Strage dei Georgofili. Opera di “alcuni mafiosi”

23 luglio 2016 di Egidio Morici

 

Errante Chelli

 

E’ costato 74.660 euro lo spazio giochi “attiguo” ad una scuola materna nel quartiere Belvedere di Castelvetrano.

Giovedì scorso il sindaco Felice Errante ha scoperto la targa che intesta lo spazio a Nadia e Caterina Nencioni, le due sorelline di 9 anni e di appena 50 giorni, morte nella strage dei Georgofili il 27 Maggio 1993.

Il Presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, non ha però apprezzato questa intitolazione: “Il sindaco scrive che le due giovanissime vite innocenti sono state spezzate dalla follia di ‘alcuni mafiosi’. Ma attenzione, oltre a Riina, Bagarella, Provenzano ed altri, c’era anche il castelvetranese Matteo Messina Denaro, che è ancora latitante. Scrivendo ‘alcuni mafiosi’, evidentemente non ha avuto il coraggio di dire che quelle bambine le ha uccise Messina Denaro, quando da Castelvetrano è venuto a Firenze e, guardando gli Uffizi ha detto: ‘Questi salteranno’. E allora, come potremmo noi vedere positivamente quest’inaugurazione?

 

L’intestazione dello spazio giochi a Nadia e Caterina sarebbe stata in realtà frutto di un suggerimento di un amico Trapanese del sindaco Errante, secondo quanto dichiarato dallo stesso primo cittadino: “Abbiamo ricevuto una bella lettera dal prefetto Silvana Riccio, che è la responsabile nazionale del Ministero dell’Interno, servizio di cura all’infanzia, non solo perla scelta del nome, che onestamente mi è stato suggerito da un amico di Trapani, ma anche perché siamo stati tra i primi comuni in Italia a spendere i soldi che in tempo reale ci avevano accreditato”.

A questo punto c’è da chiedersi se davvero sia stata una cosa che lui sentiva veramente – ha commentato Giovanna Maggiani Chelli – Avrebbe potuto dire: ‘Inauguro questo spazio giochi. E ogni volta che i vostri figli verranno a giocare qui, sappiate che le due bambine le ha uccise Matteo Messina Denaro’. In questo modo avrebbe potuto dare un messaggio chiaro a coloro che a Castelvetrano coprono da troppi anni la sua latitanza. Ma non l’ha detto. E allora, se occorrevano dei nomi di bambini uccisi dalla mafia in generale, poteva sceglierli in Sicilia. È per questo che noi non apprezziamo questa intitolazione”.

Quasi 75 mila euro di fondi PAC (Piano di Azione e Coesione), sono dunque arrivati dal Ministero dell’Interno per potenziare l’offerta dei servizi all’infanzia.

Uno spazio giochi, si legge in una delibera di giunta, ubicato in un quartiere che conta numerose situazioni di disagio sociale.

Questo potenziamento però è fortemente ridimensionato dal fatto che altalene e scivoli non facciano parte di uno spazio “attiguo” alla scuola, ma si trovino in realtà proprio “dentro” l’area che ospita la struttura scolastica. Vuol dire che quando la scuola è chiusa, nessuno vi potrà accedere.

I bambini del quartiere Belvedere quindi troveranno il cancello chiuso e dovranno rinunciare ai giochi per tutta l’estate, aspettando la riapertura a settembre, ma solo nell’orario scolastico (fino al primo pomeriggio) e mai durante le vacanze o i festivi.

Sembra che nel campo delle intestazioni simboliche, l’amministrazione comunale non ne azzecchi una. Basti pensare al degrado della villa Falcone e Borsellino. Oppure al viale intestato all’ex capo della Polizia Antonio Manganelli: strada senza uscita, funestata da discariche a cielo aperto.

Non c’è dubbio, c’è ancora tanto lavoro da fare.

 

Egidio Morici per Tp24.it 

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