Castelvetrano. Ligambi, dalle false fatture per l’Oasi allo sgarro ai Cacioppo

1 marzo 2017 di Egidio Morici

Castelvetrano panoramica

E’ un processo davvero singolare quello che si tiene a Marsala, per una presunta truffa da sette milioni di euro. Ieri abbiamo visto come ci siano coinvolti il “co – organizer” del meet up del Movimento Cinque Stelle di Partanna, insieme al padre di un altro dirigente grillino di Castelvetrano. Gli stessi che nemmeno un mese fa urlavano contro la mafia e l’illegalità in un convegno a Castelvetrano. Ma tra i nove imputati dellatruffa aggravata contro l’Unione Europea per la realizzazione dell’albergo a Marinella di Selinunte, oltre al pluripremiato architetto del Comune, il massone Orazio La Monaca, c’è una persona che compare anche nell’operazione Eden 2 del 2014 relativa alla terra bruciata attorno a Matteo Messina Denaro.

Si tratta di Giovanni Giuseppe Ligambi.

Secondo gli investigatori avrebbe prodotto fatture di costi fittizi per l’ottenimento del finanziamento pubblico di 7 milioni di euro, lo ritroviamo appunto anche nelle carte di Eden 2, condannato ad 1 anno e 2 mesi per aver negato di aver ricevuto minacce e danneggiamenti da parte dei fratelli Cacioppo (Rosario e Leonardo, condannati insieme a lui, rispettivamente a 10 anni e 10 mesi e 8 anni e 9 mesi).

C’è anche un certo Paolo Masella Ippolito (nato il 21.03.1961), cugino di Paolo Ettore Masella Ippolito, un altro dei nove rinviati a giudizio per la presunta truffa. Il nome di questo cugino che, è bene precisarlo, non ha avuto alcun ruolo e non è mai stato indagato in Eden 2, spunta perchè si trova casualmente a sapere delle brutte intenzioni dei due fratelli nei confronti dell’imprenditore Ligambi (suo cognato).

Niente che fosse legato al racket del pizzo, per altro inesistente a Castelvetrano per volontà dello stesso Messina Denaro, a parte alcuni fatti episodici che non hanno mai avuto una matrice mafiosa.

Ma perché i Cacioppo ce l’avevano con Ligambi?

Giovanni Ligambi, nel giugno 2013, aveva concordato di rilevare la loro pizzeria “I Templari” in cambio di una casa. Rosario Cacioppo aveva quindi interrotto l’attività per evitare ulteriori spese di conduzione, ma l’imprenditore (nonostante alcuni prestiti in denaro, ottenuti dal Cacioppo) nel settembre successivo ci ripensa e si rifiuta di concludere l’affare. Sa bene che i due non sono persone che vanno tanto per il sottile, ma si sente tutelato da Lorenzo Cimarosa (cugino di Matteo Messina Denaro, poi diventato un affidabile collaboratore di giustizia e deceduto qualche settimana fa dopo una lunga malattia), in base al rapporto economico che lo legava a tale Aurelio Amaro che, come hanno accertato gli investigatori, era stato assunto nella Ediltupina di Giovanni Ligambi dal 2 febbraio al 3 ottobre del 2013, percependo una disoccupazione di 10.512 euro.

Una garanzia che i Cacioppo intuiscono: “Non è che gli sembra che questo… perché gli fa prendere la disoccupazione ad Aurelio Amaro che è con Lorenzo Cimarosa, si dovesse sentire protetto… lo hai capito?”

I Cacioppo pretendevano 30.000 euro: 20.000 euro per il danno causato dalla sospensione delle attività della pizzeria in attesa della conclusione dell’accordo e 10.000 euro per i prestiti che gli stessi avevano effettuato nel corso dell’estate.

Ne avevano parlato con Francesco Guttadauro e Girolamo (Luca) Bellomo, due nipoti di Matteo Messina Denaro anch’essi poi arrestati e condannati nell’operazione Eden 2, decisi a punire lo sgarro col sangue.

E casualmente, ne avevano parlato anche con un nipote dello stesso Ligambi, Salvatore Francesco Masella Ippolito, che Lorenzo Cimarosa ha indicato in un interrogatorio del 2014 come il figlioccio di Patrizia Messina Denaro (sorella del latitante, condannata in appello a 14 anni e 6 mesi nel processo Eden).

Leonardo, uno dei due fratelli, è molto diretto: “Gli dici che se entro dieci minuti non viene, vengono loro! E ti trovano!”. “Se vieni con lui, gli dici che si salva mezzo culo! Se vieni con lui!”

