Castelvetrano. La commissione straordinaria e la campagna elettorale di Perricone

13 febbraio 2019 di Egidio Morici

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Continua quella che somiglia ad una sorta di opposizione alla commissione straordinaria, da parte del “Movimento Liberi e Indipendenti” che fa capo a Luciano Perricone. Il candidato sindaco, che nel 2017 era sostenuto da Felice Errante e Giovanni Lo Sciuto, non ha mai smesso la sua campagna elettorale per la corsa a primo cittadino. Ed anche senza un potere politico di maggioranza, la sua attenzione è sempre stata rivolta alla terna commissariale, che invece rappresenta un potere di tipo tecnico-istituzionale.
 

Spesso i suoi comunicati stampa vengono veicolati acriticamente da giornali o siti di informazione locali, che finiscono per trasformare tutto in notizia, con dignità da prima pagina. Forse è per questo che la commissione straordinaria ha pensato addirittura di diffondere una propria nota per fare chiarezza sull’accusa di aver perso un finanziamento riguardante l’assistenza agli anziani e sull’annullamento di un bando relativo alla manutenzione della rete stradale.
 

Nella prima “notizia” veniva lamentata la perdita di un finanziamento da 800 mila euro, che però si riferiva ad un intero distretto socio-sanitario composto da più comuni (a Castelvetrano sarebbero state assegnate meno di 70 mila euro).
 
Dalla nota della commissione straordinaria emerge che il comune di Castelvetrano, “in perfetta sintonia con quanto deliberato dal Comitato dei Sindaci”, aveva inviato all’assessorato regionale competente la progettazione e l’istanza di finanziamento nel settembre del 2017, assolutamente nei termini.
 
Poi ci fu una proroga che comportò un supplemento istruttorio e si registrarono dei ritardi sia alla Regione (in ambito assessoriale) che presso gli uffici tecnici del comune. Ritardi che fecero slittare la firma della convinzione di una quindicina di giorni, non avendo provveduto a dare avvio al servizio “come previsto dal cronoprogramma”.
 

Ecco il perché del decreto regionale di revoca del finanziamento assegnato al distretto, nonostante il progetto fosse stato approvato.
 
Lo stesso decreto ha comunque previsto, scrive la commissione, “la possibilità che le somme svincolate dalla suddetta progettazione, nonché quelle relative alle progettualità riguardanti altri 24 distretti dell’isola, costituiranno oggetto di futura programmazione nell’ambito dell’Obiettivo S.06 del Quadro strategico Nazionale – Obiettivi di servizio 2007/2013”.
 
Ma l’operato del distretto si affida ad una struttura tecnica, chiamata Gruppo Piano, che ha un ruolo fondamentale nell’avanzamento delle varie procedure. Un organismo che, come sottolinea la commissione nella nota, non ha operato con la necessaria continuità, in modo da potere sempre garantire la presenza e l’impegno delle figure professionali previste “così da poter assicurare puntualmente gli adempimenti necessari per l’attuazione delle numerose altre progettazioni in essere”.
 

La seconda “notizia” invece riguardava un progetto da 200 mila euro per i lavori di manutenzione delle reti stradali e dei semafori. Sempre secondo Perricone, la commissione straordinaria avrebbe annullato tutto, dal momento che “Castelvetrano non è più operativa nella centrale unica di committenza con gli altri comuni”.
 
Le cose però non starebbero proprio in questi termini.
 
L’annullamento, spiega la commissione, non sarebbe avvenuto a causa della mancata operatività della Centrale Unica di Committenza. Il problema era infatti stato superato in occasione di altre opere pubbliche, facendo ricorso ad altre stazioni uniche appaltanti.
 
In questo caso, invece, il dirigente pro-tempore aveva “omesso di provvedere alla prenotazione della spesa e al conseguente formale impegno delle somme previste nel progetto stesso”.
 

Dopo il “grave atto di negligenza” da parte dell’allora dirigente Andrea Di Como (prima che le figure dirigenziali venissero azzerate), la procedura di indagine di mercato fu annullata in autotutela sia dal responsabile del procedimento, sia dal responsabile della direzione organizzativa competente.
 
Anche qui però, non è andato tutto perso. E’ stato infatti redatto un nuovo progetto di quasi 50 mila euro in modo da intervenire almeno “nei casi di maggiore pregiudizio per l’incolumità pubblica”.
 

Certo, le richieste di Perricone alla commissione sono tante. Non tutte hanno ricevuto delle risposte. Ne citiamo una: l’erba del campo sportivo.
 
Una domenica, Perricone è andato allo stadio a veder giocare la Folgore e si è accorto del degrado del manto erboso.
 
Non ha resistito: “Chiedo ai commissari di verificare, a breve, se la società che ha in gestione la struttura sta facendo i necessari lavori per evitare che il fondo campo dello stadio comunale si rovini del tutto…”
 

Egidio Morici per TP24.it

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