Massoneria a Castelvetrano, nomi e ruoli pubblici

22 giugno 2016 di Egidio Morici

 

Massoneria1jpg

 

di Egidio Morici per Tp24.it

Essere massoni non è reato” dice Stefano Bisi del Grande Oriente d’Italia. E non ha torto. Se lo fosse, avremmo avuto 500 potenziali soggetti da arrestare nella sola provincia di Trapani.

Ciò che invece interessa gli inquirenti è semmai quanto questi gruppi di persone possono influire sulle attività amministrative e il funzionamento degli enti pubblici.

C’è un dossier che viene fuori da un’indagine portata avanti dal procuratore di Trapani Marcello Viola e dai suoi sostituti, sull’influenza e il condizionamento della massoneria (o meglio, di una sua parte) nel territorio. Si tratta – ne abbiamo già parlato diffusamente – di un documento che la sezione informativa della Digos ha inviato alla Prefettura, in cui da una parte si ripercorre la vicenda di Iside2, la loggia trapanese segreta (e quindi illegale) scoperta nel 1986, di cui facevano parte l’ex ministro Udc Calogero Mannino, il deputato regionale Dc Francesco Canino (morto nel 2014) e il parlamentare nazionale Aldo Bassi (morto nel 2004). Era la loggia che accoglieva mafiosi come Natale L’Ala e Mariano Agate ed altri indiziati mafiosi come Calogero Atria, Gioacchino Calabrò, Giuseppe Mandalari, Antonino Melodia. Ma v’erano anche vice prefetti, vice questori, bancari, consiglieri comunali e provinciali, ex sindaci, imprenditori. Insomma, tutta la Trapani che contava. E’ una sorta di disamina del passato relativo alle ormai note vicende verificatesi nella provincia di allora

 

Il dossier, nella sua seconda parte, parla invece di 19 logge (in realtà potrebbero essere di più) presenti attualmente nella città di Trapani e nella sua provincia. 6 di queste opererebbero tutte a Castelvetrano.

In queste ci sono assessori ed ex consiglieri comunali della città.

C’è il vicesindaco Giuseppe Rizzo (presente in due logge: “Francisco Ferrer 908” di Castelvetrano e “Giordano Bruno” di Salemi), nominato assessore dal sindaco Felice Errante nel luglio 2014, in modo da permettere l’ingresso in consiglio di Calogero Giambalvo (il discusso consigliere primo dei non eletti del Fli, poi arrestato per mafia ed in seguito assolto, intercettato a millantare amicizia e vicinanza con il superboss Matteo Messina Denaro).

C’è l’assessore Salvatore Stuppia (loggia “Italo Letizia 345”), nominato a sorpresa della giunta Errante, con una nomina accettata senza condividere la scelta col Pd (ormai in rotta col sindaco), che poi lo ha cacciato dal partito.

C’è anche l’assessore Girolamo Signorello (loggia “Francisco Ferrer 908”).

Il nome dell’assessore Enzo Chiofalo invece, anche se non risulta iscritto in nessuna delle sei logge attualmente operanti, spunta invece in una fantomatica loggia all’obbedienza di piazza del Gesù, chiamata “Italo Letizia”. I componenti di questa loggia sarebbero stati truffati da alcuni “fratelli” della vecchia “Iside 2” che avrebbero proposto loro l’iniziazione per l’inserimento. Il tutto prese il via nel 2006, in seguito all’arrivo in questura di un esposto anonimo firmato “Veri massoni stanchi”.

 

Tra gli (ormai ex) consiglieri comunali, troviamo invece nelle logge attualmente operanti:

Salvatore Ingrasciotta (loggia “Demetra 240”), il più votato di tutti alle scorse amministrative con 448 voti, Piero Barresi e Gaetano Accardo (loggia “Enoch 238”), Tommaso Bertolino (inscritto a due logge: “Oriente” di Castelvetrano e “Giordano Bruno” di Salemi), Piero D’Angelo e Maurizio Piazza (loggia “Francisco Ferrer 908”).

C’è Bartolomeo La Croce (anche lui inscritto a due logge “Oriente”di Castelvetrano e “Garibaldi” di Mazara del Vallo) portato alla ribalta nazionale da Le Iene, mentre si scaglia contro l’inviato Filippo Roma che cerca di intervistare Giambalvo. Forse tra i pochi massoni ad aver subito un pubblico rimprovero a causa di un comportamento sconveniente. Qualche giorno dopo l’uscita del servizio su Italia Uno, il presidente Cafiso si trovò infatti costretto a fargli la ramanzina durante un consiglio comunale. Un “teatrale” rimprovero per lui e per l’altro collega Francesco Bonsignore, colorato personaggio che però non risulta inscritto a nessuna delle sei logge castelvetranesi presenti nel dossier della questura.

