La ballata del sindaco Felice Errante, ricandidarsi alle prossime amministrative?

5 dicembre 2016 di Egidio Morici

 

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A Castelvetrano il “sì” e il “no” non riguardano solo il prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre, ma sono legati anche alla possibile ricandidatura del sindaco Errante alle prossime amministrative del 2017. Non c’è dubbio che l’esito del referendum gli darà la possibilità di valutare il peso specifico dei prossimi equilibri, in modo da trovare la strada migliore per la sua carriera politica.
Intanto pochi giorni fa, le pagine locali di un quotidiano hanno amplificato presunte voci di corridoio che parlerebbero addirittura di pressioni di Angelino Alfano per la ricandidatura di Errante a sindaco della città. Una possibilità scaturita da un incontro a Roma, che perfino lo stesso autore del pezzo ha definito “presunto”.
L’interessato però non conferma e non smentisce, almeno fino al momento in cui scriviamo, guardando invece da vicino le reazioni di partiti, movimenti e grandi elettori nei confronti di questo sasso tirato in piccionaia.
 

Non esprime nemmeno la sua posizione sul referendum del 4 dicembre, lasciando intendere che si sta occupando di cose molto più importanti, come la stabilizzazione dei precari. E l’acredine nei confronti del Pd locale viene fuori in uno dei frequenti comunicati stampa di questi ultimi giorni su coloro che chiama i “signori del Partito Democratico della mia città”: “Comprendo che sono impegnati a vincere il referendum prima, e le elezioni dopo. Non si preoccupino però dei precari del Comune dei cui problemi si occupa il loro Sindaco

Sembra che fino all’esito del prossimo referendum il primo cittadino sia votato alla massima prudenza. Un po’ come le recenti allerte meteo: se da un lato invita i cittadini a tenersi distanti dai torrenti, lui cerca di stare lontano da personali prese di posizione che potrebbero in qualche modo interferire con le prossime scelte.
 
Anche perché ormai non si contano più le volte in cui Errante ha cambiato idea.
Dopo la scomparsa del consiglio comunale, in seguito alla trasmissione de Le Iene sul ritorno inopportuno del fan di Messina Denaro tra gli scranni di Palazzo Pignatelli, aveva lasciato intendere (neanche troppo tra le righe) che non si sarebbe più candidato.
Ma ad aprile, aveva scritto con chiarezza: “Se ce ne saranno le condizioni e mi sarà chiesto, potrei anche pensare di ricandidarmi”.
Meno di due mesi dopo aveva però annunciato la sua decisione di non ricandidarsi, confidando nel fatto “che questa scelta – aveva detto – possa contribuire a riportare il dibattito cittadino nei normali canoni della dialettica politica”.

Oggi c’è una coalizione fatta da partiti e movimenti vicini al primo cittadino che, oltre ad aver espresso Salvatore Stuppia (Sicilia Futura) come candidato sindaco, ha al suo interno 14 “generali” alla ricerca delle forze sane (o considerate tali dal primo cittadino), in modo da avere una sintesi di partiti e movimenti amici entro la prima decade di dicembre.
Se la pressione di Angelino Alfano nel proporre la ricandidatura di Errante dovesse essere confermata, si aprirebbero certamente nuovi scenari e qualcuno potrebbe anche pensare che possano essere sfumate le sue possibilità di accesso alla Camera dei Deputati.
 
In tutto questo, il ruolo di Salvatore Stuppia è abbastanza curioso. Il gruppo Sicilia Futura al quale appartiene, anche se nell’isola è con il Pd, in provincia di Trapani sembra esserne lontano.
Ma è il suo personale rapporto col Pd locale che striderebbe, nel caso di un’alleanza per le comunali del 2017.
Stuppia era nel Pd, quando scelse di appoggiare la scelta di Errante di aprire a Giovanni lo Sciuto (avversario nel 2012, diventato alleato perché nominato tra i coordinatori regionali dell’Ncd, stesso partito di Errante), diventando assessore della nuova giunta di transizione, senza aver concordato il da farsi con il partito.
Per questo fu cancellato dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti del Pd che lo accusarono di trasformismo ed arrivismo “tipico di chi è pronto a mutar casacca per mero interesse personale”.

Certo, le amministrative sono ancora relativamente lontane, ma sembra poco probabile che si possa replicare la stessa alleanza del 2012, con destra e sinistra insieme al governo. Anche perché oggi nel Pd c’è anche l’ex sindaco Gianni Pompeo, che ha sempre avuto il suo considerevole peso nelle dinamiche politiche ed elettorali della città.
 
Egidio Morici per Tp24 del 3/12/2016

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