Occhio al “re della truffa”, Vincenzo Rosato a Gibellina

2 marzo 2017 di Egidio Morici

Vincenzo Rosato

 

La provincia di Trapani continua ad attirare personaggi di cui si occupano le cronache nazionali. Dopo il caso di Giorgio Comerio, l’uomo al centro di diversi misteri sul traffico dei rifiuti nel Mediterraneo, è la volta di un altro personaggio. Si troverebbe infatti a Gibellina, l’uomo che i giornali toscani chiamano “il re della truffa”: Vincenzo Rosato.

Dapprima, dalle zone di Poggio a Caiano e Carmignano, più volte denunciato e condannato, Vincenzo Rosato si era spostato insieme alla seconda moglie Francesca Drago nel livornese, prendendo la residenza a Piombino. D’altra parte, nella zona del Montalbano, ormai in tanti erano venuti a conoscenza delle truffe messe in atto da questi curiosi personaggi con una singolare fantasia e una passione sviscerata per il raggiro. 

Avevano quindi cambiato “piazza” quando, nell’agosto scorso, Rosato era stato arrestato a Lamezia Terme (sua città d’origine, dove la coppia soggiornava temporanemante), ad opera della Procura di Prato, con una condanna a tre anni diventata definitiva, proprio a causa di una serie di truffe. Già da giugno però, alla moglie Francesca Drago il questore di Prato aveva vietato di fare ritorno a Carmignano per tre anni.

 

Troppo conosciuti in Toscana, i due avrebbero deciso quindi di trasferirsi per un po’ a Gibellina, nel trapanese, cittadina d’origine della moglie, compagna in Toscana di mille avventure. Era infatti con la sua complicità che  Rosato aveva truffato un sacco di gente, per anni. 

Spregiudicato e trasformista, era riuscito ad ingannare tutti: giovani, anziani, commercianti, insegnanti, medici. Gli oggetti della truffa andavano dal cellulare alla tv, fino alle automobili.

Il sistema era quasi sempre lo stesso: nei negozi specializzati fotografava gli oggetti da mostrare alle vittime, raccontando loro di lavorare presso l’ufficio aste del tribunale. Qualcosa di simile avrebbe usato anche per fingere vendite di furgoni ed altro.
Per le cifre più elevate, arrivava poi il momento di bloccare la prenotazione dei beni con un acconto, ed il gioco era fatto.
Senza scrupoli, come raccontano i giornali locali toscani, aveva pure promesso un lavoro inesistente ad un disabile, spillandogli anche qualche centinaio di euro.

 

Recentemente, visto il suo soggiorno a Gibellina, pare abbia ricominciato nella provincia di Trapani, avendo proposto ad alcuni veterinari l’acquisto di un’ambulanza attrezzata per il soccorso di animali, assicurando di possedere uno stock di 10 ambulanze, di cui una veterinaria con tutte le autorizzazioni.

Insomma, la fantasia non gli manca. E la provincia di Trapani è ancora tutta da conquistare.

 

FONTE: Tp24.it

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