Sì contro le trivelle, guardandoci anche alle spalle

16 aprile 2016 di Egidio Morici

 

Si contro le trivelle

 

Voto sì perché “il mare non si spirtusa”, certo.

So bene che il referendum non eliminerà le trivelle così facilmente. Può essere però, come è stato ripetuto un po’ dappertutto, un segnale importante.

Mi si potrebbe dire che i referendum sono una cosa serie, che non si dovrebbero indire solo per dare un segnale e che questa storia della scadenza delle concessioni entro le 12 miglia cambierebbe ben poco. Però ormai c’è.

Ho cercato di documentarmi meglio sulla questione e, tra tutte le cose che ho trovato mi ha colpito il fatto che la maggior parte delle trivelle (se non tutte) scaricano a mare.

Verrebbe subito da pensare che le trivelle il petrolio (o il gas) semmai lo caricano.

Ma non tutto quello che viene estratto, viene poi immagazzinato. Gli scarti (le cosiddette acque di produzione) dovrebbero essere re-iniettati proprio nelle profondità da dove sono stati tirati fuori, invece finiscono in mare e possono contenere di tutto, da metalli pesanti a materiale radioattivo.
 
Ecco, il mio  è legato a ridurre questo tipo di inquinamento, non all’eventuale conseguenza di un incidente con fuoriuscita di petrolio, cosa che per altro nelle piattaforme italiane non è mai avvenuta.

Questo , non solo potrebbe rappresentare un punto di partenza per una politica energetica diversa, ma potrebbe essere anche uno stimolo a difendere il mare dagli attacchi che provengono dalla terraferma.

Perché se le trivelle rappresentano una ferita al cuore del nostro mare, non si può permettere che le sue braccia e le sue gambe continuino ad essere torturate dall’inquinamento dei depuratori e dall’abbandono di rifiuti.

Sarebbe bello che dopo aver votato , ci interessassimo un po’ di più al nostro mare. Senza avere paura di difenderlo.
 
Ho saputo che a Selinunte, proprio nella giornata del referendum, un gruppo di ragazzi ha organizzato un’attività di pulizia della spiaggia. Porteranno via la spazzatura, prima che ritorni di nuovo in mare con le mareggiate. E mi sembra una bellissima iniziativa.

Vicino al Parco Archeologico si può anche visitare un’interessante installazione artistica: “I mandorli della Signora Varvaro” di Umberto Leone ed Ute Pyka. E’ un’installazione che racconta di alcuni alberi che morirono a causa delle prime trivellazioni in Sicilia, negli anni Cinquanta.
 
Mi piacerebbe che il , dopo aver sorvolato il mare al largo, si posasse sugli scogli a riva.

 
Egidio Morici

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Commenti

Copyright © 2014 Castelvetrano 500 firme. All rights reserved.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo sito sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.