Ecco, in esclusiva, la Relazione Dagnino sul Comune di Castelvetrano dal 2007 al 2011

4 gennaio 2019 di Egidio Morici

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Pubblichiamo per intero la cosiddetta “Relazione Dagnino” sugli accertamenti ispettivi della Ragioneria Generale dello Stato nei confronti del comune di Castelvetrano. Si tratta di un’impietosa fotografia dei meccanismi di funzionamento dell’amministrazione comunale, fatta dal ministero dell’Economia e delle Finanze, esaminando il periodo dal 2007 al 2011, precedenti quindi alla sindacatura dell’avvocato Felice Errante.
 

La Relazione Dagnino sarebbe stata consegnata al comune alla fine del 2012, ma sarebbe rimasta nascosta nei cassetti per anni, senza mai vedere la luce nel sito istituzionale dell’ente. Nel 2015, l’allora consigliere d’opposizione Ninni Vaccara, fece un’interrogazione chiedendo all’amministrazione Errante spiegazioni su diversi nodi evidenziati dai risultati ispettivi: dalla mancata riscossione delle entrate straordinarie, alle irregolarità nei proventi da locazione ed in quelli connessi all’utilizzo o all’affidamento in concessione gratuita di beni comunali, con relative esenzioni dal pagamento di tariffe. Fino all’elevato numero di giudizi promossi contro l’ente.
 

Errante, dopo che all’interrogazione di Vaccara, si erano uniti anche altri consiglieri (Luciano Perricone, Pasquale Calamia, Monica Di Bella, Tommaso Bertolino, Giampiero Lo Piano, Maurizio Piazza, Gaetano Accardo, Franscesco Bonsignore, Giuseppe Curiale e Franco Martino), liquidò la cosa definendo le richieste “un attacco strumentale” e passando la questione all’ufficio legale del comune. L’avvocato Francesco Vasile la definì come “la solita tempesta in un bicchier d’acqua”, precisando che molte osservazioni del ministero e della Corte dei Conti erano già state chiarite e che per le altre erano state inviate le controdeduzioni. “Tutto questo – aveva aggiunto – fa parte del normalissimo rapporto amministrativo tra comuni ed organi di controllo e verifica”.
 

In questo caso però non si può certo dire che il rapporto con la cittadinanza sia stato altrettanto normale. L’opinione pubblica è infatti rimasta all’oscuro sia dei rilievi (tanti) contenuti nella relazione, che delle controdeduzioni del comune. Nel 2016 ne avevamo parlato su Tp24, mettendo l’accento su varie anomalie: il numero eccessivo del personale in servizio; l’incarico dell’addetto stampa del sindaco non iscritto all’albo dei giornalisti; le eccessive stabilizzazioni dei contrattisti; le illegittimità delle progressioni verticali; le irregolarità delle collaborazioni esterne; l’erogazione degli incentivi al personale della polizia municipale, avvenuta in modo automatico, senza alcuna valutazione dei risultati raggiunti e senza indicatori di misurazione della produttività.
 
Fino al trattamento accessorio del Segretario comunale, con un incremento illegittimo nella sua retribuzione di posizione e la possibilità del recupero delle relative somme erogate a partire dal 2008.
 

Speriamo che la pubblicazione dell’intera relazione, al di là della curiosità sui nomi e cognomi, possa essere utile a comprendere quelle distorsioni che sembrano avere vita propria, a prescindere dai sindaci. Siamo convinti che conoscerle possa servire non solo all’opinione pubblica, ma anche a coloro che a breve avranno il difficile compito di amministrare la città.
 

CLICCA QUI per scaricare la Relazione Dagnino
 

Egidio Morici per TP24.it

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