Il Partito Democratico e Giovanni Lo Sciuto. Nemici a Castelvetrano, amici a Gibellina

21 maggio 2015 di Egidio Morici

 

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Cancellato dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti al Pd, defenestrato dal partito per aver accettato la nomina di assessore della giunta Errante-bis senza condividere la scelta col partito, Salvatore Stuppia si chiede perché ciò che a Castelvetrano era considerato un tradimento, per la vicina Gibellina è invece una normale intesa politica.

A Gibellina c’è infatti un accordo tra i deputati regionaliBaldo Gucciardi, Giovanni Lo Sciuto e Nino Oddo a sostegno del candidato sindaco Rosario Fontana del Ncd. Quest’ultimo avrebbe designato proprio Lo Sciuto come assessore. Un accordo tra persone che contano, in quanto massimi esponenti provinciali del Pd, del Ncd e del Psi.

Stuppia non avrebbe tutti i torti a chiedersi come mai l’eventuale presenza degli uomini di Lo Sciuto sia risultata così indigesta a Castelvetrano, ma a Gibellina no. Una domanda che in realtà potrebbe porsi qualsiasi elettore di sinistra, ammesso che ne siano rimasti ancora a riconoscersi nel Pd, ma che però avrebbe dovuto porsi al tempo delle scorse amministrative a Castelvetrano.
 
Infatti, se oggi a Gibellina c’è un candidato sindaco del Ncd che ha designato come assessore Giovanni Lo Sciuto (anche lui del Ncd), col sostegno di Gucciardi del Pd, nel 2012 a Castelvetranoil Pd l’ha fatta ancora più grossa, accordandosi con Errante (allora Fli), un uomo di destra sin da quando aveva i calzoni corti.

Allora però si disse che bisognava andare al di là delle ideologie di partito e fondare le proprie scelte sui progetti di buona amministrazione per la città. Il risultato fu che il Pd non presentò nessuna alternativa e alla fine Marco Campagna lasciò il ruolo di consigliere provinciale per diventare vicesindaco di Felice Errante. Tutto bene finchè Errante non annunciò quella apertura a Giovanni Lo Sciuto, che intanto dopo essere passato al Ncd, era stato pure nominato nel direttivo nazionale da Angelino Alfano.

“Mai con Lo Sciuto”, secondo il Pd; “Quadro politico mutato”, secondo Errante, che alla fine si libera del Partito Democratico senza colpo ferire, nominando Stuppia, poi cacciato dal partito.

Ci si sarebbe aspettato di vedere gli uomini di Lo Sciuto nella nuova giunta. E invece no. Le novità assessoriali dell’Errante-bis non sono state né di matrice politica, né tecnica, come invece si è voluto far credere.
 
L’impressione è che si sia trattato di una giunta di transizione, in attesa di futuri accordi. E che Stuppia non sia stato cacciato per un purismo ideologico o identitario, in realtà estraneo al Pd sia all’epoca delle amministrative del 2012 a Castelvetrano che in quelle di quest’anno a Gibellina, ma più semplicemente perché ha deciso di accettare l’assessorato offertogli da Errante, contro la volontà del Pd. Una sorta di gioco di squadra che in quel momento e in quel contesto aveva prodotto una scelta diversa.

Anche se rimane ancora senza risposta la domanda principale: perché, dopo il terremoto politico del rimpasto, la montagna ha partorito il topolino? Ovvero, perché nella giunta castelvetranese non sono più spuntati gli uomini di Lo Sciuto? Eppure era sembrato che la rottura tra Errante e il Pd fosse stata causata proprio da questo annunciato ingresso.

Nessuno ha ancora dato delle spiegazioni credibili, anche se i motivi hanno tutta l’aria di essere abbastanza osceni, proprio nel senso letterale del fuori scena.
 
Che cosa si sono detti Errante e Lo Sciuto durante gli incontri che hanno preceduto il rimpasto? Sono stati suggeriti dei nomi “improponibili” per il sindaco?

Ormai appare sempre più evidente l’esistenza di meccanismi indicibili, che rimangono custoditi nella stanza dei bottoni, i cui riflessi ogni tanto però emergono tra le righe: Lo stesso Stuppia, infatti, ha recentemente affermato: “Magari oggi potrebbero venire allo scoperto le reali motivazioni del mancato sostegno a Errante e quindi della mia cacciata”.

Già, magari.
 
Egidio Morici per Tp24.it

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