Gli arresti eccellenti di Castelvetrano. Infiltrazione nella massoneria deviata

22 marzo 2019 di Egidio Morici

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Giovanni Lo Sciuto in carcere. Felice Errante e Luciano Perricone agli arresti domiciliari.
 
Finisce così la corsa nel segno della “continuità” per le prossime elezioni amministrative di Castelvetrano del 28 aprile.
 
I carabinieri, coordinati dalla procura di Trapani, indagavano già dal 2015 su quella che hanno definito un’associazione a delinquere, con a capo Giovanni Lo Sciuto, ex deputato all’Ars ed ex componente della commissione antimafia regionale. Gruppo in cui collaborava il massone Giuseppe Berlino (oggi destinatario della stessa ordinanza di custodia cautelare in carcere), ex consigliere comunale nominato anche, attraverso scelte condizionate, nella segreteria dell’assessorato regionale.
 
Dell’associazione, scrivono gli inquirenti, oltre all’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante, faceva parte l’ex vicesindaco Enzo Chiofalo ed il commercialista massone Gaspare Magro (arrestati entrambi).
 
Era una sorta di super loggia segreta infiltrata nella massoneria ufficiale, dentro una loggia regolare. Un gruppo occulto che prendeva decisioni fuori dalle direttive della loggia palese, al cui maestro venerabile non viene infatti addebitata alcuna responsabilità.
 
L’amministrazione locale ne era profondamente condizionata, al punto che “il Lo Sciuto e i suoi sodali, dopo aver ‘governato’ tramite il sindaco Errante ed il vicesindaco Chiofalo – si legge nella nota della Procura – raggiungevano un accordo con l’ex rivale politico Luciano Perricone, raggiunto da misura cautelare degli arresti domiciliari, finalizzato alla elezione del predetto alla carica di sindaco in occasione delle elezioni del 2017”.
 
L’appoggio delle logge massoniche veniva sfruttato a fini elettorali. E Lo Sciuto – Scrivono gli investigatori – ricambiava con “il sostegno alle richieste di nomina, segnalazioni e raccomandazioni provenienti da affiliati alla massoneria, come avvenuto nella scelta fatta dall’ex sindaco Errante di nominare, su indicazione del Lo Sciuto, 4 nuovi assessori iscritti a logge massoniche”.
 
L’associazione avrebbe avuto le sue ramificazioni nei settori nevralgici della politica, della pubblica amministrazione e della sanità e, secondo l’indagine, ci sarebbero anche diversi episodi di violazione del segreto istruttorio e favoreggiamento nei confronti di Lo Sciuto anche da parte di appartenenti alle forze dell’ordine (agli arresti sono finiti anche tre poliziotti: Salvatore Passanante, Salvatore Virgilio e Salvatore Giacobbe), oltre che di esponenti politici come Francesco Cascio (altro ex deputato regionale tratto in arresto).
 
Gli agganci di Lo Sciuto erano diversi. Per esempio, Rosario Orlando (responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps, fino al maggio 2016) che, così è stato accertato dalle indagini, l’ex deputato castelvetranese riusciva a corrompere attraverso “regalie ed altre utilità”. E’ proprio da Orlando che Lo Sciuto otteneva la concessione di numerose pensioni di invalidità, “anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge”.
 
Le pensioni al vaglio degli inquirenti sarebbero circa 70. E ad ogni pensione corrispondeva un “cospicuo pacchetto di voti certi”.
 
La conoscenza con Rosario Orlando avrebbe permesso, attraverso l’intercessione con l’ex rettore Roberto Lagalla (oggi assessore regionale all’istruzione e destinatario di avviso di garanzia), perfino l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia, presso l’università di Palermo.
 
E poi c’è Paolo Genco, presidente dell’Anfe (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati, anche lui arrestato) che avrebbe raccolto voti per le sue candidature, garantendo sostegno economico in modo da rafforzare il suo consenso popolare.
 
Consenso che sarebbe stato collegato alle assunzioni presso l’Anfe: Lo Sciuto otteneva le assunzioni delle persone che segnalava ed in cambio “intercedeva al fine di agevolare la concessione dei finanziamenti a favore dell’ente”.
 
Egidio Morici per TP24.it

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