Castelvetrano. Ancora cani morti nei rifugi “lager” dell’associazione Laica

30 settembre 2015 di Egidio Morici

 

Cane Coccellato

 

Ancora cani morti nei rifugi “lager” dell’associazione Laica gestita dalla signora Liliana Signorello. La struttura nelle campagne di contrada Seggio e la casa con giardino in città, erano state sequestrate dai Carabinieri del Nas lo scorso dieci settembre e la signora è indagata per maltrattamento di animali.

Ai 5 cani trovati morti a causa di malattie pregresse, prima che si insediasse il custode giudiziario dell’Enpa NazionaleAntonio Fascì, se ne aggiungono al momento altri due, sempre a causa di malattie con ogni probabilità prodotte da zecche.

Il bilancio provvisorio di sette cani deceduti in appena quindici giorni fornisce un quadro di degrado molto complesso, il cui perno principale sembra essere proprio la carenza di trattamenti antiparassitari e di cure veterinarie.

L’unità di intervento guidata da Fascì, capo delle guardie zoofile nazionali Enpa, era riuscita a salvare alcuni cani della struttura che versavano in condizioni molto critiche, soccorrendo tra gli altri anche un meticcio di yorkshire (poi morto), con una malattia da zecca in fase talmente avanzata per cui non è stata sufficiente nemmeno una trasfusione.

 

Gli stessi veterinari dell’Enpa sono riusciti invece a salvare un altro cane in pessime condizioni (nella foto), segnalato dai vicini, ansimante davanti l’abitazione della signora. Anche lì, malattia da zecca. Si tratta di un cane preso in carico dalla presidente della Laica nell’ottobre del 2013, dopo che il suo padrone (Giuseppe Coccellato) fu trovato morto nella sua casa di via Garibaldi. Ironia della sorte, in quel contesto la signora Signorello aveva lanciato anche un appello: “Se c’è qualche persona disposta ad adottare l’animale si faccia avanti, ma deve essere una persona che ami veramente i cani”.

Intanto, al momento in cui scriviamo, è in corso il trasferimento degli animali in una struttura autorizzata. Non nel rifugio Dog’s Town in provincia di Caserta, come era emerso in un primo momento dall’indagine di mercato effettuata dal Comune, ma al Canile Viardi di Santa Margherita Belice. E’ lì che i 150 cani, sequestrati dai Carabinieri del Nas, saranno trasferiti.

La Viardi Service aveva infatti minacciato ricorso a causa del fatto che nella lettera d’invito non fosse stato indicato il tempo di mantenimento degli animali. Per evitare contenziosi, il Comune ha riaperto i termini dell’indagine di mercato e alla fine a risultare più conveniente (seppur di poco) è stata la proposta migliorativa della Viardi Service.

 

I rifugi sono stati dissequestrati per permettere il trasferimento dei cani al canile privato di Santa Margherita Belice, mentre l’unità operativa dell’Enpa nazionale ha lasciato la Sicilia avendo terminato il suo incarico.

Il numero complessivo degli animali da trasferire, oggetto dell’indagine di mercato, è però di 200 unità. Il Comune, oltre a quelli della Laica, trasferirà anche quelli di altre due strutture alle quali aveva affidato altri animali: Naturamica, di Valerio Ingoglia e “Casa Carimi”, di Filippo Carimi.

La prima con all’attivo ormai una decina di cani e la seconda con circa 50. Entrambe erano state oggetto di sequestro amministrativo, ma nessuna delle due è mai incorsa in ipotesi di maltrattamento.

 

Anzi, la struttura di Filippo Carimi si è pure trasformata in un parco fattoria, con un ambizioso progetto didattico ed educativo, durato un paio di mesi, dal costo previsto di 17 mila euro. Un progetto diventato realtà e culminato nella manifestazione “Festa in fattoria” del 7 giugno scorso. Un giorno importante, costato 4.029,80 euro, dei quali più di 1.500 euro di comunicazione pubblicitaria. Una festa sovvenzionata con 3.500 euro dall’Assemblea Regionale Siciliana e 500 euro da parte del comune di Castelvetrano. Certo, anche il Parco Fattoria ha messo del suo. Nello specifico: 29,80 euro.

