Castelvetrano. Sequestro da 10 milioni per gli Spallino, prestanome di Messina Denaro

23 dicembre 2015 di Egidio Morici

 

Operazione mandamento bis

 

Nel dicembre del 2012 avevamo raccontato dell’arresto di Santo Sacco, consigliere provinciale ed ex consigliere comunale di Castelvetrano e dei suoi rapporti con gli imprenditori Antonino e Raffaella Spallino.
Gli inquirenti avevano rilevato un “rapporto societario occulto che legava la famiglia Spallino alla famiglia Nastasi” e che “anche grazie a tale strumento, la famiglia mafiosa di Castelvetrano riusciva ad assicurare una fonte di reddito costante ai familiari dell’associato detenuto”, ovvero al capomafia Antonino Nastasi.
Con l’intermediazione di Santo Sacco, gli Spallino hanno costantemente trasferito ad Antonina Italia (moglie del Nastasi)  somme di denaro costituite da proventi della Ecol Sicula s.r.l. e della Spallino Servizi s.r.l.”.

 

Nel procedimento del dicembre 2012 (operazione “Mandamento”), gli Spallino erano stati indagati per intestazione fittizia di beni (reato poi estinto per intervenuta prescrizione).
Le acquisizioni di quell’operazione sono state oggi integrate ed aggiornate, portando al sequestro di “12 imprese operanti nei settori della produzione di energia elettrica, della raccolta di rifiuti, della ristorazione, delle attività agricole nonche’ dell’edilizia e gestione di immobili, 34 immobili tra appartamenti, uffici, autorimesse, magazzini e terreni; 28 rapporti bancari e 5 autocarri” per un valore di 10 milioni di euro.

 

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