Castelvetrano, quando i cacciatori sparano vicino alle case

20 novembre 2018 di Egidio Morici

Dottor Roma
“Ero nel giardino di casa mia, quando ho sentito dei colpi di fucile vicinissimi e i pallini mi sono caduti addosso”.

E’ successo qualche giorno fa al dottor Giuseppe Roma, veterinario di Castelvetrano che abita in una zona di campagna, in contrada Canalotto Favata.
Dopo essere rientrato a casa, ha chiamato la polizia che ha identificato i cacciatori, senza però poter prendere alcun provvedimento, visto che prima del loro arrivo, i cacciatori si erano allontanati dalle abitazioni. L’indomani mattina, proprio sotto il proprio muretto di recinzione, il dottor Roma ha trovato un tordo morto, ucciso da una pallottola di fucile conficcata in un’ala, come è risultato da una radiografia che lo stesso veterinario ha eseguito.
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Non è però la prima volta che i cacciatori sparano vicino a quel gruppo di abitazioni. Il dottor Roma ci ha parlato anche di un episodio analogo, accaduto l’anno scorso: “E’ successa la stessa cosa, mentre stavo raccogliendo dei fichi nel mio giardino, insieme a mia figlia di sette anni – racconta – Ma davvero non ci si può rilassare a casa propria? Eppure esistono delle leggi, che bisognerebbe fare rispettare”.

Ed il codice penale, in questo ambito, è molto chiaro: c’è l’articolo 659 che punisce chi “con rumori molesti disturba le occupazioni o il riposo delle persone”; il 703, che invece punisce chi “in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa, spara con armi da fuoco”.

E le forze dell’ordine hanno il dovere di intervenire. L’articolo 361, infatti, punisce il pubblico ufficiale, come il carabiniere, la guardia provinciale, il forestale, il finanziere, la guardia venatoria, il vigile urbano, che omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni. Ed i reati sulla caccia, denunciati dai cittadini, rientrano nell’elenco ed hanno la loro valenza sulla tutela dell’incolumità delle persone (cacciatori compresi).
Nei pressi dell’abitazione del veterinario, c’è il bosco di Birribaida: una realtà naturalistica che è stata spesso meta di escursioni organizzate da Legambiente. E se, nelle giornate di bel tempo, si vuol fare una passeggiata per i suoi affascinanti sentieri, non bisogna mai dimenticare cappellini colorati e fischietti, in modo da segnalare la propria presenza ed evitare brutti incidenti.
Ma non sarebbero pochi i centri abitati nelle campagne, diventati invivibili a causa della caccia che rischia di trasformarsi in un far west senza regole. Ecco perché è bene sapere che la caccia non può essere praticata in qualsiasi periodo dell’anno. Anche lì ci sono delle regole precise: la stagione venatoria inizia la terza domenica di settembre e chiude il 31 gennaio.
Egidio Morici per TP24.it

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