Selinunte. L’Aperol Spritz e le vacanze del giovinetto di bronzo

11 ottobre 2015 di Egidio Morici

 

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Sarebbe dovuto essere il pezzo forte del parco archeologico, per il periodo dell’Expo 2015. Ma l’Efebo di Selinunte è rimasto a casa. La preziosa statuetta bronzea del V secolo a.C. non si è ancora mossa dal museo civico di Castelvetrano e l’Expo si avvia ormai alla conclusione dei suoi sei mesi, iniziati a maggio.
Qualcosa è andato storto, nonostante le buone intenzioni.
Buone intenzioni manifestate già dal luglio del 2014, quando il sindaco Errante aveva appreso con orgoglio che l’amministratore delegato di Expo 2015 aveva concesso il patrocinio gratuito per un’iniziativa dal titolo “Selinunte accende lo spirito dell’arte greca in Sicilia percorrendo la via dei Mulini e la Regia Trazzera”. Un progetto notevole ideato da Emerico Amari, consulente per la rivalutazione e la riqualificazione culturale del territorio, che purtroppo non ha visto la luce che si meritava di avere.
Il posto dove mettere il prezioso giovinetto, al piano terra della “casa del viaggiatore”, viene completato con i relativi sistemi di antintrusione e videosorveglianza, soltanto dopo la metà di agosto, spendendo più di 26 mila euro.
E siccome l’Efebo non è una statuetta qualsiasi, la soprintendenza aveva chiesto al Comune anche una fideiussione a garanzia. Per 7 milioni di euro (questo il valore attribuito all’opera d’arte) ci voleva però un contratto assicurativo da più di 20 mila euro. Somma che il Comune non aveva previsto.
 
Paradossalmente, il giovinetto bronzeo non ebbe difficoltà quando l’ex sindaco Pompeo lo mandò in vacanza a Shangai, per rappresentare l’Italia in occasione dell’Expo in Cina. Partito nel febbraio del 2012 avrebbe dovuto fare ritorno nel gennaio del 2013. Ma alla fine, al prezioso adolescente innamorato di Shangai, fu concesso di rimanere fino ad aprile.
Non era certo la prima gita, se si considera anche quella ad Atene del 2004, in occasione dei giochi olimpici.

Forse però i tempi sono cambiati e il portafogli di papà non è più quello di una volta. Sarà per questo che oggi all’Efebo la villeggiatura a Selinunte è stata negata come ad un ragazzino d’altri tempi, reo di essere stato bocciato a scuola.
Ma non è detta l’ultima parola. Pare infatti, che una gita fuori stagione potrà farla comunque grazie ad un gruppo assicurativo. Sarà la milanese “Willis Italia” a pagare la copertura d’assicurazione ad un prezzo simbolico di mille euro, a patto di sistemare il loro materiale pubblicitario all’interno del parco, in modo da averne un ritorno d’immagine, oltre a vari benefit tra cui la possibilità di organizzare “una visita riservata alla mostra per importanti personalità, al di fuori degli orari di apertura dell’area archeologica”.
 
Insomma, con un po’ di iniziativa, anche se tardivamente, tutto si sistema. E’ l’effetto Google, quando i grandi del mondo informatico si riunirono a cena ai piedi del tempio, insieme ai vip, facendo sistemare in cambio un po’ di cose, dai bagni all’illuminazione e alla parziale diserbatura.

E siccome si è sparsa la voce, ecco che ci prova anche la Campari, con una serata dedicata all’Aperol Spritz “donando” più di 30 mila euro per potenziare l’impianto di illuminazione e fare manutenzione del verde. Il tempio di Hera farà da sfondo al divertimento degli amanti dello Spritz, con Giuliano Palma che proporrà i brani dell’ultimo album “Old Boy”.

Certo, forse quell’old boy dell’Efebo non sarà arrivato in tempo per l’aperitivo. Ma non si può avere tutto dalla vita. E la cultura per sopravvivere ha bisogno anche di questo.
Cosa non si fa per Campari.

 

Egidio Morici per Tp24.it

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