Servizio randagi affidato a chi è a processo per “rifugi lager”. L’articolo e la replica del Comune di Campobello

24 gennaio 2017 di Egidio Morici

 

Signorello rifugio lager

 

Articolo pubblicato su Tp24.it il 20/01/2017

Campobello. E’ a processo per i canili “lager”. Ma il Comune le affida il servizio randagi

 
E’ stata rinviata a giudizio Liliana Signorello, presidente dell’associazione Laica di Castelvetrano, in seguito al sequestro dei due rifugi per cani da parte dei Carabinieri del Nas il 10 settembre del 2015, coadiuvati dall’Asp e da alcune guardie zoofile di Trapani (ne avevamo parlato QUI). Il prossimo 16 febbraio dovrebbe avere inizio la prima udienza presso il Tribunale di Marsala.
Le indagini, che hanno accertato le proibitive condizioni in cui vivevano i circa 150 cani, parlano di “condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, in mezzo alla vegetazione spontanea infestata da pulci e zecche, in promiscuità tra animali ammalati, già deceduti ed animali sani”.
Era stato già emesso un decreto penale di condanna al quale l’imputata aveva fatto opposizione, aprendo appunto la strada al processo vero e proprio.

 

Il 10 settembre del 2015, le condizioni che si erano presentate agli occhi degli intervenuti non erano certo delle migliori: sporcizia, cani vistosamente malati, promiscuità e diffusa aggressività, anche a causa delle mancate sterilizzazioni. Un quadro non dissimile dalle foto che avevamo già diffuso in precedenza. 
Tra il rifugio di contrada Seggio e la casa con giardino di via XX Settembre, dei circa 150 cani trovati, una ventina era sprovvista di microchip. Un centinaio di animali furono portati al canile “Viardi Service” di Sambuca di Sicilia, dove purtroppo quelli arrivati già in stato cachettico, con leishmania e richeziosi non curate, non ce l’hanno fatta.
Ma in una relazione dell’Asp relativa al giugno precedente, proprio nei due rifugi della Laica ne erano stati censiti 245, dei quali 202 appartenenti al comune di Castelvetrano. Il Comune, nel 2013, le aveva infatti affidato 130 animali che, attraverso successivi affidamenti, erano diventati circa 200, con una retribuzione di 2 euro giornaliere, ridotta negli ultimi tempi ad 1,50 euro, per un totale di circa 150 mila euro in due anni.
 
Ma anche il comune di Campobello di Mazara, nell’aprile del 2015, pochi mesi prima del blitz dei Nas, aveva affidato alla Laica della Signorello per 9.200 euro il servizio di cattura, trasporto, custodia, mantenimento e sterilizzazione di 43 cagne randagie.
E siccome non si è colpevoli fino al terzo grado di giudizio, lo stesso servizio è stato affidato di nuovo alla Laica dallo stesso comune nei primi di gennaio di quest’anno, con la differenza che gli interventi previsti sono 45 ed il costo è di 9.500 euro.
 
La scelta del comune di Campobello non sarebbe però audace soltanto dal punto di vista dell’inopportunità. E’ vero che l’affidamento si basa sulle possibilità di convenzione previste dalla legge nei confronti di associazioni animaliste, ma la stessa legge prevede che queste gestiscano già dei rifugi privati per cani, diversamente non si capisce in che modo potrebbero svolgere quelle attività che finora non sono state svolte a causa dell’assenza di rifugi sanitari nel territorio comunale. Va da sé che tali rifugi privati dovrebbero avere anche l’autorizzazione dell’Asp, proprio per evitare il rischio che case disabitate, terreni malamente recintati, o altre sistemazioni improvvisate possano diventare luoghi dove il benessere dell’animale diventi un miraggio.
Situazioni che possono certamente esistere in vari ambiti ed in termini di casi da risolvere, ma sarebbe difficile pensarle come soluzioni istituzionalizzate, con l’impiego di denaro pubblico.
 
Egidio Morici

 

Replica del comandante dei Vigili Urbani di Campobello di Mazara, pubblicata su Tp24.it il 22/01/2017

Randagi a Campobello. Scrive il capo dei vigili: “Affidamento a Laica è regolare”

 
Nota della redazione di Tp24.it
 
La redazione di Tp24 garantisce, come ha sempre fatto, il diritto di replica. Per questa ragione, pubblichiamo integralmente la nota pervenutaci dal dott. Giuliano Panierino, comandante della polizia municipale del comune di Campobello di Mazara.
Non possiamo però esimerci dal fare alcune considerazioni visto che, al di là delle interpretazioni delle norme e dei tecnicismi, siamo convinti che il contenuto dell’articolo in questione (“Campobello. È a processo per i canili lager. Ma il Comune le affida il servizio randagi”, che potete leggere QUI) rispecchi la verità sostanziale dei fatti.
La replica del dott. Panierino (riportata qui di seguito) non mette infatti in discussione, né l’esistenza di un procedimento giudiziario a carico del presidente della Laica, Liliana Signorello, né che alla stessa il Comune di Campobello abbia affidato un servizio contro il randagismo. Respingiamo quindi al mittente le accuse di controinformazione e disinformazione che crediamo questa redazione non si meriti, operando da sempre nel rispetto della verità e nella tutela della personalità altrui. Ci preme infine sottolineare quanto importante sia, almeno come il diritto di replica, anche il diritto di critica che, nello specifico dell’articolo in questione, è stato espresso sull’inopportunità di tale affidamento.
 

