Rifiuti. Belice Ambiente, tra intimidazioni e diffide

15 maggio 2015 di Egidio Morici

 

Cristaldi e Lisma

 

Diffida pesantissima da parte del direttore del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti nei confronti del sindaco di Mazara Nicola Cristaldi e del liquidatore della Belice Ambiente Nicola Lisma.

Va escluso – si legge nel documento del direttore generale Domenico Armenio – che, attesa la natura emergenziale del provvedimento adottato (l’ormai famoso articolo 191 per la raccolta in emergenza, ndr), il Comune di che trattasi possa provvedere in via diretta al pagamento dei dipendenti proveniente dalla Belice Ambiente S.p.A. ed utilizzati nel proprio territorio, neanche a titolo di acconto”.

Il comune di Mazara del Vallo è stato quindi diffidato “a rivedere la propria posizione” sull’ordinanza contingibile ed urgente

Il “Mi la spirugghiu io” del sindaco di Cristaldi, sul pagamento degli stipendi arretrati agli operatori, equivalente al “Ghe pensi mi” di berlusconiana memoria, non sta in piedi.

L’unico modo è pagare le proprie quote alla Belice Ambiente, che è il solo soggetto che per legge può erogare le somme per le retribuzioni.
 
Diffidato anche il liquidatore Lisma che invece non può “porre in essere azioni che possano interferire sull’attività pubblica del commissario straordinario”.

La diffida mette la parola fine agli errati convincimenti, più o meno in buona fede, di chi ha fatto passare lo strano messaggio secondo il quale il commissario straordinario Sonia Alfano, si sarebbe opposta alla comunicazione dei dati degli operatori, impedendo la scelta del sindaco Cristaldi di provvedere ai pagamenti in via diretta.

Pagamenti che, come si è visto, il Comune non avrebbe potuto fare.

D’altra parte per evitare tutto questo, sarebbe bastato pagare le proprie quote alla società in modo che questa potesse provvedere agli stipendi.

Cristaldi ha scelto invece la via populista dal sapore di campagna elettorale, tirando fuori la storia dei pignoramenti che però non sta in piedi – ha affermato la Alfano, – perché in realtà si tratta del pignoramento di un fornitore che ha sbagliato l’atto, mandandolo ai comuni. Un atto di fatto nullo.”

Il clima è ormai rovente e c’è da chiedersi se l’intimidazione subita martedì scorso da uno stretto collaboratore della Alfano, al quale hanno danneggiato la fiancata dell’auto incidendogli una croce ed una bara con un chiodo, non si iscriva proprio nel contesto degli stipendi.

L’obiettivo sono io – ha detto il commissario straordinario – hanno colpito lui per intimidire me. Ma non farò passi indietro”.

 

Certamente, convincere gli operatori che i loro stipendi fossero bloccati a causa di Sonia Alfano che “si rifiutava” di inviare i dati dei dipendenti non ha aiutato molto.

Così come ancora non aiuta la convinzione di molti cittadini, che non hanno avuto la possibilità di informarsi correttamente sulla vergogna delle bollette e della determinazione delle tariffe o del “nuovo problema” della fideiussione che non ha permesso la riapertura della discarica di Campobello di Mazara.

Le cose non possono essere presentate come delle novità inaspettate. La fideiussione per la discarica era scaduta da quattro anni, così come l’iscrizione dei mezzi all’albo. Nessuno si era accorto di nulla? Mi spiace – ha aggiunto Sonia Alfano – ma il giochetto di addossare a me le colpe delle amministrazioni scellerate di anni passati non funziona. Non si tratta di un rinnovo, ma di una nuova concessione di polizza fideiussoria. Cosa che non accadrà perché la società è in liquidazione, con bilanci non approvati”.
 
Sull’argomento, il 12 maggio a Castelvetrano e il 26 a Mazara del Vallo, Sonia Alfano sarà presente in due consigli comunali aperti anche ai lavoratori della Belice Ambiente, ai sindacati e ai comuni cittadini.

Potrebbe essere un’occasione per chiarire anche come mai l’assemblea dei soci (cioè dei sindaci degli 11 comuni dell’ambito) non è mai intervenuta sulla questione delle numerose bollette da un euro inviate pagando una raccomandata da 4 euro. Oltre all’annosa questione di quelle arretrate del 2007, 2008 e 2009 le cui risposte dovrebbero arrivare dal liquidatore Lisma.

Intanto, grazie al pagamento di una buona parte delle somme dovute, è stato possibile erogare anche lo stipendio di marzo. Risultati che hanno ridotto un po’ i motivi dello sciopero dello scorso sei maggio. Sciopero che più sigle sindacali avevano inteso come una forma di protesta nei confronti dei sindaci che non pagano la società.

Inoltre, pare che lentamente la situazione dei cassonetti stracolmi stia rientrando, grazie anche alla cosiddetta 191 per la temporanea emergenza. La discarica di Campobello di Mazara però rimane ancora chiusa costringendo il conferimento a Siculiana, con costi decisamente superiori.

 

Egidio Morici per Tp24.it

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