Castelvetrano. Errante, Lo Sciuto e l’assessore “rubato” ad Erina Vivona

27 marzo 2019 di Egidio Morici

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Perché l’ex sindaco Errante nominò l’avvocato Daniela Noto nella sua ultima giunta?  Chi rappresentava la penalista 35enne?

 

Fu presentata come un tecnico scelto personalmente dal sindaco e lontana dai partiti. Dietro ci fu invece un’operazione oscena.

 

Le risposte sono infatti fuori dalla scena e si trovano nelle carte dell’operazione Artemisia, che ha visto l’arresto di Felice Errante, dell’ex deputato Giovanni Lo Sciuto e dell’ex candidato sindaco alle amministrative del prossimo 28 aprile Luciano Perricone.

 

La regia di quella nomina, in realtà non era di Errante, ma di Giovanni Lo Sciuto.

 

la Noto in quel ruolo rappresentava l’alter ego dell’avvocato massone Vincenzo Salvo (entrambi risultati indagati nello stesso procedimento, scegliendo nel primo interrogatorio di avvalersi della facoltà di non rispondere).

 

L’assessore doveva essere proprio l’avvocato Salvo, ma la sua appartenenza alla massoneria

 

emersa dal nostro articolo del 10 giugno 2016, aveva portato Lo Sciuto a rinunciare a quella nomina.

 

L’ex deputato aveva infatti “fortemente voluto” Gaspare Magro (oggi tra gli arrestati dell’operazione Artemisia) come revisore dei conti dell’Asp. Quest’ultimo, anch’egli massone, è cognato dell’avvocato Salvo. Insomma, la sponsorizzazione di Lo Sciuto nei confronti dei due cognati iscritti nella stessa loggia del Grand Orient De France (la Hypsas), non sarebbe stata prudente.

 

Ma c’è dell’altro. Lo scopo della nomina della Noto era anche quello di farla candidare come consigliere comunale a sostegno di Perricone, cosa per altro avvenuta con la lista Alternativa Popolare. Quest’operazione avrebbe indebolito la candidatura della rivale Erina Vivona, nel timore che anche altre liste l’avrebbero sostenuta.

 

Lo Sciuto sa che la mamma di Daniela Noto ed il papà dell’avvocato Erina Vivona sono cugini di primo grado ed intercettato in macchina, il 13 dicembre del 2016, ne parla con Errante:

 

LO SCIUTO: La Daniela NOTO, Daniela NOTO minchia a Erina VIVONA non la può vedere

 

ERRANTE: Sì!

 

LO SCIUTO: Neanche morta

 

ERRANTE: Sì, anche perché è nello studio con Enzo SALVO, Daniela NOTO

 

LO SCIUTO: Non la può vedere, non la digerisce, hai capito?… Non la può vedere… quindi che succede?

 

ERRANTE: E tu hai già qualche, hai già qualche idea?

 

LO SCIUTO: Un minuto, io parlai con Martino NOTO

 

ERRANTE: Eh!

 

LO SCIUTO: Mi disse: “Giovà, ascolta, mia figlia non la può vedere, se questa cosa lei se accetta, io non lo so, questa cosa deve passare come se é una cosa fra Felice VIVONA e lei, noi non ci dobbiamo, io, noi non ci dobbiamo entrare niente, loro si conoscono, sono avvocati e lui, la chiamerà lui…però io non ci devo entrare niente”

 

ERRANTE: E lui “c’allintà l’aricchia” alla figlia o no?

 

LOSCIUTO: Lui ci ha parlato con sua figlia

 

ERRANTE: Eh!

 

LO SCIUTO: E sua figlia gli ha detto: “va bene!…io lo sfregio ad Erina VIVONA glielo faccio, a costo che litighiamo, perché non la posso vedere”

 

Errante però vorrebbe delle garanzie dalla Noto: “Lei poi si candida però?”

 

LO SCIUTO: Ma il problema, il problema che si candida o non si candida me ne sto fottendo, noi qua ci mettiamo una tragedia ad Erina VIVONA ferma, minchia ma ferma, ma di quella giusta, anche perché lei (la Noto, ndr) l’altra volta ha preso centocinquanta (150) voti

 

ERRANTE: Sì!

