Migranti a Campobello. Erbe Bianche, Fontane d’oro ed il vecchio cementificio

30 settembre 2018 di Egidio Morici

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Costa 2 euro al giorno e bisogna essere in regola col permesso di soggiorno.
 
Si tratta del campo di “sosta temporanea”, nelle tende collettive della Croce Rossa Italiana, attive da pochi giorni presso il parcheggio dell’ex oleificio “Fontane d’oro” confiscato alla mafia, dove alloggiano al momento una settantina di migranti stagionali pronti per la raccolta delle olive.
 
La sosta è temporanea, perché la Prefettura ha disposto che l’accoglienza dovrà essere garantita dai datori di lavoro.
 
Nel marzo scorso, quando il periodo di raccolta era terminato da tempo, l’accampamento di contrada Erbe Bianche fu smantellato. I lavoratori stanziali che rimanevano di solito all’interno del campo (una cinquantina), si allontanarono spontaneamente il giorno prima che arrivassero le ruspe. Il comune di Campobello di Mazara, per evitare lo sgombero coatto, aveva messo su (sempre nell’ex oleificio) due grandi tendoni per una capienza complessiva di circa 50 posti letto, che però rimasero vuoti.
 
In quell’occasione infatti, una ventina di persone trovarono sistemazione all’interno di un vecchio cementificio abbandonato (Calcestruzzi Selinunte), a circa 800 metri in linea d’aria da “Fontane d’oro”, anche se ricadente nel territorio della vicina Castelvetrano. Qualche giorno fa, il loro numero era aumentato a causa degli arrivi di nuovi migranti per la prossima raccolta e l’ex cementificio fu sgomberato dalle forze dell’ordine di Castelvetrano, per poi essere rioccupato poche ore dopo, da una ventina di persone.
 
Realizzare un accampamento di nuovo ad Erbe Bianche sarà difficile. Oltre alle montagne di materiale rimaste ammassate dopo l’intervento delle ruspe, l’intera area è stata resa inospitale attraverso una sorta di sbancamento del terreno che di fatto ha eliminato qualsiasi piattaforma in grado di accogliere un riparo.
 
E dato che per entrare nel campo di “Fontane d’oro” occorre essere in regola col permesso di soggiorno e non tutti lo sono, man mano che la raccolta delle olive si intensifica, non si può escludere un aumento di occupanti nell’ex cementificio, o comunque in altre zone limitrofe.
 
Inoltre, dal momento che non sempre i datori di lavoro hanno la possibilità di fornire l’alloggio, le cose potrebbero complicarsi. Qualcuno degli imprenditori ha proposto di pagare lui le due euro giornaliere per i suoi braccianti, ma è un compromesso che dovrebbe essere sottoposto al vaglio della prefettura.
 
Intanto la Croce Rossa Italiana gestisce il campo, occupandosi anche della registrazione degli ospiti. Il comune di Campobello, invece, garantisce la manutenzione dei servizi igienici, la pulizia, l’energia elettrica ed il servizio di pattugliamento attraverso la polizia municipale di Castelvetrano.
 
A quest’ultima andrebbero le due euro giornaliere per ospite; un rimborso parziale per carburante, mantenimento dei mezzi, ecc.
 
“Noi stiamo cercando di aiutare anche coloro che non entrano al campo – ha affermato Giuseppe Cardinale, presidente della Croce Rossa Italiana di Castelvetrano – con coperte, sacchi a pelo ed altro che la sede nazionale ci ha fornito. Per noi non esiste differenza tra il regolare e l’irregolare, sono tutti esseri umani. Quindi, anche se non li possiamo fare entrare al campo, dal momento che sono necessari i relativi requisiti ed i carabinieri vengono a ritirare i registri di ingresso due volte al giorno, noi cerchiamo di aiutarli anche con tutto ciò che in passato abbiamo raccolto nei supermercati”.
 
Nello Sprar accanto c’è anche un ufficio provinciale del lavoro che funge da cerniera tra i migranti ed i datori di lavoro. “Alcuni passano da quell’ufficio direttamente all’alloggio messo a disposizione del datore di lavoro – aggiunge Giuseppe Cardinale – senza fermarsi al campo nemmeno un giorno”.
 
Alla fine, le presenze all’interno del campo di “Fontane d’Oro” potrebbero dare conto della natura della manodopera migrante a Campobello di Mazara e nei comuni vicini.
 
Come negli anni scorsi, il numero di migranti potrebbe superare il migliaio. Si formerà un altro accampamento come quello di Erbe Bianche? Quanti lavoratori avranno il permesso di soggiorno? E quanti datori di lavoro stipuleranno regolari contratti?
 
Nelle prossime settimane potremmo avere forse le prime risposte.
 

Egidio Morici per TP24.it

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