Liquidi fognari tra le rocce di Selinunte

5 agosto 2016 di Egidio Morici

 

Liquidi fognari tra le rocce

 

Liquidi fognari nel mare di Selinunte, sull’arenile proprio sotto il depuratore. Lo scorso 19 luglio, la Capitaneria di Porto e l’Arpa si erano accorti dell’evidente sversamento, dopo aver effettuato dei controlli anche nell’area sottostante l’impianto di depurazione. I risultati dell’istantaneo campionamento non hanno lasciato adito a dubbi.

Lo stesso Comune, in una relazione del 25 luglio scorso, ha evidenziato “la presenza di fattori non propri delle acque bianche”.

Il sistema fognario di Marinella di Selinunte è di tipo separato. C’è la condotta delle acque nere, destinate alla depurazione, e quella delle acque bianche (acque meteoriche e scarichi civili non reflui), che scarica direttamente sull’arenile.

Peccato però che nella condotta delle acque bianche ci siano innumerevoli allacci fognari di coloro che “hanno sbagliato canale”.
 
E se di notte tutte le vacche sono nere, a Selinunte da tempo immemore, possiamo dire che nelle condotte tutte le acque sono nere.

Ecco perché, dopo l’intervento della Capitaneria di Porto e dell’Arpa, è spuntata un’ordinanza del sindaco in cui viene rappresentata “la necessità e l’imperiosa urgenza di eliminare le potenziali cause inquinanti per l’ambiente marino sottostante le condotte ove scaricano le suddette acque”.

Da qui l’ordine di “interdire immediatamente lo sversamento a mare delle acque provenienti dal collettore delle acque bianche”, convogliandole nella vasca delle acque nere per sottoporle a depurazione.

La cosa singolare però è che questo problema era già emerso nell’estate 2013, quando anche Tp24 si era occupata dello stesso tipo di sversamento sugli scogli sotto il depuratore. Un dettagliato video mostrava i liquidi fognari finiti sull’arenile per due mesi di seguito (da fine maggio a fine luglio), oltre a varie criticità della struttura, confermate per altro da un provvedimento dirigenziale inequivocabile da parte dello stesso ufficio tecnico del Comune.

 

E proprio in quell’occasione, era l’agosto del 2013, il sindaco Errante aveva dichiarato che “Circa lo sversamento delle acque bianche, e solo per ragioni precauzionali, stante che nella rete destinata a raccoglierle potrebbero essere stati effettuati degli allacci abusivi nel corso degli anni, si è stabilito di interdirne lo sversamento diretto a mare, convogliando anche dette acque nella vasca delle acque nere”.

Inoltre aveva aggiunto: “Data la portata non eccessiva, ciò si è reso possibile ed è stato già fatto”.

E’ lecito chiedersi per quale motivo, ciò che il sindaco aveva annunciato come già fatto nel 2013, ce lo ritroviamo invece da fare, con immediata urgenza, nel 2016, con un costo previsto di 3.660,00 euro da inserire nel prossimo bilancio di previsione.

 

Ma non finisce qui. Perché nell’ordinanza dello scorso fine luglio viene ordinato al comando dei vigili urbani di “effettuare tutte le verifiche necessarie per eliminare il predetto problema al fine di individuare eventuali allacci abusivi lungo il tracciato della condotta per acque bianche”. Il tutto entro 90 giorni, col supporto dei tecnici del Comune.

Ad ogni modo, il 2016 è stato l’anno della svolta. Infatti, per la prima volta, i controlli che si erano sempre limitati al ciclo depurativo dentro la struttura, sono stati estesi anche all’area sottostante. Questo ha permesso di chiarire il perché, nel 2013, i risultati delle analisi fossero stati definiti “rassicuranti” anche se molto distanti dalla realtà sotto gli occhi di tutti.

Intanto lo scarico delle acque nere dopo la depurazione, al posto di avvenire a 750 metri di distanza, avviene ancora a pochi metri dagli scogli. Ma lì, l’intervento costerebbe più di 300 mila euro. E quindi, nell’attesa che comincino i lavori milionari per la completa rivoluzione di impianti di depurazione e condotte tra la città e le borgate, sarà difficile impedire quel forte inquinamento puntualmente rilevato da Goletta Verde ad ogni estate.

 

Egidio Morici per Tp24.it

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