[Di Adriana Stazio] Bufale ed informazione

17 gennaio 2016 di Egidio Morici

 

Bufala cani ristorante

 

Pubblico di seguito un interessante riflessione di Adriana Stazio su bufale e informazione, ringraziandola per la gentile concessione.
 
Di Adriana Stazio – La storia del ristoratore che macellava cani randagi nel garage per servirli nel suo ristorante cinese è una BUFALA. Il Fatto Quotidiano ha interpellato le autorità competenti fino ad arrivare agli autori della notizia, pubblicata su un blog con estensione Altervista gestito da un collaboratore del Corriere del Corsaro, che conferma trattasi di una notizia inventata come scrive il Fatto Quotidiano. Il Corriere del Corsaro è un sito in cui è scritto ben chiaro che trattasi di un “portale satirico e irriverente, dunque una sorta di Lercio. Quindi il problema non è che un tale articolo sia stato pubblicato su un sito del genere.
 
La cosa drammatica, che deve far riflettere sullo stato della nostra informazione, è che la notizia sia girata velocemente ripresa da molti siti di informazione che non si sono preoccupati di comprendere quale fosse la fonte della notizia e verificarne la veridicità.

Molto spesso giornalisti professionisti attaccano blogger e informazione online, in quanto non sarebbe garanzia di corretta informazione, che solo i professionisti dell’informazione potrebbero garantire. In parte sarei d’accordo, ci vuole professionalità per fare informazione, sia se sei un semplice blogger sia se sei un giornalista con il tesserino.
 
Ma il punto è questo! Quando una bufala del genere è ripresa da agenzie come AdnKronos, giornali di tiratura nazionale come il Messagero dov’è il discrimine tra informazione affidabile e informazione inaffidabile? Con l’aggravante che il lettore accorto che legge una notizia su un sito sconosciuto sta più attento a crederci, mentre se la legge su un’agenzia di stampa nazionale o sul suo quotidiano ovviamente ci crede perché – povero illuso!!! – presume che i giornalisti, quelli col tesserino, abbiano fatto le dovute verifiche prima di pubblicare la notizia.

Ho fatto più verifiche io per scrivere questo stupido post su Facebook di quante sono abituati a fare molti giornalisti.
Tutti i giornalisti degni di questo nome avrebbero dovuto fare le stesse verifiche che ha fatto il Fatto Quotidiano prima di riprendere la notizia!
 
Purtroppo invece nell’era dell’informazione online che deve bruciare i tempi e dare le notizie prima degli altri, nell’era dei click che producono utili pubblicitari in cui si prediligono notizie e titoli scandalistici che danno più click, nell’era dei giornalisti sottopagati che per pochi euro devono tenere ritmi di pubblicazione assurdi, accade tutto questo. Ovviamente non è solo questo, c’è anche una superficialità e pigrizia mentale diffusa. L’ho verificato inizialmente con stupore in questi ultimi anni, seguendo con scrupolo tutto quanto accadeva nelle indagini sulla trattativa Stato-mafia.

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