Castelvetrano, all’ombra dell’ultima giunta

20 agosto 2016 di Egidio Morici

 

Ultima giunta Errante

 

Ed ecco l’ultimo rimpasto di Errante: fuori Salvatore Stuppia, Giuseppe Rizzo e Matilde Mattozzi. Al loro posto Nicola Li Causi, Giusy Etiopia e Giovannella Falco. Rimangono: Paolo Calcara, Vincenzo Chiofalo e Girolamo Signorello.

Una cosa è certa: su questa scelta, la commissione Antimafia non c’entra nulla. Il ricambio era stato previsto da molto tempo e fa parte di quei consolidati meccanismi politici propri di qualsiasi amministrazione comunale. Infatti, se sono fuori Stuppia e Rizzo (massoni, rispettivamente della loggia Italo Letizia 345 e della Francisco Ferrer 908), tra le new entry c’è Nicola Li Causi della Demetra 240. Insomma, la quota massonica è stata ridotta di una unità: una diminuzione del tutto casuale.

 

Nicola Li Causi è figlio dell’ex sindaco di Castelvetrano ed ex parlamentare Vito Li Causi scomparso l’anno scorso a causa di una malattia. Oggi è amministratore del centro polidiagnostico Multimedical. Continuerebbe il percorso politico di Stuppia, che in un comunicato collega le proprie dimissioni al prossimo impegno nella costituzione di “un direttivo consono alle attività di rilancio e miglioramento del nostro territorio”. Il focus è sul movimento renziano “Pdr – Sicilia Futura” di Totò Cardinale e Vincenzo Culicchia, del quale Stuppia è coordinatore per Castelvetrano ed i comuni limitrofi.

 

Giusy Etiopia è un ex consigliere comunale del movimento Castelvetrano Futura. Frutto di un premio e di un prossimo “futuro” sostegno per le scelte elettorali del sindaco Felice Errante (un po’ come accade per qualsiasi assessore). Un premio meritatissimo, secondo il direttivo del movimento, “per aver portato avanti le istanze dei cittadini”, senza alcun attaccamento alla poltrona, visto che i loro consiglieri, si legge ancora nel comunicato, “si sono pure dimessi per garantire il fine mandato del nostro sindaco”. In effetti, quasi nessuno aveva creduto che le dimissioni (più che tardive ed in seguito al clamore mediatico suscitato da Le Iene) avessero avuto a che fare con la presenza di Calogero Giambalvo (il discusso consigliere fan dei Messina Denaro).

 

Giovannella Falco è un’assistente sociale del vicino comune di Campobello di Mazara.

La sua entrata in Giunta è stata accompagnata da una polemica causata dalla sua appartenenza (poco partecipata, in verità) al Meetup dei cinque stelle di Castelvetrano Selinunte. Dapprima, dal movimento era stato mostrato un vivo apprezzamento per la scelta del sindaco che, secondo l’attivista Luca D’Agostino, “ne aveva fatta una giusta”. Dopo però, la precisazione in un comunicato stampa: “Pur stimando la persona di Giovannella Falco conveniamo, insieme a lei, che non possa coesistere la nomina  di assessore con l’iscrizione, e dunque lo status di simpatizzante (doveroso precisare che ha partecipato  solamente a tre riunioni), al nostro Meetup nel rispetto dei valori e della coerenza che ci contraddistingue”. La Falco rappresenterebbe il movimento “Liberi ed Indipendenti”, formatosi prima dello scioglimento del consiglio comunale e composto dagli ormai ex consiglieri Gaetano Accardo e Luciano Perricone (quest’ultimo in corsa per il posto di sindaco alle prossime amministrative). Un movimento che, in piena libertà ed indipendenza, aveva fornito al sindaco tre unità, determinanti per lo scioglimento del consiglio comunale sul caso Giambalvo, con i modi voluti dal primo cittadino: se non c’è più il consiglio, non c’è più nemmeno Giambalvo e le dimissioni del sindaco si possono pure evitare. Meccanismo che ha di fatto scongiurato l’alternativa delle dimissioni di massa (sindaco e giunta compresi) proposta dal Pd e considerata demagogica. Anche qui, quindi, il premio ci sta tutto.

 

Diversa chiaramente l’idea di Felice Errante su quest’ultimo rimpasto, in cui si sarebbe ritenuto “necessario un coinvolgimento di tutte quelle forze che hanno dimostrato disponibilità al dialogo, prescindendo dalle intese che andranno a concretizzarsi in prospettiva delle future campagne elettorali.

Peccato però che i meccanismi politici che stanno dietro alla scelta degli assessori e dei rimpasti di giunta, siano abbastanza conosciuti e purtroppo molto distanti dal buon senso che vorrebbe un rapporto diretto ed esclusivo con le relative competenze. Competenze che spesso sono presenti, anche se assoggettate al gioco di scacchi fatto di partiti e accordi elettorali. Il caso dell’assessore Daniela Saporito, durante la consiliatura Pompeo, è il più eclatante: nonostante le sue capacità e la sua tenacia, fu messa alla porta dopo un paio di mesi dalla sua nomina, perché era frutto di un accordo tra l’allora sindaco e l’allora deputata dell’Udc all’Ars Giulia Adamo: l’accordo era saltato e lei era stata cacciata. Merce di scambio.

 

E’ così praticamente da sempre, ma con la particolarità che oggi, tutto questo accade senza il consiglio comunale. Prima, questo o quell’assessore erano espressione di questo o quel gruppo consiliare. Oggi rappresentano degli ex, dei fantasmi, che però sanno bene che riappariranno in carne e ossa (e voti) il prossimo mese di maggio.

 

Egidio Morici per Tp24.it

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