Negli elenchi troviamo anche il “fratello di un fratello”. Si tratta di Antonino Lo Sciuto. Un “fratello” della loggia “Hipsas” del Grand Orient de France, che però è anche il fratello del deputato regionaleGiovanni Lo Sciuto, componente della Commissione Parlamentare Antimafia della Regione Siciliana e “nuovo alleato” del sindaco Errante, facendo parte entrambi da un po’ di tempo dello stesso partito (Ncd).

 

Ma tra i “fratelli” di spicco, oltre a quelli collegati in modo più o meno indiretto alla politica di Palazzo Pignatelli, ce ne sono tanti altri, molto conosciuti in diversi ambiti:

Felice Crescente (dirigente Unità 176 Condotta Agraria) è maestro venerabile della “Loggia Demetra 240”.

Nicola Li Causi, della loggia “Demetra 240”, figlio del compianto Vito Li Causi ed amministratoredel poliambulatorio specialistico “Multimedical” inaugurato l’anno scorso.

Domenico Lombardo (“Demetra 240”), ex dipendente della Gruppo 6 Gdo. Oggi segretario del Partito Socialista di Castelvetrano e presidente della cooperativa Terramia alla quale è stato affidato l’opificio confiscato al re dei supermercati Despar Giuseppe Grigoli.

Nicolò Miceli (“Demetra 240”), presidente del Club Unesco di Castelvetrano.

Francesco Seidita (“Demetra 240”), ingegnere del progetto Medcot per il comune di Castelvetrano, sulla trasformazione della posidonia spiaggiata in compost.

Francesco Vasile (“Demetra 240”), avvocato del Comune di Castelvetrano.

Orazio La Monaca (“Francisco Ferrer 908”), pluripremiato architetto del Comune di Castelvetrano.

Silvestro Perrone e Antonio Pizzo (entrambi dell’Hipsas), imprenditori dell’associazione Libero Futuro.

Abbiamo poi tutti i membri del direttivo del Collegio dei Rossi, l’associazione che si occupa di eventi culturali e presentazione di libri. Fanno parte della stessa loggia (“Enoch 238”): il presidenteNicola Cascio Ingurgio, il vice presidente Davide Brillo, il segretario Giuseppe Pappalardo ed il tesoriere Pietro La Cascia (ex assessore della giunta Pompeo). E’ l’associazione no profit che si è occupata anche della presentazione di Euploia, il pregevole volume del Soprintendente del Mare della Regione Siciliana Sebastiano Tusa. L’edizione del libro è di Angelo Mazzotta, massone della stessa loggia.

 

Anche il Centro Commerciale Naturale ha una suo ombrello massonico, dal momento che il presidente Giovanni Messina Denaro e i tecnici della Nastasi Consulting fanno parte della loggia “Oriente”.

Nella loggia “Italo Letizia 345” c’è anche un giornalista di Menfi: Pietro Capizzi, collaboratore del Giornale di Sicilia, di Tele Radio Sciacca e addetto stampa della Cantina Settesoli. E’ la stessa loggia del castelvetranese Leonardo Ciulla, ingegnere gestionale della Settesoli. Ed è con la Settesoli che quest’anno il Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha firmato il primo contratto di sponsorizzazione per il parco archeologico di Selinunte. Mentre, qualche mese fa, la nomina di “Custode dell’identità territoriale Genius Loci” da parte della Libera Università Rurale “Saper&Sapori” è toccata a Francesca Capizzi, figlia di Pietro (anche lei giornalista) che succede al sindaco di Campobello di Mazara Giuseppe Castiglione, che ha custodito l’identità territoriale nel 2015.

Nell’intera provincia (almeno dagli elenchi del dossier) le “sorelle” sono una decina, sei delle quali appartengono a logge operanti a Castelvetrano.

E poi c’è una coppia in cui marito e moglie appartengono entrambi alla massoneria, ma in due logge diverse: lei nella “Hipsas” di Castelvetrano e lui nella “Philadelphion” di Mazara del Vallo.

Infine troviamo anche due poliziotti: Giuseppe Gucciardo (“Francisco Ferrer 908”) e Michele Tortorici (“Hipsas”)

 

Certo, il fatto che il dossier contenga anche la lista degli appartenenti (non riportata in questo articolo) alla vecchia loggia illegale trapanese (Iside2) scoperta negli anni ’80, aveva ingenerato in alcuni massoni di oggi (regolarmente registrati alla questura) una legittima indignazione nel vedere i propri nomi accostati a quelli dei mafiosi. Ribadendo quindi che l’appartenenza ad una loggia massonica (non coperta) è garantita dalla stessa Costituzione… CONTINUA SU TP24.it

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Commenti

Copyright © 2014 Castelvetrano 500 firme. All rights reserved.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo sito sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.