Da qualche parte, nello stesso posto che ospita animali di varie specie per la vista dei bambini e delle loro famiglie, sono rimasti ancora una cinquantina di cani del Comune, affidatigli dal 2013. Una situazione certamente poco compatibile per una fattoria didattica nata nel maggio del 2014 (con il sindaco Errante presente all’inaugurazione) ed evoluta nel giugno scorso in una conferenza stampa (con la presenza dell’onorevole Paolo Ruggirello e del vicesindaco Giuseppe Rizzo) che anticipava la “Festa in fattoria”. Con ogni probabilità la struttura di contrada Fontanelle, nei pressi della Strada Provinciale 25, potrebbe diventare una vera e propria fattoria didattica, foriera di grossi finanziamenti europei. Ed una cinquantina di ex randagi, pur se sistemati il più lontano possibile dalle aree ludico-educative, non sarebbero stati certo d’aiuto.

Ad ogni modo però non è dato sapere quale sarà il numero definitivo di tutti gli animali che verranno trasferiti. La cosa certa è che nel conteggio della relazione del dottor Luigi Mauceri (Responsabile del servizio veterinario dell’Asp), datata il 28 maggio 2015, i numeri sono preoccupanti: 47 di Casa Carimi, 12 di Naturamica e 245 della Laica.

I cani oggetto del sequestro del 10 settembre scorso sono circa 150 e pare che il martedì successivo i Carabinieri del Nas fossero tornati a cercare i cani mancanti che, al netto di adozioni o passaggi di proprietà, potrebbero essere circa una settantina.

Pare che, oltre a non trovarli, ne mancasse pure una decina di quelli già sequestrati.

 

Forse però, se il Comune avesse accolto in fretta il consiglio (meglio tardi che mai) dell’Asp, di trasferire gli animali in tempi rapidi “in canili rifugio autorizzati”, gestiti se possibile da “associazioni di rilievo nazionale, in modo da consentirne la successiva adozione”, si sarebbe potuto evitare il sequestro e la denuncia penale di maltrattamento di animali da parte della Procura di Marsala nei confronti della signora Signorello della Laica.

E’ bene ricordare che, al di là degli esposti dell’Enpa e delle foto pubblicate da questa redazione, la relazione del dottor Mauceri inviata al Sindaco nei primi di giugno, conteneva già tutti i dati sconfortanti sulla salute degli animali e sugli aspetti sanitari di degrado poi venuti fuori anche mediaticamente.

Adesso ci si aspetta che, entro 60 giorni, così come recita l’ultima ordinanza del sindaco Errante, vengano resi “visibili sul sito aziendale, ovvero sul sito istituzionale del Comune, tutti i cani di proprietà del comune di Castelvetrano affidati, completi di fotografia e scheda identificativa indicante colore, razza, taglia, microchip e ogni altra informazione utile”, in modo da poter facilitare le adozioni.

Il Comune vuole infatti evitare di pagare per troppo tempo e per troppi cani, facendo affidamento appunto sulle adozioni da un lato e sul completamento dei lavori relativi all’ampliamento del canile rifugio di Castelvetrano dall’altro.

Per sei mesi di cura, mantenimento e sterilizzazioni necessarie, la Viardi Service riceverà 114.640euro oltre IVA (1.560 euro in meno rispetto alla Dog’sTown).

L’ampliamento del canile rifugio di via Errante Vecchia, con tutte le autorizzazioni possibili, è invece previsto dal sindaco entro il mese di aprile 2016.

Una previsione che però potrebbe non essere azzeccata, visto che i lavori erano stati consegnati agli inizi di febbraio scorso e se ne prevedeva il completamento in circa un mese e mezzo.

 

Egidio Morici per Tp24.it 28/06/2015

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