Replica di Giuliano Panierino
 
A seguito della pubblicazione su www.tp24.it dell’articolo a firma del Sig. Egidio Morici dal titolo “Campobello. È a processo per i canili lager. Ma il Comune le affida il servizio randagi”, corre l’obbligo al sottoscritto di intervenire per chiarire la verità dei fatti, distorti da notizie di cronaca che forniscono solo controinformazione o disinformazione. Non voglio entrare nel merito delle vicende processuali della Sig.ra Francesca Liliana Signorello, per le quali, meglio di me, saprà esprimersi l’Autorità Giudiziaria competente. Diversamente debbo fare per quanto riguarda il giudizio “personale” espresso dall’autore dell’articolo che, invece di fare “cronaca”, indossa le vesti di giudice dissertando sull’audacia e sull’opportunità da parte del Comune di Campobello di Mazara di affidare l’incarico di cui si (s)parla all’Associazione Animalista L.A.I.CA. di Castelvetrano, forse “tradendo” l’interesse personale insito nel carattere di alcune sue considerazioni. Ma andiamo con ordine. L’affidamento del servizio (dirò in seguito di quale servizio si tratta, in particolare) all’Associazione L.A.I.CA. deriva da una complessa procedura attuata dal sottoscritto, prima tramite manifestazione d’interesse pubblica e dopo tramite procedura negoziata con invito a diverse ditte della Regione, relativa ai servizi inerenti la prevenzione del fenomeno del randagismo nel territorio di Campobello di Mazara: entrambe le procedure espletate sono andate deserte, in quanto nessuna associazione, ditta, società od operatore economico ha presentato la propria offerta per l’aggiudicazione del servizio. Nel frattempo, visti i numerosi casi in cui è stato necessario intervenire, il sottoscritto ha trovato la sola preziosa collaborazione di un gruppo di animalisti di Campobello di Mazara e dei volontari dell’Associazione L.A.I.CA., che a qualsiasi ora del giorno e della notte sono stati sempre pronti ad intervenire per salvare gli animali in difficoltà (cani, gatti e cuccioli) dei quali alcuni gravemente feriti, come possono provare le testimonianze postate sui social network più diffusi e come possono testimoniare tutti i soggetti coinvolti, non ultimi i dottori medici veterinari che sono stati incaricati di prestare le dovute cure ai suddetti animali. È la Legge Regionale sul Randagismo e il relativo Regolamento di esecuzione che impone ai Comuni di intervenire al fine di attenuare e prevenire il suddetto fenomeno e, in assenza di proprie strutture e risorse umane, la predetta normativa permette di utilizzare altri strumenti, tra i quali le convenzioni con le associazioni animaliste iscritte nell’apposito albo regionale. È a questo punto che il Sig. Morici, distorcendo la realtà dei fatti, afferma che “…l’affidamento si basa sulle possibilità di convenzione previste dalla legge nei confronti di associazioni animaliste, ma la stessa legge prevede che queste gestiscano già dei rifugi privati per cani…”. Qualora il Sig. Morici, prima di scrivere, avesse richiesto le necessarie informazioni, dovute da me per il diritto di cronaca dello stesso, avrebbe constatato che l’affidamento del servizio da parte del Comune di Campobello di Mazara all’Associazione L.A.I.CA. è finalizzato alla sterilizzazione degli animali randagi, secondo le procedure indicate nell’allegato VI al Decreto Presidenziale 12 gennaio 2007, n. 7, con il quale è stato adottato il Regolamento esecutivo dell’art. 4 della Legge Regionale 3 luglio 2000, n. 15, e non, di certo, alla loro semplice custodia in un canile o rifugio sanitario, che costituisce fattispecie diversa. La convenzione che sarà stipulata, inoltre, prevede precisi obblighi da rispettare da parte dei soggetti contraenti, tra i quali, il preciso obbligo del sottoscritto di controllare il rispetto delle norme da parte dell’Associazione nonché il rispetto del benessere degli animali che saranno soggetti a sterilizzazione. Non vi è ombra di dubbio che, qualora fossero accertate violazioni di qualsiasi genere, saranno adottati tutti gli atti conseguenziali e pertinenti a carico dei trasgressori.

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