Castelvetrano. Il campo sportivo abbandonato nel terreno confiscato alla mafia

3 aprile 2016 di Egidio Morici

Campo sportivo abbandonato

 

500 mila euro abbandonati in un terreno confiscato alla mafia. Soldi dell’Europa per un campo sportivo polivalente, non lontano dal quartiere dove è nato e cresciuto Matteo Messina Denaro, a Castelvetrano.

Il Progetto è del 2011. Nel dicembre del 2014, il sindaco Felice Errante aveva dichiarato che “a breve” sarebbe stato inaugurato questo importante presidio di legalità: “Subito dopo l’inaugurazione, faremo un bando pubblico per darlo in gestione a società sportive della città”.
Oggi la “tensostruttura” è l’ennesima cattedrale nel deserto, circondata da erbacce ed isolata dall’acqua piovana che gli ristagna attorno.
Qualcuno ha provato ad entrare colpendo con un attrezzo una delle porte d’ingresso. Poi ha “risolto” nel modo più semplice, tagliando il telone ed entrando dallo squarcio.
Nessuna partita di calcetto. Nessun ragazzo del quartiere di Matteo Messina Denaro che gli abbia mai messo piede. Eppure il campo sportivo doveva essere inaugurato per loro.
Sono passati circa 5 anni dal progetto iniziale e più di un anno dalla promessa dell’inaugurazione. Non c’è nemmeno il parcheggio. Anzi, davanti la struttura c’è un’utilitaria bianca. Senza targa. Abbandonata anche quella.

Per realizzarlo fu necessaria anche una variante urbanistica: da terreno agricolo a zona edificabile.
Dopo la confisca, era stato consegnato già dal maggio del 2008 al Comune di Castelvetrano “per finalità di promozione della cultura e dello sport”.
Oggi, la promozione si è trasformata in una bocciatura. E “Io gioco legale”, è questo il nome del progetto, rischia di trasformarsi in “Io vandalizzo illegale”.

E si fa fatica a ricordare che quel terreno era di Benedetto Valenza. Il re del calcestruzzo nella provincia di Palermo. Più volte arrestato, processato, assolto, a volte anche condannato. Non è uno qualsiasi. Suo padre Salvatore e suo zio Erasmo erano ritenuti corresponsabili di delitti verificatisi nel paese di Borgetto, negli anni 70.
Quando furono arrestati, fu Salvo Lima ad interessarsi del loro rilascio, dopo solo due giorni di fermo. Sparirono però nell’aprile del 1983, dalla lupara bianca dei Brusca. Era giovane Benny Valenza, allora. E non gli rimase che avvalersi della protezione degli stessi Brusca e dei Vitale di Partinico, grazie ai quali avrebbe gestito in regime di monopolio gli appalti di edilizia pubblica e privata della zona, attraverso i suoi impianti di calcestruzzi. Ecco, uno di questi, la “Mediterranea Calcestruzzi srl” era proprio a Castelvetrano.

E’ lì che oggi sorge questo campo sportivo polivalente. E si trova accanto ad un altro impianto di calcestruzzi. Quello di Giovanni Risalvato, arrestato nel 2010 nell’operazione Golem 2 e condannato a 14 anni e mezzo per associazione mafiosa.
Al momento non si muove nulla. A parte il telone, dopo lo squarcio.
Insomma, pare proprio che non ci sia partita. Letteralmente.

Egidio Morici per Tp24.it del 21/03/2016

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