indagati per salvaguardare le sue aziende sequestrate.

Un incontro annunciato, chiesto dal marito in carcere, in modo da dare delle risposte a coloro che nell’ambiente carcerario erano pronti a picchiarlo pesantemente (LEGGI QUI).

Il dialogo di Matteo Messina Denaro con la sorella, che ha tutta l’aria di essere avvenuto di persona, si sarebbe però svolto lontano da cimici, telecamere e pedinatori.

 

Sono stati riconosciuti i risarcimenti per le parti civili, tra cui l’Associazione Libera, la Paolo Borsellino Onlus, Confindustria e il Comune di Castelvetrano.

Quest’ultimo si era costituito parte civile in ritardo al processo Eden, non potendo più avanzare richieste risarcitorie nei confronti dei due parenti di Matteo Messina Denaro che invece avevano scelto il rito abbreviato: Lorenzo Cimarosa e Mario Messina Denaro.

 

Il Tribunale ha invece assolto Antonino Lo Sciuto e Girolama La Cascia. E condannato a 3 anni Vincenzo Torino per intestazione fittizia di beni.

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