 

LO SCIUTO: Ora ne prende…ora, ora é molto più forte perché iii…i GERACI, l’altra volta per lei non gli hanno votato, perché i GERACI avevano preso pure un altro impegno, hai capito?…quindi lei si tira a tutti, ma pure come, come avvocato é cresciuta é da Santo SACCO che fa…lo sai tu, ha il patronato là e ci va

 

ERRANTE: Sì!

 

LO SCIUTO: Quindi é una che ormai minchia, incontra un sacco di persone, é una che é cresciuta, quindi questa qua ci può…per una campagna a Sindaco, ci smuove un sacco di voti, ce la troviamo anche dopo, poi si candida o non si candida poi si vedrà ma a me non mi interessa, a me interessa che facciamo un danno ad Erina VIVONA

 

ERRANTE: Certo, Ho capito!

 

LO SCIUTO: Ad Erina VIVONA, noi dobbiamo colpire la nostra avversaria, perché la candidata é Erina VIVONA

 

ERRANTE: Tu pensi che si chiude su di lei?

 

LO SCIUTO: Lei é candidata, poi se si chiude o non si chiude non lo so, io sto cercando…

 

ERRANTE: E se lei é candidata sola, Giovà, non ce ne fotte niente

 

LO SCIUTO: Ascolta, io, io sto…

 

ERRANTE: Il problema è il PD cosa farà

 

LO SCIUTO: Io sto cercando, Felì io sto cercando di convincere il PD (partito democratico) ma metto pure nell’ipotesi che il PD non lo convinco ed é con lei

 

ERRANTE: Certo!

 

LO SCIUTO: Quindi diventa una candidata temibile

 

ERRANTE: Certo!

 

LO SCIUTO: Perché se c’é PD, partito socialista, e lei che farà un’altra lista e POMPEO (Gianni) che ci voterà pure, anche se sono convinto

 

ERRANTE: Diventano temibili

 

LO SCIUTO: Anche se sono convinto che POMPEO se non é candidato lui non farà un cazzo, o se lo farà, lo farà in maniera molto leggera perché non ha la chance di fare la lista, però minchia fanno tre liste, quattro liste e possono prendere cinque, seimila (5/6000) voti

 

ERRANTE: Nooo, diventano temibili, Giovà

 

LO SCIUTO: eh, mi…si, ed io perché ti dico che noi dobbiamo fare questa operazione

 

ERRANTE: Diventano assolutamente temibili

 

LO SCIUTO: Cioè noi dobbiamo fare l’operazione per indebolire l’avversario ormai

 

ERRANTE: Certo!

 

Anche se entrambi sono consapevoli che sarebbe stato meglio nominare l’avvocato Salvo.

 

LO SCIUTO: Noi, noi dobbiamo smontare a Erina VIVONA, minchia noi con Enzo SALVO abbiamo perso una…dico capisco tutto e infatti poi non ti ho detto più niente, però con Enzo SALVO abbiamo perso una grande opportunità, hai capito?

 

ERRANTE: Eh!

 

Alla fine, Errante chiama Daniela Noto per incontrarsi a prendere un caffè e parlare. E i due, dalla telefonata, si rendono conto che già il padre (col quale Lo Sciuto aveva già parlato) le aveva anticipato tutto.

 

LO SCIUTO: … Lo vedi? Quella è già preparata

 

ERRANTE: Pronta è

 

LO SCIUTO: Ma te l’ho detto

 

ERRANTE: E’ come le femmine, quelle… (sorride)

 

LO SCIUTO: Ma te l’ho detto, te l’ho detto io, scusa ma se io, minchia ma se io mi sono…

 

ERRANTE: Qualche cosa gliel’ha detto suo padre

 

LO SCIUTO: ma lei con suo padre andava, ma io posso parlare, scusa se non parlo con suo padre eee…é giusto? prima minchia devo parlare con suo padre, suo padre ci parla e lei ha detto: “questo sfregio glielo faccio, perché non la posso vedere” e giustamente minchia, se ci riesce questa cosa é una cosa importante, perché diamo una mazzata al candidato, alla candidata che é quella che ci troveremo contro, anche perché c’é quel minchia di BAVETTA (Giovanni) che lavora per lei, hai capito?

 

ERRANTE: Sì, lo so!

 

A prescindere dalle rilevanze penali, quello che emerge è uno spaccato inquietante dove l’oscenità del potere sembra essere lontana anni luce dal bene comune e dalla legalità con cui ci si è sempre riempiti la bocca.

 

Egidio Morici

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