Castelvetrano. Rifiuti in Strada, beccate questi tizi!

23 giugno 2016 di Egidio Morici

 

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E’ una delle strade che portano a Selinunte, attraversando le verdi campagne castelvetranesi. In queste campagne si produce il famoso olio di Nocellara del Belice. Purtroppo però si tratta di campagne torturate da anni dall’incondizionato abbandono di rifiuti ingombranti, speciali, pericolosi, elettronici.

Ogni tanto qualcuno li trascina dal bordo in mezzo alla strada.

Solo allora si pone il problema, visto che gli automobilisti sono costretti a tornare indietro. Materassi, televisori, recipienti spaccati di eternit e tanta altra roba stanno “al loro posto” per mesi. E’ successo più volte che qualcuno abbia dato fuoco a tutto, diffondendo tra gli ulivi secolari diossina e a chilometri di distanza (a seconda del vento) le pericolosissime fibre di amianto dei recipienti di eternit.

Però non è bene fare terrorismo, prestando il fianco agli ambientalisti. Pazienza per gli incivili che abbandonano di tutto. Pazienza per un’amministrazione comunale che lascia per mesi quello che gli incivili hanno abbandonato. Pazienza per quelli che, “sensibili al problema”, cercano di risolverlo con le fiamme.

Ma la pazienza ha un limite: trascinarli in mezzo alla strada no, non si fa. Il posto di una discarica abusiva è a bordo strada non al centro. Cosa vogliono dimostrare questi tizi, con il loro deprecabile comportamento? Sarà forse un messaggio, come per dire “chi di competenza bonifichi la zona e faccia controlli e sanzioni”?

Forse non sanno che i meandri della competenza sono imperscrutabili?

C’è chi raccoglie i rifiuti dai cassonetti, ma non ha la competenza per prendere anche quelli che ci sono attorno (nel senso che non gli spetta). Se poi si tratta di rifiuti speciali, è ancora più complicato. Poi ci sono i cassonetti bucati. La gente non lo sa, li riempie di immondizia che poi cade sulla testa dei malcapitati operai mentre cercano di svuotarli nell’autocompattatore. Uno dice: toglieteli, portateli via e sostituiteli. Non è così semplice: non ci sono soldi. E allora l’idea è quella di capovolgerli e lasciarli lì, in modo che quelli bucati almeno non vengano riempiti. Tu passi da lì e dici: ma scherziamo? In questa discarica abusiva ci buttano anche i cassonetti vecchi. Invece no, non è uno scherzo, è una necessità.

Ecco perché quelle micro o macro discariche (ce ne sono tante) sotto gli ulivi, sono sempre là, a prescindere se c’è lo sciopero dei netturbini o se la discarica autorizzata è temporaneamente chiusa.

La colpa non è dell’operaio (che tra l’altro, viene pagato a spizzichi). Non è del sindaco che è solo un socio dell’ATO (l’acronimo, pensate un po’, che sta per Ambito Territoriale Ottimale. Ottimale!). Non è dell’ATO che subisce le politiche della Regione Siciliana. Non è della Regione Siciliana, che subisce da Roma. Non è del governo centrale che lotta perennemente contro l’indifferenza della Comunità Europea. Ma non è nemmeno di Bruxelles, che anzi continua a sanzionare l’Italia in tema di ambiente.

In ultima analisi, la colpa è di questi tizi che hanno spostato i rifiuti in mezzo alla strada. Bisognerebbe mettere delle telecamere e beccarli sul fatto, facendogli almeno una ramanzina: “Questa è una strada percorsa anche dai turisti. E non bisogna deluderli! Loro stamattina si aspettavano di vedere la massa di rifiuti al solito posto. Invece li avete spiazzati. Che non accada più! La prossima volta, se proprio volete fare qualcosa per il decoro, dategli fuoco come fanno gli altri. Ai rifiuti, non ai turisti, che sono la nostra risorsa e vanno rispettati!”.
 
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