Il nipote, terrorizzato, aveva chiesto: “E se vengo solo?”.

“Se vieni solo, poi lo vado a cercare io!” aveva risposto il Cacioppo, che era stato molto chiaro anche nei confronti di Cimarosa: “Ha preso per il culo a me… Ha preso per il culo a mia madre… ha perso per il culo a mio fratello… Hai capito?”

Soltanto, appunto, l’interessamento di Lorenzo Cimarosa evita il peggio.

Infatti, nell’ottobre del 2013, Cimarosa e Rosario Cacioppo, dopo una conversazione col Ligambi vicino la sua abitazione, giungono ad un accordo.

Ma dopo che il cugino di Matteo Messina Denaro va via, i due fratelli commentano l’accaduto con Vito Tummarello (anche lui verrà arrestato nella stessa operazione) e Paolo Masella Ippolito che, come dicevamo, non ha avuto alcun ruolo nell’operazione Eden 2 ed è il cugino di Paolo Ettore Masella Ippolito implicato nella truffa aggravata per il finanziamento pubblico dell’albergo a Marinella di Selinunte.

Visibilmente intimorito dalla situazione di cui era venuto a conoscenza in quanto cognato del Ligambi, scambia qualche parola con i tre e, prima di salutarsi, arriva addirittura a scusarsi per lui:

Paolo: E sempre grazie di tutto… ve lo posso dire grazie di tutto?

Cacioppo Leonardo: La vita, stai attento, è allungata. Non è che praticamente è perdonato…

Paolo: Ti dico, ti dico, io vi posso dire grazie di tutto?

Cacioppo Leonardo: Non l’ho perdonato io!

Paolo: Grazie di tutto, ti dico io posso dire grazie di tutto!

Cacioppo Rosario: Comunque questo ci meritavamo, Paolù?

Paolo: Lo so… lo so… lo so… Ti dico…

Cacioppo Leonardo: Noi…

Paolo: Lo so… lo so… perché mi metterei… su su…

Cacioppo Leonardo: Solo un pazzo può fare una cosa di questa!

Paolo: Bravo! E ha fatto la minchiata! E ha fatto la minchiata! E si assume la responsabilità!

Cacioppo Rosario: Non è che ti sembra che lo salva quello (Cimarosa Lorenzo, ndr), lo salva quello… Non lo può salvare nessuno!

Paolo: Ha fatto la minchiata e … e… basta! Ha fatto la minchiata grossa… grossa grossa! Perché con gli amici queste cose non si fanno assolutissimamente per nessun motivo al mondo! Come ho detto poco fa… un cristiano il discorso… si faceva dice fa un pacco di mille lire a Santa Ninfa… allora il discorso cambia! Ma con gli amici…

Tummarello Vito: Lo fa un pezzo grosso…

Paolo: No, con gli amici no, no… Con gli amici non si deve fare… assolutissimamente!

Tummarello Vito: Uno che si prende i soldi sul marciapiedi

Paolo: Bravo, ragione hai!

Cacioppo Rosario: Noi per te siamo sempre a disposizione! Ma lui… carne da macello!

Paolo: Ha sbagliato! Ha sbagliato grosso… ha sbagliato! Ha sbagliato grosso e vi chiedo pure io scusa…

Cacioppo Rosario: E fra dieci giorni se non porta… eh eh … la corda ci… ci diamo!

Paolo: E vi chiedo pure io scusa…

Cacioppo Rosario: Tu non ti devi scusare di nulla Paolù!

Cacioppo Leonardo: Non c’entri niente tu Paolù… che devi fare?

Cacioppo Rosario: Ciao Paolù…

Paolo: Ciao ragazzi…

Cacioppo Leonardo: Salutiamo!

In quel periodo (2013) Giovanni Ligambi non era più titolare della Costruire Srl, che secondo gli inquirenti nel 2008/2009 avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti, contabilizzate dalla cooperativa Oasi nei progetti per i finanziamenti. L’impresa era infatti fallita nel novembre del 2011 ed il Ligambi, nel settembre del 2009, aveva aperto l’Ediltupina.

Ed è proprio nell’Ediltupina che risultano assunti, tra gli altri, gli stessi Cacioppo.

Un’impresa che, nel 2014 arriverà a contare addirittura 141 dipendenti, in base ai relativi dati Inps riportati dagli inquirenti. Un numero altissimo, probabilmente collegato con la possibilità di percepire l’indennità di disoccupazione.

FONTE: Tp24.it

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