Il Palatenda “si apre” ai vandali. Il sindaco: “E’ stato un mulinello”

2 marzo 2017 di Egidio Morici

Palatenda (1)

 

Investiamo nel vostro futuro”. Così c’è scritto nel cartello del Palatenda. Ma la tensostruttura di via SS. Trinità, vicino la strada provinciale 25, ha uno squarcio enorme di cui nessuno si cura da tempo.

Si tratta del campo polivalente chiamato “Unità d’Italia”, inaugurato in pompa magna dal Comune nel settembre 2016, insieme al bando per l’affidamento della gestione ad associazioni sportive, ed in totale abbandono dopo quasi sei mesi.

Ad essere più precisi, l’inaugurazione sarebbe dovuta avvenire quasi due anni prima, visto che già nel dicembre del 2014 il sindaco Felice Errante aveva dichiarato che “a breve” sarebbe stato inaugurato questo importante presidio di legalità, il cui progetto è addirittura del 2011. Ma, tra lungaggini, varianti, autorizzazioni e malintesi sui finanziamenti, i tempi si sono allungati fino ad arrivare all’abbandono di oggi.

 

 

E’ costato quasi 500 mila euro di fondi europei ed è uno di quegli impianti sportivi realizzato con i finanziamenti del Pon Sicurezza. Ce ne sono tanti al sud, tra la Calabria, la Campania, la Puglia e la Sicilia con l’obiettivo – così si legge nel progetto comunitario – di trasmettere ai giovani i valori della solidarietà, giustizia e legalità attraverso lo sport. L’iniziativa, che si chiama “Io gioco legale”, evidentemente in questo caso non è arrivata in tempo.

La struttura sorge in un terreno confiscato alla mafia, non lontano dal quartiere dove è nato e cresciuto Matteo Messina Denaro. Quel terreno era di Benedetto Valenza, il re del calcestruzzo della provincia di Palermo, più volte arrestato, processato, assolto, a volte anche condannato.

Negli anni ’70, suo padre Salvatore e suo zio Erasmo furono ritenuti corresponsabili di vari delitti verificatisi nel paese di Borgetto. Anche se pochi giorni dopo il loro arrestato, furono rilasciati grazie a Salvo Lima, fino a quando nel 1983 furono fatti sparire dalla lupara bianca dei Brusca.

 

 

Ma, prima che qualcuno potesse cominciare a “giocare legale”, qualcuno ha giocato illegale, tagliando appunto il telone della parte di dietro lungo tutta la sua larghezza che, staccandosi, ha provocato anche un deficit di tensione della struttura, accumulando acqua piovana in alcune parti del tetto. Già che c’erano, hanno forzato anche la porta di ferro degli spogliatoi con un piede di porco, o qualcosa del genere.

Il Palatenda in realtà non è nuovo ad episodi di vandalismo. Nel marzo del 2016, qualcuno aveva provato ad entrare colpendo con un attrezzo una delle porte d’ingresso. Poi aveva “risolto” nel modo più semplice, tagliando il telone ed entrando dallo squarcio.
Nessuna partita di calcetto. Nessun ragazzo del quartiere di Matteo Messina Denaro che gli abbia mai messo piede. Eppure il campo sportivo doveva essere inaugurato per loro.
Il comune di Castelvetrano, dopo la confisca, lo aveva ricevuto nel maggio del 2008, “per finalità di promozione della cultura e dello sport”.

Di cultura e di sport non si è visto granché. In quanto alla promozione, dopo 8 anni, sembra essersi trasformata in una delle peggiori bocciature.

Senza contare che per le riparazioni, e non è roba da poco, l’Europa non scucirà un centesimo.

 

Egidio Morici per Tp24.it

 

Riportiamo la replica del sindaco di Castelvetrano Felice Errante in merito all’articolo “Castelvetrano, il Palatenda nel terreno confiscato alla mafia ‘si apre’ ai vandali”, sottolineando però che non è la prima volta che la tensostruttura diventa oggetto dell’attenzione dei vandali. Ancor prima della ritardata inaugurazione, aveva infatti subìto un altro squarcio nella sua parte laterale.

Squarcio palatenda marzo 2016 (1) Porta spogliatoio (1)

Inoltre, ad oggi sono ancora visibili gli inequivocabili danni alla porta di ferro degli spogliatoi, verosimilmente causati da un piede di porco. Effetti che non sono stati prodotti certo dalle intemperie. Nel danno più recente, è difficile escludere che le intemperie possano aver contribuito a peggiorare preesistenti danni di tipo vandalico.

Rimane però il fatto che il progetto per questa struttura da 500 mila euro è del 2011. E nel 2017 il Palatenda è ancora una cattedrale nel deserto.

***

Gentile Direttore, 

le scrivo per una precisazione in merito all’articolo da voi pubblicato sugli episodi di vandalismo in danno del Palatenda denominato Unità d’Italia, scritto dal vostro collaboratore Egidio Morici.

Non si è verificato alcun episodio di vandalismo, bensì di un grave fenomeno atmosferico che ha provocato la formazione di un mulinello nei pressi della struttura che ne è risultata danneggiata con una lacerazione su una parte della copertura perimetrale. Dai sopralluoghi effettuati dai tecnici comunali non si sono riscontrati episodi di vandalismo, e quindi quanto scritto dal Morici risulta essere non rispondente al vero.Lo stesso Morici avrebbe potuto verificare la notizia prima di fornire un’informazione non corretta, mettendosi in contatto con gli uffici preposti. Comprendo che forse non sarebbe venuto fuori un articolo, ma la veridicità dei fatti non sarebbe stata falsata.

Stiamo già predisponendo un provvedimento di spesa per procedere alla sistemazione del danno.  Per quel che riguarda l’affidamento della struttura, a breve ripubblicheremo un bando con l’auspicio che qualche società sportiva cittadina possa mostrare interesse alla gestione.

Felice Errante
Sindaco di Castelvetrano

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