Castelvetrano. Sarà una politica di lacrime e sangue, ma i responsabili del dissesto…

21 marzo 2019 di Egidio Morici

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Il prossimo sindaco non sarà solo. Al suo fianco ci saranno i commissari dell’OSL, l’Organismo Straordinario di Liquidazione.
 
Si tratta di un organismo previsto in caso di dissesto finanziario, che affiancherà il primo cittadino per tutta la durata della consiliatura.
 
L’attuale commissione straordinaria non ci sarà più, ma l’OSL avrà competenza in materia di finanza locale e gestirà la massa passiva del debito che il comune ha nei confronti dei creditori.
 
Sì, perché il fatto che la nuova amministrazione, finanziariamente, ricomincerà da zero, non cancella certo la voragine del disavanzo da 27 milioni di euro che si è creata (in massima parte) con l’eliminazione dei cosiddetti residui.
 
D’altra parte era prevedibile che prima o poi, l’atavica abitudine del comune di mettere a bilancio anche quei crediti sostanzialmente inesigibili, non sarebbe potuta durare in eterno.
 
I debiti, dunque, andranno riferiti agli esercizi finanziari che hanno preceduto l’ultimo conto consuntivo, che è quello approvato dalla commissione straordinaria nel 2017.
 
Certo, l’OSL non sarà il nemico del sindaco e non potrà fare le scelte amministrative al posto suo, anche se un controllo indiretto dovrà pur esserci, perché nell’arco di cinque anni, il dissesto finanziario dovrà essere chiuso per legge.
 
E dato che non è stato possibile spalmare il debito per i prossimi vent’anni, vorrà dire che la pressione economica sui cittadini sarà più grande, ma anche più mirata.
 
Abbiamo fatto qualche domanda sul dissesto all’attuale commissario Salvatore Caccamo.
 
In che modo L’OSL dovrà muoversi per il risanamento?
 
Potrà farlo soltanto attraverso le entrate del comune, eventualmente intervenendo laddove la tendenza dell’amministrazione politica potrebbe essere quella di replicare le logiche di gestione del passato che hanno portato al dissesto. Agirà quindi da stimolo, controllando sia le spese che possono essere previste, sia (soprattutto) le entrate del comune.
 
Sarà una limitazione, come alcuni temono?
 
Tutt’altro. Non potrà che essere un’integrazione. Occorre tenere presente che la priorità è quella del ripianamento. Il vantaggio potenziale della collettività è dato anche da una corretta chiusura del dissesto finanziario.
 
I cittadini però aspettano di sapere chi sono i responsabili di questo dissesto.
 
Certamente. La Corte dei Conti individuerà i responsabili, con nomi e cognomi, sia nell’apparato politico che in quello burocratico. Le conseguenze non riguarderanno soltanto l’incandidabilità per 10 anni. Sono previste anche sanzioni di carattere economico ed, eventualmente, procedimenti di tipo penale. Questo, ovviamente, con i tempi necessari.
 
* * *
 
Sarà molto difficile che possano verificarsi di nuovo le condizioni per una distribuzione di contributi a pioggia, senza una vera logica e senza controlli, come scriveva il dottor Francesco Messineo (nominato dopo le dimissioni dei consiglieri comunali nel 2017).
 
E nelle note spesa dei provvedimenti dirigenziali, le verifiche annunciate sulle situazioni reali non potranno più rimanere lettera morta.
 
Così come si dovrà fare sul serio sulle riscossioni coatte.
 
Chiunque sarà il sindaco, il prossimo futuro sarà fatto di lacrime e sangue.
 
Egidio Morici per TP24.it

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