Sparare a vista agli animali vaganti? Il sindaco di Monterosso Almo: “Sono stato frainteso”

26 agosto 2016 di Egidio Morici

Paolo Buscema

 

Ma davvero in Sicilia un sindaco può ordinare di sparare a vista sui randagi? E’ quello che in tanti si sono chiesti, dopo che sul web è cominciata a girare la notizia che, con un’ordinanza sindacale, il primo cittadino del comune di Monterosso Almo (Rg) aveva disposto l’abbattimento degli animali vaganti per salvaguardare l’incolumità pubblica.

Le cose però non stanno affatto così. E, per fortuna, chi si è sconcertato e inorridito immaginando una specie di far west fatto di pistolettate sugli animali in fuga, può tornare a dormire sonni tranquilli.

Nel cuore dell’ordinanza infatti si parla di “recupero e abbattimento, secondo la normativa vigente”.

E non c’è alcuna norma vigente che autorizza a sparare all’animale vagante.

Ne abbiamo parlato con il sindaco Paolo Buscema.

 

Sindaco, quest’ordinanza ha acceso gli animi degli animalisti. Ci può spiegare che cosa sta succedendo?

L’ordinanza andrebbe letta bene, io non parlo affatto di gatti o cani randagi. Il problema è molto diverso e riguarda la presenza di bovini in mezzo a strade comunali, provinciali e nazionali, anche durante le ore serali, con tutte i conseguenti pericoli che questo comporta.

 

I bovini però hanno sempre dei proprietari. Non dovrebbe essere loro cura farli pascolare in zone consentite? Ed al massimo cura delle istituzioni provvedere alle relative sanzioni?

Infatti. E’ proprio questo il punto. Si tratta di un fenomeno che va avanti da più di un anno e riguarda in particolare una mandria di bovini appartenente a due tizi conosciuti alle forze dell’ordine ed alla prefettura. Tra il 2015 ed il 2016, sono state loro elevate più di 15 mila euro di multe. Ma, oltre a non aver pagato un centesimo, hanno continuato imperterriti a far pascolare i loro animali dovunque. Non gli si può pignorare nulla, perché risultano non possedere nulla, visto che hanno intestato tutto ai propri parenti.

Quest’ordinanza è un’estrema ratio, dopo aver percorso tutti i canali d’azione possibili. Parliamoci chiaro, io non sono uno sceriffo. Il contenuto di questo provvedimento è supportato dalla legge, alla quale per altro si fa riferimento nel testo stesso. Inoltre, uno di questi signori è stato anche oggetto di indagini da parte della guardia di finanza su una storia di contributi dell’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), ma gli hanno fatto un baffo.

Insomma, questa mia scelta è un modo per porre ulteriormente la questione all’attenzione degli organi competenti. Anche perché il problema non nasce certo adesso, perché non è la prima volta che i bovini vengono trovati pericolosamente in strada. Gli incidenti ci sono già stati, per fortuna non gravi. Ma io non posso aspettare che ci scappi il morto, perché poi tutti si chiederebbero perché il sindaco, pur sapendo, non ha preso dei provvedimenti seri.  In passato, dopo aver prelevato gli animali, abbiamo contattato il proprietario e ci siamo sentiti rispondere che gli sono scappati e che lui non ha alcuna responsabilità.

 

Facciamo un esempio concreto: nel caso i bovini venissero catturati oggi, quanto tempo passerebbe prima del loro abbattimento?

Guardi, posso assicurarle che l’abbattimento è solo sulla carta. Ad ogni modo, prevede il tempo per l’identificazione ed il contatto con il proprietario. Vorrei fosse chiaro che non saranno consentite procedure contro la legge.

 

Ma Enrico Rizzi del Noita (Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali) e del Partito Animalista Europeo l’ha denunciato alla procura di Ragusa, secondo l’assunto che l’ordinanza sarebbe pienamente illegittima, traducendosi di fatto in un ordine criminoso alla polizia locale.

Ma figuriamoci. Ripeto, l’ordinanza contiene tutti i riferimenti normativi del caso. Io sono un sindaco, non un dittatore. Ho già controquerelato Rizzi e tanti altri che su facebook sono stati offensivi nei miei confronti, senza per altro conoscere i fatti. Un conto è farsi pubblicità ad ogni costo, un altro è cercare di capire come stiano le cose, approfondendo la questione.

Mi è capitato di chiarire la vicenda con associazioni animaliste come la Lav o l’Oita.

E gli animalisti che hanno approfondito la vicenda ci sono stati. Per esempio Anna Capitano, presidente nazionale dell’Oita per la tutela degli animali si è mostrata disponibile, in caso di cattura, a prendere in carico i bovini e portarli da un’altra parte, salvandoli dall’abbattimento. – –

 

Al di là delle denunce e delle querele però, si potrebbe ipotizzare un punto di vista comune sia agli animalisti che al sindaco Buscema: la volontà di sottrarre ai proprietari l’intera  mandria. All’incolumità dell’uomo, infatti, si potrebbe aggiungere anche quella del bovino, messa a repentaglio dalle macchine in strada. Se davvero questi tizi pensassero di potersene infischiare di tutti, potrebbero rischiare di trovarsi contro un insolito fronte comune. Magari fatto da coloro che, una volta chiarite le proprie divergenze, unirebbero le forze nella stessa direzione.

 

Egidio Morici

 

 

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Commenti

Copyright © 2014 Castelvetrano 500 firme. All rights reserved.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L’autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo sito sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.