Castelvetrano, trova 11 cuccioli. Il Comune: “Se li porti a casa”

12 agosto 2015 di Egidio Morici

 

11 cuccioli abbandonati

 

Di Egidio Morici – Undici cuccioli abbandonati dentro una scatola di cartone. A Castelvetrano una cittadina ha dovuto aspettare tre giorni prima che il Comune intervenisse. Giovanna Cafazza li trova venerdì scorso in periferia e chiama i Vigili Urbani, che le danno il numero del responsabile del canile municipale, il dottor Giacomo Triolo.

Ma dall’altro capo del telefono, il responsabile mi suggerisce di portarmeli a casa perché il canile è pieno – racconta la signora Giovanna – Ecco perché sono andata in Comune a chiedere che chi di competenza si potesse occupare di questi cuccioli. E dopo infinite discussioni, il sindaco mi assicura che lunedì verranno presi in carico dal canile”.

 

Ma siccome è ancora venerdì, la signora Giovanna è costretta a portarsi gli undici cuccioli a casa e tenerseli per tre giorni, appunto fino al lunedì successivo, quando il responsabile della struttura municipale di via Errante Vecchia apre finalmente i cancelli e fa entrare la signora con la nutrita cucciolata. “A quel punto però, il responsabile mi chiede di venirgli incontro adottandomene subito quattro e portandomeli via – racconta la signora – ma io ho già altri cani presi dalla strada e non avrei la possibilità di tenerli. E soltanto dopo ulteriori discussioni alla fine il canile li prende in carico tutti”.

 

E’ l’ennesima storia che viene fuori da un randagismo fuori controllo da troppo tempo. Con un numero impressionante di cani per la strada, una cinquantina in canile e circa 300 in strutture convenzionate, in condizioni di malessere.

 

Eppure, tutte le associazioni animaliste e tutti i veterinari della città avevano chiesto già dal 2013 al sindaco di mettere i cittadini nelle condizioni di non doversi quasi pentire di aver segnalato un animale in difficoltà. In un unico documento avevano chiesto che il Comune venisse dotato di “precise linee guida da seguire nel caso di ritrovamenti di animali feriti, incidentati o comunque in difficoltà” in modo da “fornire al cittadino che fa la segnalazione, un intervento adeguato alle emergenze che si verificano”.

 

Era il 2013. Oggi quel protocollo d’emergenza lo stanno ancora aspettando.

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